mercoledì 27 gennaio 2010

Io sono:

-
Come te
miope
luminoso
la mia croce
l’energia legno
un ottimo motivo per fare sesso
un ottimo motivo per rifarlo
controverso
doppio
disilluso
un figo
no dai, diciamo solo un po’ figo
la morte delle regole
un piatto di pasta
…facciamo due
pronto a tutto
il mio dio
l'inferno
la delizia
Ulisse
le cascate del Niagara
i meridiani di Stomaco e Milza/pancreas
quello che non ci crede più
l’insoddisfazione fatta uomo
sempre il solito (ma il solito che?)
l'epilessia
un sacco di risate
una pentola a pressione
un’idea (magari nella tua testa, mentre stai leggendo)
Roberto

lunedì 25 gennaio 2010

Lettera di un ipotetico padre

-
Caro figlio che non ho ti porterei al mare e mi divertirei guardandoti mentre, infastidito, scopri che nell’acqua c’è anche il sale..

..starei con te quel tempo che ti basta, per capire che a proteggerti ci son io, e che quindi puoi dormire col sorriso sulle labbra.

Caro figlio che non ho t’insegnerei a pelare le patate, affettare le carote e le cipolle, e starai vicino a me mentre cucino, per capire che l’amore per la vita si nasconde dietro mille gesti quotidiani.
Porterò la tua prima bici ad aggiustare, col sorriso di chi ricorda i propri errori; e la strada del ritorno sarà per le risate, mentre ti racconterò le mille volte in cui cadevo distruggendomi le ginocchia…
Proverò a spiegarti quando e come usare un preservativo, e mi sforzerò di trattenere i miei commenti, sul mio personale odio per quel gesto innaturale, che però anche tu ti troverai a fare.

Caro figlio che non ho ti parlerei della nostra storia, degli orrori della vita e dei governi; proverò a spiegarti i limiti dell’uomo, per capire che talvolta basta poco per tornar a ragionare come bestie, e che anche tu potrai sbagliare come gli altri.. e proverei a darti la mia mano, e proverei a restarti padre nonostante i tuoi errori.
Ti racconterei tutte le mie avventure, quelle folli e divertenti, e ti parlerei anche delle mie ombre; lo farei senza censure, per capire che potrai fidarti e capire che potrò fidarmi anch’io.

Caro figlio che non ho, se tu fossi una bambina vorrei tanto carezzare i tuoi capelli mentre dormi, e vedere che hai gli stessi occhi di tua madre; vorrei tanto che quegli occhi fossero grandi e neri, vorrei tanto che quegli occhi fossero grandi e neri.

Vorrei tanto vederti crescere, e sentirti parte della vita stessa; vorrei tanto scoprire che anche tu ti commuoverai guardando un ragno mentre tesse la sua tela.
Cercherei di capire se ci sono idee diverse fra di noi, cercherei di accettare la tua filosofia.
Caro figlio che non ho, cercherei di essere quel padre che ho sempre desiderato, ma scommetto che anche io commetterei mille errori.

Proverei ad insegnarti che non c’è proprio niente da insegnare, che è fantastico dubitare, che è vitale ragionare.

Proverei a rispettare la tua sfera, certo che ogni tanto anche io sarò invadente.
E per finire, sappi che ho una gran voglia di fare tutto ciò, quindi affrettati ad arrivare…
…se vuoi, però, fai con calma:
io saprò essere paziente, io saprò aspettare.

lunedì 18 gennaio 2010

Pregherei

'sta sera sò romantico, per questo vi posto quella che io ritengo essere la più bella canzone d'amore italiana, ed allo stesso tempo la più rimossa e snobbata.
Un bel tuffo indietro negli anni.
E non aggiungo altro.
Ah sì, la dedico alla dolce Scarlett.
.
Pregherei
pregherei se mi sentisse lui
Chiederei
chiederei che ne sarà di noi
Gli direi
gli direi riprendi ciò che vuoi
Dammi lei
dammi lui è tutto quel che ho

Prendi il mio cibo e mangerò le nuvole
la mia chitarra prendi e il vento suonerò
e la mia moto i piedi sanno correre
prendi il mio nome lei mi chiama amore ormai
Portati via tutti i gioielli miei
con i capelli miei io mi rivestirò
vivrò di quei sogni che lui mi darà
riprendi tutto ma l’amore no

Oh, dammi lei
Oh, dammi lui
Oh, adesso e sempre
adesso e sempre di più
Spegni tutte le stelle
ma questo amore che brilla più del sole
non toccare, tu lascialo com’è

Pregherei
pregherei se mi sentisse lui
chiederei
chiederei che ne sarà di noi
gli direi
gli direi riprendi ciò che vuoi
dammi lei
dammi lui è tutto quel che ho

Dammi il dolore io lo cambio in estasi
dammi la febbre da sentire i brividi
e chi mi odia io l’amerò
io con l’amore sopravviverò

Oh, dammi lei
Oh, dammi lui
Oh, adesso e sempre
adesso e sempre di più
Puoi riprenderti il mondo
ma lasciaci l’amore che fa soffrire
non toccare tu lasciaci così
Io e lei io e lui

Pregherei
pregherei se mi sentisse lui
chiederei
chiederei che ne sarà di noi
gli direi
gli direi riprendi ciò che vuoi
dammi lei
dammi lui è tutto quel che ho


giovedì 14 gennaio 2010

MEGATTERA (dal quadro di un pittore amico)

-
Un’onda anomala,
creata elevata e bianca,
verso il cielo spinta.
Un’ombra affranta
cauta, dolce e forse
silenziosamente triste.
Così io ti vedo,
e ammiro la tua forma,
ammiro la tua leggerezza
consapevolmente immensa.
Ed io? Sono consapevole anch’io?
Lo sai, mi fai sentire tanto piccolo
al tuo fianco.
Sei bella,
sei una sirena,
e anche dentro un quadro canti.
Ecco, ecco perché
chiudo gli occhi
e respiro del mare il sale,
ed ascolto del tuo pianto il canto.

D’IZZIA ROBERTO (05/09/2003, ore 17.18)
-

mercoledì 13 gennaio 2010

non so checcavolo fare stasera!
i mestieri??? baahhhh
un film?
un libro?
naaaa.
non so checcavolo fare stasera. ah l'ho già detto?
sbuff
sbuff

che post scemo
che io sia un post-scemo? cioè l'evoluzione dello scemo?
..
uff.
non so nemmeno come chiudere 'sto post..
..devo dire una qualche fesseria così lo scambierete per un attacco d'arte.
attacco d'arte:
art attack
shark attack
super attack
attack a devil in me

martedì 12 gennaio 2010

Ho riscoperto la chat. Sé, ma l’ho coperta subito.

Era un po' che non chattavo, e in questi giorni ho fatto un paio di giri.
Mamma mia che gente esaurita, ne sono uscito al volo... giusto il tempo di prendere nota delle cose più sceme, e farci questo post.

Il nickname

È inutile dire che dal nickname si capiscono un sacco di cose. Infatti non lo dico e chiudo subito il capitolo, perchè c'è materiale troppo volgare..

Le abbreviazioni

Sono ancora un mistero per me, e mi riferisco alla logica secondo la quale ogni parola debba per forza essere abbreviata in chat. Potrei capire la necessità di essere veloci, ma a volte penso si tratti di vera paranoia.
Un esempio?
Lo so che aspettavate un esempio, ormai vi conosco troppo bene.
Dunque, mi inserisco in una chat col nick “liberopensieroberto” e, non più di cinque secondi dopo, qualcuno mi scrive “ciao libero pensiero”.
Beh, penso, nick troppo lungo in effetti…
…provo con “pensieroberto”, ed alla prima conversazione vengo chiamato “roberto”.
- E vabbè, accorciamo ancora – mi dico spazientito.
Entro come "Roberto78".
Mi chiamano “Ro78”.
A quel punto perdo del tutto pazienza, e cambio nervosamente il mio nick, che completo aveva anche un senso, in “”.

Inutile dirvi che c’è stato chi ha avuto il coraggio di scrivermi “ciao R”.

Approcci

Sono diversi e variegati, vediamone solo alcuni (riporto fedelmente anche la punteggiatura, che esprime proprio il tono giusto delle conversazioni).

Approcci pieni di pathos
"m o f?”
"anni.”
“g o lsb?"
“da dove.”
“pvt?”
“nome?”
Approcci frustranti:
sono certo che sei donna. Sei donna vero? Dai lo so che sei donna.”
“anche tu qui per chattare?”
“ciao sono solo come te”
“posso? se ti disturbo basta che me lo dici e io esco”.
Approcci cafoni: "
"che cazzo vuol dire il tuo nick?”
“sei uno sfigato.”
“se sei donna pvt altrimenti fuori dal cazzo”
“non dirmi che sei frocio”
”vai fuori da questa stanza”.
Approcci porno:
“liberopensiero ti libero il culo”
“sopra o sotto?”
“io mi mastrb in web-cam tu?”
“se 6 d ci vediamo sesso sicuro?”
“che bel nome ti radi? io mi rado”.

Saluti a fine chattata
(questi si commentano da se')

bn ntt”
“ciao tesoro, bnntt”
“baci kissu”
“ti aspetto qui dmn ok?”
“grz per la bella chiacc dmn c 6?”
“notte a te caro, e fai il brv stanotte ahah”
“cià”
“ ‘tte “
“smaccckkkk”
“ciaoooooooooooooooooooooooooooooooo”

....
.......
Eh sì, sono troppo grande per questo genere di cose.

venerdì 1 gennaio 2010

Il treno riparte, salgano signore e signori


1 gennaio 2010

 

Il primo risveglio
Il primo sorriso
Il primo latte e caffè con miele e panettone
La prima sveglia
La prima mezza crisi
La prima sega mentale
Il primo pensiero ehm.. birichino..

..dunque, la prima erezione..

La prima idea di poesia
I primi messaggini
La prima speranza
Il primo respiro
il primo dubbio
Il primo sospiro
la prima certezza,

quella d’essere libero.

Tutto questo, concentrato nel solo magico istante in cui ho riaperto gli occhi, e mi son detto: dai Robbè, alzati..
..è iniziato un nuovo anno, ed è l’ora della rivincita.




capodanno

Non vi racconto nulla, sono le 5.10 e sono stanco, figuriamoci se mi metto a scrivere.
In sintesi:
ho conosciuto delle persone proprio carine (O. & B.), altre sfasate, altre con ormoni impazziti.
Ed ho passato un bel capodanno.