sabato 31 ottobre 2009

Un vulcano di idee...

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..che ne dite del logo che ho creato per il laboratorio teatrale che sto mettendo su?

:D

(aiutoooo non riesco più a frenare le mie iniziativeee)

venerdì 30 ottobre 2009

TGRò 1

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Quando non sai checcavolo fare della tua serata, allora ti ronzano per il cervelletto un paio di pensieri malati, del tipo: ora mi suicido con la nutella, oppure mi suicido guardando Porta a Porta.
Poi, invece, l'istinto di sopravvivenza si fa sentire, e allora fai l'unica cosa che riesci a fare meglio.
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Nel mio caso, dire fesserie.
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Signore e signori: il TGRò !
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giovedì 29 ottobre 2009

Ho perso il lavoro e il buon umore.

Abbiamo cercato in tutti i modi.. è difficilissimo dirtelo.. lavori qui da due anni però… non so.. mi spiace: non possiamo rinnovarti il contratto”.

Come dovrei sentirmi esattamente?
Offeso?
Umiliato?
Triste?
Incazzato?
Terrorizzato?

Perché, per chi non lo sapesse, chi è socio di una cooperativa sociale come me, quando rimane a casa non percepisce alcun ammortizzatore sociale.
Ve la traduco, così potrete essere sicuri di aver capito bene: passo a REDDITO ZERO, perché non esiste indennità di disoccupazione per chi è socio lavoratore di una cooperativa sociale.
Buffa contraddizione: lavori in ambito sociale, cioè offri servizi alle persone che lo stato non si degna di offrire, e come risultato resti senza 1 euro se ti lasciano a casa.

Ciò vuol dire che dal 1 gennaio 2010 sarò ufficialmente un barbone.
Ho 31 anni, cazzo, e se piango è solo per la rabbia, non per debolezza.
La rabbia di dover dare ragione a chi mi reputava un fallito, che non sarà mai in grado di farsi una posizione come tutti gli altri.
Con tutte le cose che ho imparato a fare, in questa società non c’è posto per me.
Ora devo reinventare un modo per sfruttare la partita iva, ma siamo in tempi di crisi nera, sarà difficile avviare chissà quale attività.
E poi sono indebitato, nessuno mi farà credito.

Chi ringraziare per tutto questo?

Quali sono le mie colpe dal punto di vista lavorativo, se sul lavoro sono sempre stato serio e produttivo, sia quando pulivo i cessi, che quando ho fatto lavori “intellettuali”?
Non ho mai tradito i colleghi, parlato male di nessuno, rubato in azienda, combinato guai seri.
Mai, e dico MAI, risposto male ai colleghi, tranne quando c’era da difendere la mia dignità, non ho mai scaricato su di loro i miei problemi personali, non ho mai fatto la spia.
Eppure, io resto senza lavoro.
La capa mi ha detto che il cda ha preferito far fare certi lavori che potrei fare io ad altre due colleghe. Una di queste due è la mia collega antipatica e soprattutto ricca, quella razzista e maleducata.
Ma.. nel cda c’è anche lei.
Cioè lei stessa ha decretato che il lavoro che potevo fare io lo farà lei, tenendosi il posto fisso.
Ecco cosa sono i conflitti d’interesse.

Questo post è inutile, ma lasciatemi sfogare.
In soli cinque minuti di bla bla, prima al lavoro mi hanno distrutto, mi hanno dato il colpo di grazia.

Troverò lavoro entro il 31 dicembre?
E se non lo trovo, di cosa mi nutro? Come pago le bollette e la casa? E la macchina? E gli esami che devo fare e le medicine?

Andate tutti affanculo, sono stanco di questa società di merda, dove l’ammortizzatore sociale è la famiglia.
E chi non ce l’ha ‘sta cazzo di famiglia?

Stasera è per la birra, domani è un altro giorno.


mercoledì 28 ottobre 2009

Ancora una volta il signor G mi toglie le parole

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'Stasera sono teso come una corda di violino.
Anzichè vomitarvi addosso i miei casini, vi faccio ascoltare una canzone che rispecchia esattamente quello che mi sento ora.
Ovviamente c'è lo zampino del signor G.
Ascoltatela bene.
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domenica 25 ottobre 2009

L'esame

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Io sono vivo.
Io sono.
Io.
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Se non riuscite a ripeterlo ad alta voce,
guardandovi allo specchio,
tirate un sospiro di sollievo:
è solo un gioco geometrico di parole.
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giovedì 22 ottobre 2009

Foto ingiallita

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Il freddo e il disordine di questa casa sono, senza dubbio, le immagini riflesse della mia persona.

Il freddo rappresenta la mia incapacità di emergere, di farmi una posizione di vita almeno decente, di poter realizzare i miei progetti senza indebitarmi.
Il freddo è la diretta conseguenza di una miriade di errori compiuti uno dietro l’altro e che, sommati, mi portano a non poter aggiustare la caldaia alle porte dell’inverno.

Il disordine, in un livello che mai nella mia vita avevo raggiunto, rappresenta il mio disordine spirituale e mentale, oltre che il mio semplice ozio.
Un disordine totale, che mi porta ogni giorno ad interrogarmi sulle mie scelte di vita, e mi lascia incapace di capire se sono nel giusto, con i miei ideali di libertà assoluta, oppure sono un opportunista o, peggio, un banalissimo codardo.

Perché, a vivere come voi ci vuole molto, molto coraggio.

Ed ecco le due cose messe insieme.
Il disordine e il freddo.
Buio, umidità, vestiti da lavare, piatti incrostati, l’odore della cena del giorno prima.
Dentro di me un po’ di calore, come la fiamma pilota di una caldaia, la mia per esempio, che rimane sì accesa, ma non divampa più, e non inietta calore buono nelle vene della mia casa.

Gli amici, sì, ci sono sempre, loro sono lì e nessuno li tocca.
Beh, se è per questo, anche il cielo è lì.
E nessuno lo tocca.

A volte fantastico, e mi dico: eh, se potessi oggi stesso cominciare da zero.. con le esperienze che ho adesso, chissà quanta strada farei.
Fantasie. Come si fa a cominciare da zero?
Cambiare paese? Fuggire? Bruciare i documenti?

Niente affatto.
Questi sono i miei panni e mi restano soltanto due cose da fare: lavarli, o gettarli.
...
Vado a prendere il sapone di marsiglia, và.

lunedì 19 ottobre 2009

Punti di vista?

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Ho fatto la scoperta del secolo: le cose che vedo io sono diverse dalle cose che guardano gli altri.
Sì sì, ho capito tutto, tuttissimo.
Ecco la verità dove sta: sulla terra siamo, diciamo, sei miliardi di esseri umani. Ognuno di noi vive in una dimensione parallela, quindi sei miliardi di dimensioni che, però, apparentemente sono tutte uguali, ma… ecco che le piccole differenze fanno la loro comparsa, ed improvvisamente ci ritroviamo a discutere col nostro prossimo, sforzandoci di far prevalere il nostro punto di vista.

- Insomma, non vedi che questa scatola è rossa? –
- Ma sei daltonico? Non vedi che è arancione? –

- dobbiamo pulire, questa casa fa schifo..-
- ma come schifo? A me sembra tutto a posto..-

- il nostro è un amore grandissimo, vero?-
- mah, veramente vorrei lasciarti.-

Vedete, una volta pensavo che fossero problemi di comunicazione, ma oggi sono convinto che hanno tutti ragione, perché… nelle loro dimensioni parallele esistono sia le scatole rosse che quelle arancioni, la stessa casa può essere in ordine o disordinatissima, lo stesso rapporto può essere stupendo o decadente, allo stesso tempo.

Del resto, anche la meccanica quantistica mi viene in soccorso: non so se lo sapevate, ma un fotone si comporta sia da onda che da particella, è per questo che per una ragazza un bagno è sporco, mentre per il suo convivente è pulitissimo.

I punti di vista sono tutto.
Io sono cattivo o buono, a seconda del punto di vista.
Se una donna italiana getta un bambino nel cassonetto della spazzatura, per noi è cattiva, mentre se una donna africana abortisce per noi è buona, perché non mette al mondo altra sofferenza, visto che il futuro figlio è destinato quasi certamente alla fame, alle malattie, alle guerre civili.

Punti di vista.

È su questo che giocano (uso il verbo giocare consapevolmente) gli psicologi; tu porti loro un sogno, una nevrosi, un problema sessuale, e loro ti danno un punto di vista, obbligandoti ad assecondarli nella loro follia megalomane.
Io credo che gli psicologi si curino coi clienti/pazienti. Se togli un paziente ad uno psicologo, quest’ultimo soffrirà di crisi di astinenza, avrà nevrosi incontrollate, farà incubi tremendi.

Se piango è perché piango, caro psicologo.
Se per me è carne mentre per te è spirito, a letto, sono solo punti di vista, entrambi sincerissimi, perché dovuti alle dimensioni parallele.

Vi è mai capitato di vivere una storia che in realtà era tutt’altro?
Vi è mai successo di sentirvi sgridare per una cosa che voi pensavate di fare benissimo?
Vi è mai accaduto che qualcuno vi detestasse senza che voi gli abbiate mai fatto nulla?

Dimensioni parallele, ragazzi miei, dimensioni parallele.

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sabato 17 ottobre 2009

Ore 3.13

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Solo, soltanto, solamente.
Se, seppi,
cosa c'è da sapere?
Inutile farfugliare, dici tu,
inutile è praticamente tutto, per questo lo facciamo, dico io.
Ma guarda guarda,
perchè si dice guarda due volte?
Forse perchè sappiamo che la prima volta non guardiamo mai davvero?
Senti, non ho tempo da perdere.
Beato te, io non ho neanche tempo da trovare.
-Va bene, guardami e dimmi cosa vedi.-
-Io vedo.. io vedo.. un disperato tentativo di sentirsi reale.-
-ma io sono reale!-
-ecco, appunto-.
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Ho letto di un cantante che è morto col suo stesso vomito.
Magari ha girato il mondo, ha provato mille droghe,
è stato con donne e con uomini,
ha cantato in concerti strapieni di gente che lo amava...ed è morto col suo stesso vomito.
E poi vengono a dirmi che tutto questo ha un senso.
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La sabbia delle dune cammina,
invece - non so se lo sapete - vivere in pianura padana
vuol dire che da quando sono nato vedo esattamente lo stesso orizzonte.
Gli orizzonti sono dentro di me, si va bene,
ma una duna ogni tanto non farebbe male.
Anche piccola.
Una dunina.
Così, che mi muove un pochino ogni tanto, per darmi il senso di vivere in un mondo animato.
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Spiegalo al carabiniere zelante, che in questo schifo di terra almeno uno si toglie la soddisfazione di bere una birra il sabato sera, e se ieri non era fuori norma ed oggi sì, è solo per una convenzione, ma la birra è la stessa.
Certo, lui fa il suo mestiere.
Fanno tutti il loro mestiere.
Anche la pantegana fa il suo mestiere, anche la tapparella fa il suo mestiere. E che dire della cipolla eh? E vogliamo dimenticare di come fa bene il suo mestiere un preservativo?
Tutti hanno un ruolo in questa biosfera che chiamiamo Terra.
Il pianeta Terra, azz che fantasia. Potevano chiamarlo, non so, il pianeta Bios, oppure il pianeta Armenagildum. Ma Terra è un nome così banale. Se potessi gli cambierei nome: il pianeta Mestolo. E' un nome stupido, ma almeno fa sorridere.
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Aiutooo!
Che è successo lassù? Diteci qualcosa...
Stiamo atterrando sul pianeta Mestolo!
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Donne e/o uomini si chiedono come si può raggiungere il piacere facendo a meno gli uni degli altri; non trovano risposte, infatti si sposano da secoli, o vivono insieme.
Per dispetto, secondo me.
Quando lei non riesce a raggiungere l'orgasmo clitorideo, per dispetto lo guarda e gli dice "caro ti amo, mi sposi?", e lui si sente messo alle strette, lì per lì vorrebbe rispondere "se ti sposo posso fare sesso con tua sorella?", ma poi gli esce un mugugno che assomiglia ad un sì.
Lui si masturberà tutte le volte che pensa alla cognata.
Lei troverà chi le procura il famoso orgasmo clitorideo, tanto suo marito non ha mai capito la differenza.
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Coppie, amori, automobili, l'aria condizionata, il corso di salsa e merengue, angurie fresche,
coocco bbello cocccooooòò
alè coccoooò
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Vorrei svegliarmi di colpo e rendermi conto che è un sogno.
O forse sono dentro al sogno di qualcuno, ma lui sogna che io sia consapevole, quindi io credo di essere vero e invece sono un sogno.
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Non so, io continuo a strafogarmi di schifezze e a toccarmi tutti i giorni, non si sa mai: se un domani scoprirò che è tutto finto, almeno mi sono tolto la soddisfazione.

giovedì 15 ottobre 2009

Raffaele, il mio blog non è un pulpito telematico

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Ti rispondo con un post, così tutti leggono, chiedendoti di non intervenire più sul mio blog.
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Lo scambio di idee, come già ti ho detto, è fondamentale per me; sappi che della comunicazione ho fatto un pilastro portante della mia vita.
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Detto ciò, i miei lettori sappiano che ho già spiegato a Raffaele che mi piacciono poco gli interventi a "gamba tesa", dove anzichè un dialogo, c'è sempre uno che dice cosa pensa, e l'altro che gli risponde con dettami, leggi divine, aforismi, verità.
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Non mi va di censurare nessuno, di bloccare nessuno, ma la cosa che più mi infastidisce è che tu, Raffaele, mi lasci dei link, sapendo che io non ci andrò perchè hai capito che sono uno sveglio, mentre speri di pescare uno dei miei lettori.
Se ti dico che certe cose mi infastidiscono, non credi sia un tantino cafone lasciarmi i link per forza?
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Anche se tu fossi in buona fede e nei tuoi intenti albergherebbe (albergasse!!! nda) un cherubino, per citare Amleto, sappi che con me hai usato il peggiore dei modi per presentarti: inviarmi mail chilometriche così, di punto in bianco, senza che ti conoscessi (conosca? nda), dando dei giudizi su di me senza nemmeno sapere chi sono, e rivolgendoti al mio dolcissimo cuore!!!! (aleph si farà due risate su questa cosa).
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Se ci conoscessimo meglio, fossimo amici, come lo è la maggior parte di coloro che seguono questo blog, allora sarebbe normale tutto ciò, ma io non so chi sei. E non voglio saperlo.
Credo, MA POTREI SBAGLIARMI, PERCHE' IO MI SBAGLIO, che tu sia uno scientologo, oppure un opus dei, oppure uno che sta spendendo un sacco di soldi per frequentare un corso dove gli dicono che la nostra vita è nelle mani di esseri superiori.
Se ci sei entrato a seguito di un forte dolore, spero comunque che tu ti tirerai fuori da quel giro il più presto possibile.
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Ci sono c.a 2 miliardi di blog nel mondo, ti chiedo per favore, evita il mio.
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Grazie e addio.
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Ah, l'unico alieno che mi sta simpatico è Alf.
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martedì 6 ottobre 2009

Vi presento Jack - un amore di ragno

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Ecco a tutti voi, Jack, il piccolo simpaticissimo ragnetto, che infesta serenamente le mie stanze, e mi libera la casa dagli insetti.
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Non fatevi impressionare, è dolcissimo.
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Oddio, non lo bacerei in bocca con la lingua, ma so che posso fidarmi di lui: non cercherà mai di mangiare i miei avanzi di cena, perchè sa che li mangio io stesso nei giorni a venire.
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p.s.: in alcune foto è volutamente sfocato, perchè essendo timido mi ha chiesto questo piccolo accorgimento.
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p.p.s.: la convivenza fra due maschi single è fantastica. A quelli che mi chiederanno come faccio a sapere che Jack sia maschio, rispondo che lo so perchè lui se ne sta lì nel mio stesso disordine, e non si lamenta.
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domenica 4 ottobre 2009

Allunato

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La luna, questa notte, è troppo piena per restare insensibile.
La sento, la sento. Sempre la stessa energia, tutti i mesi. Sono le 3 di notte, e sto mangiando mentre scrivo; se lo facessi in settimana o col novilunio, mi addormenterei sulla tastiera.
L’amicizia, l’amore, l’odio, il sesso, l’anima, l’animale, l’odore di vita.
La luna, questa notte, è troppo piena per restare indifferente.
Certe notti vorresti non finissero mai, sono tesori da tenere stretti a sé; ma, come la sabbia che lenta sfugge alla morsa della mano, anche il qui ed ora scivola via, e presto questa luna non sarà più così dolce.
Presto questa notte sarà giorno, e poi di nuovo notte. È così da secoli, e così resterà per secoli a venire.
Prigioniero di questo alternarsi, sono prigioniero di questo mondo, delle sue leggi fisiche.
Vorrei poter volare.
Oh, sì, volare sul Gran Canyon, come accadeva in un mio sogno ricorrente; occhi chiusi, aria fredda in faccia, braccia aperte e molto silenzio.
Anzi, il sibilo del vento sul mio corpo nudo.
Questa notte è notte, ma vorrei fosse vita.
Vorrei vivere di notte, e morire di giorno. Vorrei vivere anche di giorno.
Ora andrò a letto, mi addormenterò, e domani mattina sarò qualcos’altro.
Non il Roberto lunatico e allunato di questa notte, schiavo d’una luce soffusa.
E poi,
ricordo,
il silenzio nei campi notturni,
ed io senza paura, con le braccia aperte, e la luce della luna che m’entrava nelle carni.
Stelle, pianeti, infinito.
Io vedo l’infinito.
Io vidi l’infinito.
Dentro il tuo corpo, quand’eri mia.
Dentro me stesso, quand’ero più amorevole con la mia identità.
Dentro gli sguardi persi di quella cameriera, io scorgo l’infinito.
Ed ora, andrò a letto, e domani sarà confusione.
Caffè, una brioche alla marmellata e un bicchiere d’acqua, per favore.
Sì, l’acqua naturale.

sabato 3 ottobre 2009

Anima in pena

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C’è un prezzo da pagare?
Sì, c’è sempre un prezzo.
Qualunque cosa tu faccia, provochi sempre una reazione. È come il battito d’ali della farfalla che fa nascere gli uragani.
Chiamarle “punizioni” odora di senso religioso del dovere, cosa al quale sono decisamente distante, quindi le chiamerei semplicemente “conseguenze”.
I furbi, quelli che popolano il pianeta, sono convinti di poter agire di nascosto, per evitare conseguenze, ma… come diceva il giovane principe danese, di nero vestito? “fosse tutta la terra del mondo lì a coprirli, i delitti vengono sempre allo scoperto”.

C’è un prezzo da pagare per stare bene. Non ci è consentito la scelta univoca “faccio questo perché mi fa stare bene “, ma c’è sempre una contropartita da valutare: “faccio questo perché mi fa stare bene, però mi tocca rinunciare a quest’altro, a cui tengo tantissimo”.

Non ci vedo alcun disegno divino in tutto ciò, nessun contrappasso dantesco, nessuna logica. È pura naturale vita. Prendi e lasci, vinci e perdi.
Il “vinci e basta” è universalmente squilibrato.

Quindi, fratello, se stai giorni e giorni a valutare cos’è meglio salvare, potresti benissimo andartene a fare quello che più ti aggrada, e lasciare che la capra mangi i cavoli, per poi essere mangiata dal lupo.

Oh, certo. Salviamo la capra. Ma ‘sta maledetta capra non ce l’ho messa io lì sul fiume, e posso anche vivere senza cavoli che, fra l’altro, mi disturbano l’intestino crasso.
E il lupo? Perché mai lasciarlo a digiuno?

Lo so io perché. Il lupo è il cattivo da punire. Colui da evitare.
Lo sfigato che salta sempre il pasto, insomma.
Crepi il lupo. In bocca al lupo.
La nostra cultura è intrisa di simbologia fasulla e faziosa. Buoni da una parte, cattivi dall’altra.

Così chi lascia è il carnefice, chi viene lasciato è la vittima.
Che cazzata colossale.
Ed io sono perfino obbligato ad auto convincermi che, certe conseguenze, siano proprio una punizione al quel mio battito d’ali, che ha scatenato chissà quali uragani.
Eh no, si tratta solo di conseguenze, l’ho già detto.

Comunque, volevo parlare d’amore in questo post, non so perché m’è uscito tutto ‘sto veleno.
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Ah, ecco perché: volevo parlare d’amore.

giovedì 1 ottobre 2009

Ipocrisia donna

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Sarò molto cattivo 'sta sera, perchè sono sconvolto.
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A parole siete tutte sognatrici, romantiche, dolci.
A parole vi piace l’uomo artista, imprevedibile, che ogni giorni riservi una sorpresa.
A parole vi piace l’uomo che vi fa ridere tanto, ma anche piangere d’emozione.
A parole, preferite un uomo pieno di passioni ad un uomo apatico.
A parole affrontereste anche una vita meno agiata, pur di tenervi stretto un grande amore.
A parole, vorreste che il padre di vostro figlio sia un uomo allegro, pieno di fantasia, sensibile.
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A fatti, invece, cercate l’uomo con stabilità economica, senza “grilli per la testa”.
A fatti, cercate l’uomo che non dia grandi sorprese, che sia una certezza, un punto fermo.
..con un lavoro fisso, anche se si sente frustrato, l’importante è che non si licenzi mai.
A fatti, non volete fare brutta figura con i vostri genitori o parenti in generale.
A fatti, vi terrorizza l’idea di passare due mesi senza poter mangiare una pizza o fare shopping.
A fatti, non affrontereste mai una vita meno agiata per dare spazio ad un amore intenso e folle, e scegliete un amore più opaco, che duri tutta la vita…
…che vi permetta di diventare madre e moglie, di fare il matrimonio classico in chiesa con tutte le fesserie del caso e fare bella figura coi parenti..
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A fatti, è tutta una banale questione di soldi. Che schifo.
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Averla incontrata stasera dopo un anno e sette mesi, mi ha reso isterico.
Non ho più unghie.
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Se fossi benestante,
se fossi assunto,
se avessi la caldaia funzionante,
se non avessi debiti,
se fossi meno energico,
se fossi meno imprevedibile,
se fossi più serio,
se avessi meno ispirazioni artistiche,
se non fossi teatro-poesia-shiatsu-chitarra-politica,
se non fossi trasgressivo...
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Lo capisci, cazzo, che non sarei io?
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