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mercoledì 20 maggio 2009

C'è qualcuno.. che non sa.. più cos'è un uomo!

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Io: "Propongo che le mie lettere commerciali vengano stampate a colori, perché queste fotocopie dell’originale sono un po’ bruttine.."
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La presidente: "No no no no.. io non stampo a colori tutte quelle lettere, facciamo le fotocopie."
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Io mando giù il boccone amaro, sapendo che le fotocopie sono terribili, e fra l’altro devo scrivere l’intestazione a mano di volta in volta.
Passa qualche giorno, il fratello di lei vede una di quelle lettere, e invia a me e alla sorella una mail dove dice che le lettere in bianco e nero sono pessime.
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Lei viene da me e mi dice "non preoccuparti di cosa ha scritto ..., non è il suo ruolo".
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Passano tre settimane, spedisco decine e decine di lettere in bianco e nero.
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Oggi mi arriva questo postit sul tavolo (fra l'altro lei è lì, perchè non me lo dice a voce?):
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x roberto: hai seguito il consiglio di … , le spedisci a colori? sicuramente meglio che in bianco e nero”.
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Questa l'ho scritta soprattutto per il mio caro amico Lorenzo: vedi, fratello, quant’è difficile mantenere la promessa di non fare più il matto al lavoro, urlando in faccia ai capi come facevo una volta?

martedì 19 maggio 2009

Antipolitica populista

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- Basta con l’antipolitica! Dobbiamo votare seriamente per far sapere ai politici cosa pensiamo! -
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- Hai perfettamente ragione, dobbiamo proprio far sapere alla politica cosa pensiamo. -
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- Ah bene, finalmente uno con un po’ di senso civico. Tu per chi voterai?
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- Non saprei… esiste il partito “vaffanculo”? -

Promesse elettorali (precarie)

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- La politica non è più seria come una volta. -
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- Già, puoi dirlo forte: ieri il candidato sindaco del mio paese mi ha promesso un posto di lavoro.. non solo part-time, ma pure a tempo determinato ! -

Voglia di elezioni (e/o erezioni)

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- Uhhh..non vedo l’ora di votare.. -
- Quanto entusiasmo... perchè? -
- Perché quest’anno la presidente del seggio è quella grandissima gnocca della mia vicina!!! -

Voglia di elezioni

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- Il 6 e il 7 giugno finalmente si vota.. tu che farai? -
- Resterò a letto a dormire –
- Non vorrai farmi credere che mentre tutti noi eserciteremo il nostro diritto/dovere, tu starai a letto a dormire?! –
- No, ovviamente: ogni tanto mi butterò anche sul divano. –

Un amore di banca

- Di te amo che sei sempre sotto il mio controllo - disse l'uomo alla sua carta di credito.
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- Anche io di te amo più o meno la stessa cosa - rispose la carta.

domenica 17 maggio 2009

Io e la sindrome di Colombo

Prima o poi qualcuno dovrà spiegarmi per quale motivo guardo questo telefilm da quando sono piccolo, senza stancarmi.
L'aspetto maniacale della faccenda è che conosco benissimo tutte le puntate, eppure ogni volta le riguardo come fosse la prima, mi entusiasmo come uno scemo ad ogni intuizione del tenente italo americano.
Ed ogni volta sorrido quando lui rientra in scena, facendo finta di aver dimenticato una domanda da fare, e poi un'altra, e poi un'altra... fino ad innervosire quello che, come tutti sappiamo, è l'assassino.
Anche lui lo sa, il tenente italo americano, eppure gli piace giocare con il delinquente del momento, fingendo di essere solo un povero sprovveduto.
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Beh, qualcuno mi spieghi com'è che lo guardo ancora, sapendo oltretutto che va in onda su una rete illegale (Rete4), e quindi tradendo i miei stessi ideali.
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E' una droga, una sindrome, una malattia.
Quando c'è Colombo non riesco a guardare nient'altro.
Scommetto che lo racconterò ai miei figli. Scommetto che, quando i miei nipoti giocheranno in salotto, io urlerò come un bisbetico rincoglionito (è così che diventerò) "basta! silenzio! non vedete che il nonno sta guardando Colombo?!"

sabato 16 maggio 2009

Evoluzione

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Il gorilla e l'uomo si trovarono l'uno di fronte all'altro, in silenzio.
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L'uomo guardava quello splendido animale e pensò che sarebbe stato grandioso poter essere al suo posto, e tornare dunque alle origini della propria specie.
Il gorilla guardò l'uomo, lo guardò bene, e tremò di terrore al solo pensiero che potesse accadere il contrario.

venerdì 15 maggio 2009

Io credo nelle fate

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“bambino perché piangi?”
“non riesco a prendere la mia ombra”
“se vuoi posso cucirtela io..”
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L’Arcimboldi di Milano era stracolmo, ed io col fiato sospeso ed una incredibile gioia primordiale seguivo quello spettacolo, il regalo più bello della mia vita.
Tutto mi piaceva; improvvisamente dimenticai d’aver fatto teatro e di conoscere il punto di vista di chi si cambia dietro le quinte, e cominciai a CREDERE in ciò che vedevo.
La mia fantasia mi trascinò fuori dal teatro, e mi portò su, e poi su, lontano dal mondo reale, verso un mondo magico da raggiungere seguendo una strada che.. beh, forse conoscete anche voi: seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino.
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Incredibile, avevo 29 anni e riuscivo ad identificarmi contemporaneamente sia in Peter che nel Capitan Uncino; ricordo l’irrefrenabile voglia di saltare sul palco, per unirmi al balletto buffissimo dei maldestri pirati, bendarmi l’occhio sinistro, impugnare una spada ed imprecare pronunciando quelle frasi pittoresche ma innocue.
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Poi, Trilly bevve il veleno al posto di Peter, e fu lì per morire.
- c’è sono un modo per salvare una fata e farla ritornare in vita: dovete alzarvi tutti, tenervi per mano e gridare “io credo nelle fate” -
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Il pubblico di adulti lì per lì non si scompose, e tutti i bambini in sala rimasero fermi, perché non capivano se era una cosa proibita o no.
Peter ripetè l’invito al pubblico; in realtà era l’autore di quella commedia teatrale a chiederci di CREDERE.
Mi alzai, presi per mano lei ed uno sconosciuto che stava alla mia sinistra, ed urlai “Io credo nelle fate!”. Pian piano si alzarono gli altri, prendendosi per mano, e mentre gli attori chiedevano di dire quella frase tutti insieme e sempre più forte, tutto il teatro tuonò: “IO CREDO NELLE FATE, IO CREDO NELLE FATE…”.
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Ridevamo , noi adulti, un po’ per imbarazzo, un po’ per gioia. Il bimbo sperduto dentro di noi finalmente poteva esultare, come non faceva più da tanto, tanto tempo.
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Trilly si riprese ed il pubblico scoppiò in un fragoroso applauso.
Io, a volte così ingenuo, ricordo di essermi commosso, un po’ come adesso che spingo giù un magone grosso come un’anguria, e lei mi guardava ridendo molto soddisfatta, proprio perché sapeva di avermi fatto il regalo più bello.
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Io credo nelle fate.
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E poi, questa mattina, sotto un cielo ancora grigio (fuori e dentro), accendo la radio, e…

giovedì 14 maggio 2009

Il filo creativo della solidarietà

Ciao ragazzi, questo è il sito dell’associazione ONLUS Il Filo Creativo di Flavia, della mia cara amica Flavia di Vailate: http://www.ilfilocreativodiflavia.com/
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Conosco Flavia di persona, è una ragazza straordinaria, e vi assicuro che aiuta REALMENTE le persone, superando brillantemente le sue difficoltà fisiche.
Pensate che dal suo studio si è messa in contatto con delle persone in Africa, e sta aiutando dei ragazzi disabili di quel paese lontano !!!
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Il suo ed il nostro obbiettivo, adesso, è trovare i fondi per acquistare o avere in comodato un pulmino attrezzato per disabili.
Date un’occhiata al sito e se volete fate una donazione (sul sito c’è tutto).
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Passaparola.

mercoledì 13 maggio 2009

Seicento’s Broken Marmitta

Centro di Crema, ore 12.50, piazza strapiena di giovanotti delle superiori.
Ad un certo punto un rumore incredibile supera il brusio della piazza, come il rombo di un motore di cilindrata mostruosa..
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RRRROOOOAAAAAARRRRRRRRRRRR ….
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Al rumore mostruoso segue un altro rumore, questo più meccanico, come gli ingranaggi di un tir che schioccano l’uno dietro l’altro..
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TAC TAC TAC TAC TAC TAC TAC TAC TAC….
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Tutti si girano, dai loro volti si legge l’enorme curiosità per la bestia motorizzata che sta per calcare la strada della piazza.
Il rumore vien da dietro l’angolo.
I fiati sono sospesi, tutto tace, anche un cagnolino che stava per pisciare resta con la zampa alzata, in bilico.
Ed ecco fare ingresso nella piazza il titano meccanico...
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E' la mia seicento scassata.
Entro piano perché se metto la terza e do un po’ di gas, il rumore diventa insopportabile, e mi parte anche l'orecchio buono.
Faccio un’improbabile manovra per parcheggiare e parte il rumore dell’albero motore ormai vicino alla morte definitiva…
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TAC TAC TAC TAC TAC TAC TAC TAC TAC….
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Scendo, guardo i fanciulli infighettati che ridono, e penso: ridete ridete, ma nessuno di voi avrà le soddisfazioni che m’ha dato il mio gioiellino grigio metallizzato.
Piccoli borghesucci da quattro soldi.
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Tsè!

Bisonti

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S’affaccia furtivo, il guerriero Sioux,
e con la mano a ripararsi da un timido sole
osserva,
silenzioso osserva il divenir del giorno ad est,
e mandria di bisonti impazziti
verso il nulla andare.
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Ecco, sta pensando,
quelle son le mie future sfide,
e nel mentre cento dardi estrae
dalla sua faretra;
non c’è bestia che mi fermi,
quando stringo fra le mani
le mie cento vite.
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E poi,
un pietoso sguardo verso l’ovest,
punto cardinale del ricordo.
E colori come odori,
gusti come suoni,
pallidi riflessi che ingannano i miei occhi,
e pretendono d’esser vivi.
Fichi d’india e calure estive,
sale grosso, e sale fino,
infiniti istanti silenziosi in due.
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Ecco,
sta pensando mentre posa i dardi
son le anime danzanti dei bisonti uccisi,
che mi fanno compagnia.
Poi,
prende l’arco sorridendo
e si volta nuovamente verso est.
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Roberto D’Izzia (13/05/09)

Datemi un'ermo colle per lo spirto guerrier ch'entro mi rugge

Queste son Poesie che portai agli esami di maturità, perché mai nessuno ha capito e descritto così bene ciò che io sento, quando sono solo.
Potrei leggere queste righe per infinite volte, e commuovermi sempre come fosse la prima.
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Alla sera (Ugo Foscolo).

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Forse perché della fatal quïete
Tu sei l'imago a me sì cara vieni
O sera! E quando ti corteggian liete
Le nubi estive e i zeffiri sereni,
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E quando dal nevoso aere inquïete

Tenebre e lunghe all'universo meni
Sempre scendi invocata, e le secrete
Vie del mio cor soavemente tieni.
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Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme

che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme
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Delle cure onde meco egli si strugge;

e mentre io guardo la tua pace, dorme
Quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.
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L'infinito (Giacomo Leopardi)
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Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
De l'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminato
Spazio di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo, ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e 'l suon di lei. Così tra questa
Infinità s'annega il pensier mio:
E 'l naufragar m'è dolce in questo mare.

martedì 12 maggio 2009

Amaramente dedicato a:

  • prima di tutto a me, che faccio stare male le persone che mi circondano, solo perché ho il pessimo vizio di essere molto espansivo, molto riservato, molto serio, molto coglione, molto intelligente, molto scemo.. tutto contemporaneamente, e soprattutto pretendo che gli altri mi capiscano;
  • quelli che gli dici “mi piace Rino Gaetano” e ti rispondono immancabilmente “chi? Mino Reitano???”;
  • quelli che ridono e ti sfottono quando dici che i film sui Samurai con Toshiro Mifune erano favolosi, anche se loro non ne hanno mai visto uno;
  • quelli che fanno fatica a capire la prima volta e devi ripetere sempre tre o quattro volte un concetto;
  • quelli che “come va?” “mah, voglio starmene un po’ solo” “e perché?” “perché voglio starmene un po’ solo” “ma è successo qualcosa?” “no, voglio starmene un po’ solo ho detto” “sì ho capito, sei uno stronzo!”;
  • quelli con il tatto di un elefante che ti dicono “non puoi pretendere di fare felice una persona se sei pieno di problemi fisici e familiari, eh!”;
  • quelli che “ma non è vero che stai male, infatti vai a lavorare tutti i giorni!”;
  • quelli che ti promettono una cosa e qualche giorno dopo “Io? Ti sbagli, non ho detto mai una cosa del genere”;
  • quelli che sono il tuo capo, tu gli dici “guarda, ho un problema di relazione coi colleghi e con te ,vorrei risolverlo perché non si può stare giorni e giorni senza parlare..” e loro ti rispondono “non è vero, tu sei paranoico, hai le manie di persecuzione, dovresti farti vedere da qualcuno”;
  • quelli che hanno il vizio di giudicare le persone dopo un giorno, senza mai fare domande per capire chi sono realmente;
  • quelli che danno solo risposte chiuse e fanno congelare l’atmosfera anche se tu ci provi. “allora, come va?” “bene.” “fatto qualcosa domenica?” “no.” “visto? Finalmente un po’ di sole!” “sì.”;
  • quelli che sono donne, fai loro un complimento disinteressato tipo “hey come sei carina coi capelli corti” e ti rispondono spaventate “perché?”;
  • quelli che cambiano umore ogni ora, e se ne fanno un vanto;
  • quelli che ti fanno un colpetto di clacson quando il semaforo è rosso e soprattutto davanti c’è una coda tremenda quindi non potresti nemmeno avanzare;
  • quelli che ti dicono sempre di sì per la cena, tu prenoti e poi, uno alla volta, ti scrivono lo stesso giorno per dire che non ci sono;
  • quelli che è una bellissima serata, si sta bene a casa a chiacchierare anche se è tardi, ma basta che si alza uno per andarsene, si alzano improvvisamente tutti e lo seguono, guardando gli orologi e dicendo “eh già, s’è fatto tardi”;
  • quelli che fingono di essere amatori sfacciati e smaliziati, ma poi al primo bacio si sciolgono e ti vogliono sposare;
  • quelli che quando dici di avere la febbre, loro hanno avuto la febbre a 42°, se dici di avere problemi di stomaco, loro sono stati operati di ulcera;
  • quelli che ti sminuiscono sempre e che sparano sui tuoi sogni con la loro codardia mascherata da concretezza;
  • quelli, invece, che vivono su un altro pianeta e non hanno alcun senso pratico, e ti dicono “eh, perché non vendi casa? Eh, perché non cambi lavoro? Eh, perché non affitti il tuo soggiorno-cucina ad un estraneo?”;
  • quelli che se scrivi robe allegre o sciocche ti chiedono di essere serio, ma quando scrivi cose serie ti dicono “come sei negativo, perché non scrivi una delle tue cose allegre?”;
  • quelli che non hanno mai studiato a scuola, che picchiavano i più debolucci, che sputavano palline di carta masticate sulla prof., che rubavano alla Standa, che sanno giocare bene a pallone ma sono disonesti, eppure sono simpaticissimi, e nessuno ha il coraggio di mandarli affanculo, e le tipe gli si donano perché hanno le spalle larghe e le fossette sulle guancie, e le prof. o i genitori o i capi al lavoro non li sgridano perché sono delle simpatiche canaglie;
  • quelli pieni di amici, ovunque vadano;
  • quelli che hanno sempre ragione, anche su argomenti in cui tu sei informatissimo;
  • quelli che se non credi alla madonna allora sei un anti cattolico, e giudicano senza prima soffermarsi a pensare e o a chiederti in cosa credi tu;
  • quelli che, siccome loro sono il parente più grande di età, sei sempre tu a doverli cercare…


…E per finire, dedico questo post alle persone che ti vogliono cambiare a tutti i costi, e non riescono proprio ad accettarti per quello che sei.

lunedì 11 maggio 2009

Tra il dire e il fare

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In un anno e mezzo..
  • sono riuscito a fondare l’associazione culturale senza scopo di lucro ConcretaMente,
  • ho creato e pubblicato 24 video di informazione critica,
  • ho partecipato a Break the Mafia,
  • ho scritto ben 114 articoli su InformaReagire, 26 dei quali sono proposte concrete di azioni civiche (e una proposta di legge),
  • ho creato lo Spazio Filosofico su Yahoo,
  • ho organizzato da solo due eventi pubblici nel mio paese con il pretesto della lista civica, parlando di temi serissimi e nascosti dai media,
  • ho fatto girare centinaia di mail di proposte che arrivavano a me, a tutti i miei contatti su blogger e youtube, oltre che ai conoscenti,
  • ho stampato a spese mie decine di volantini sui condannati in parlamento, sui processi ad Andreotti o sui segreti dei rifiuti della mia zona.


In tutto questo, mi sono sentito dire che sono “bravo” da decine di persone che conosco di persona e/o che mi leggono.
Sapete in quanti hanno partecipato concretamente a tutto questo?
Sapete, poi, quante mail con catene di sant’antonio idiote ed inutili o fotografie o video superficiali mi sono arrivate?
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Al lettore l’ardua sentenza.

Il 30 Maggio ognuno si faccia gli affari propri.

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senza testo

martedì 5 maggio 2009

Il 30 Maggio tutti a casa di Rò

Sono invitati i lettori assidui di questo blog, e non venite a dirmi che avete impegni, perché ve lo sto proponendo con 25 giorni di preavviso.
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COME RAGGIUNGERMI?
Per chi viene col treno (da Roma o Ravenna, per esempio):
le stazioni più vicine a me sono Lodi o Treviglio, passerò io a prendervi (chi viene da Roma potrebbe organizzarsi per viaggiare insieme).
Per che vive in Lombardia: beh, vi spiego come raggiungermi e vi arrangiate! (p.s.: il treno che arriva a Treviglio parte da Milano Stazione Centrale o da Milano Lambrate, ed è comodissimo perché abito a 5 minuti da Treviglio).
In macchina… sappiate che da me si arriva percorrendo la S.S. Rivoltana (che si prende dall’Idroscalo di Milano); abito dieci minuti dopo Rivolta d’Adda.
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COSA SI MANGIA?
Soldi per mangiare fuori non ce n’è, come sapete, e cucinerò io.. quindi cominciate a leccarvi i baffi. Se per voi non è un problema, inoltre, dividiamo la spesa… ehm ehm…
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COSA SI FA?
Parliamo. Non vi basta?!
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PER DORMIRE?
Per dormire su c’è il letto matrimoniale e giù il divano, e potrei darvi anche i miei tappetini di lattice dello shiatsu, ma dovreste portarvi dei sacchi a pelo.
Chi vuole può venire già venerdi 29, ma sappiate che lavoro quindi fino alle 18.00 non ci sarò; sono libero fino a domenica 31, quindi chi vuole può restare a dormire anche sabato notte.
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COME CONTATTARMI?
Chi non ha ancora la mia e-mail può utilizzare il link che c’è sul mio profilo.
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QUANTO TEMPO PER ORGANIZZARE?
Vi chiedo di darmi risposta ENTRO E NON OLTRE mercoledi 20 Maggio. Solo da quel giorno in poi mi metterò a fare i mestieri ahahahah…
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Il web ci ha fatto conoscere per quello che scriviamo, ora riusciremo a conoscerci di persona?

sabato 2 maggio 2009

Filosofia spicciola, e come cambierei il mondo.

Scrivo in diretta mentre guardo The day after tomorrow, un film porta sfiga americanoide dove si ipotizza un'era glaciale che si abbatte sulla terra in una settimana.
A parte l'idiozia di scene in cui, non si sa come, si spiega come il destino del mondo è affidato al governo americano, penso che questo film possa aiutare a riflettere su molte cose.
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Parlo della distribuzione del benessere nel mondo.
Non ho parlato di "soldi" o "ricchezza", ma di benessere, cioè lo "star bene".
Sono sempre più convinto che, come popolazione mondiale, non abbiamo ancora capito che siamo realmente tutti fratelli, figli della stessa mappa genetica.
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Non sto facendo demagogia, sono profondamente sincero.
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Prima sentivo Roberto Giacobbo delirare sui Maya, e su ipotesi che venissero dallo spazio. L'altra sera, poi, ho visto un programma dove si spiegava l'entità dell'universo, con numeri che vanno aldilà della nostra comprensione.
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Noi siamo meno di un miliardesimo di atomo in questo universo.
Mi chiedo com'è possibile che sprechiamo tante energie, tante vite umane, solo perchè siamo "diversi" l'uno dall'altro.
E' assurdo.
Un qualsiasi scienziato può confermarvi che siamo tutti uguali, quindi non è una questione di etica, è un dato di fatto.
Siamo tutti perfettamente uguali.
Quindi, se tanto mi da tanto, dovremmo poter dividere le nostre ricchezze in parti uguali, certo tenendo conto delle realtà locali, del lavoro svolto ecc.
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Vorrei esser preso sul serio da qualcuno, quando dico queste cose, senza sentirmi dire "eh ma questa è teoria comunista".. La politica non c'entra proprio nulla in tutto questo discorso.
E' una faccenda molto più seria della politica.
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Scrivo e scrivo, chiuso nella mia stanza, e mi rendo conto che non cambierò il mondo.
E' come avere in mano la bomba atomica, sapere che esplode fra un minuto e non poterci fare nulla: dove corri? Dove ti ripari?
E soprattutto: chi riusciresti a proteggere?
Chi posso aiutare, io?
Finchè viviamo così, mangiandoci l'un l'altro, non c'è molto futuro.
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L'era glaciale è già arrivata e non ce ne siamo accorti: i nostri cuori hanno smesso di scaldarci, ed è per questo che, senza inversioni di rotta, ci estingueremo entro poco tempo.
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..a meno che non ci accorgiamo che l'unico modo di sopravvivere è allearci tutti, eliminare le frontiere, creare una moneta unica mondiale di scambio, un unico governo mondiale che non abbia "potere", ma solo il "dovere" di mantenere l'ordine.
Nessun dittatore nascerebbe, i politici come li conosciamo noi non esisterebbero più, perchè non avrebbero nulla da guadagnarci e tutto da perdere, gli studiosi del mondo intero si unirebbero per studiare il modo di vivere meglio (sanità, energia, tecnologia).
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Sto sognando troppo, troppo, troppo.
Lasciatemi sognare.
Io, però, leggo libri di scienziati, di economisti, di sociologi.. incredibile a dirsi, ma pensano tutti che dobbiamo cambiare modo di vivere nel mondo.
Forse non sono l'unico pazzo.

Beetlejuice Beetlejuice Beetlejuice


E' tutto chiaro, ormai.
I calzini che spariscono, la caldaia che funziona un giorno sì e uno no, i documenti che metto con cura da parte e poi non sono più lì dove li ho messi..
Ho capito, i vecchi proprietari sono una coppia di sposini morti che ancora abitano qui ed stanno cercando di farmi scappare da questa cadsa (scsate gli errori di ortografia mi sta venendo mezza crisi mentre scrivo).
Prima o poi inviterò qualcuno di voi a cena... ma preparatevi, potrebbe accadere quanto segue...

venerdì 1 maggio 2009

Calzini

Ho ben nove calzini spaiati, tutti diversi fra loro.
Ma dove diavolo sono finiti i loro doppi?
...
E' ufficiale: la mia lavatrice si nutre di calzini.