-
L'amore è peggio della guerra:
prima annulli te stesso poi, quando te ne accorgi, con uno scatto di orgoglio ti riprendi... e cerchi di annullare l'altro.
-
Poesia, narrativa, riflessioni libere e satira.. se fossi stato capace di scrivere 'ste cose, al posto di un blog avrei scritto un libro.. e sarei diventato ricco.
domenica 16 maggio 2010
Teologia spicciola
-
"...Ah sì?.. E allora come te lo spieghi che LUI si è fatto umiliare, torturare e infine crocifiggere per noi anche se avrebbe potuto benissimo evitarlo.. eh?!!"
"Come me lo spiego? Semplice: non è vero."
"...Ah sì?.. E allora come te lo spieghi che LUI si è fatto umiliare, torturare e infine crocifiggere per noi anche se avrebbe potuto benissimo evitarlo.. eh?!!"
"Come me lo spiego? Semplice: non è vero."
sabato 15 maggio 2010
RadioRò di Notte 5: di rabbia, libertà ed altre follie
Tutta all'insegna del blues, questa puntata di RadioRò è dedicata alla libertà di essere se' stessi.
Dedico l'intera puntata anche agli amici del Treviglio Pride che ho conosciuto l'altro ieri sera, e che spero di incontrare di nuovo.
Tutti i brani musicali sono scaricati legalmente dal sito http://www.jamendo.com/.
Cos'altro aggiungere?
Ben poco, in realtà.
Vi ricordo che, a differenza di RadioRò, "RadioRò di Notte" è sussurrata, e ognuno di voi potrà scrivermi per contribuire alle prossime puntate.
Scrivetemi a liberopensieroberto@libero.it.
Buon ascolto anime erranti, e ricordate: la libertà di essere noi stessi è il bene più prezioso che abbiamo...
Dedico l'intera puntata anche agli amici del Treviglio Pride che ho conosciuto l'altro ieri sera, e che spero di incontrare di nuovo.
Tutti i brani musicali sono scaricati legalmente dal sito http://www.jamendo.com/.
Cos'altro aggiungere?
Ben poco, in realtà.
Vi ricordo che, a differenza di RadioRò, "RadioRò di Notte" è sussurrata, e ognuno di voi potrà scrivermi per contribuire alle prossime puntate.
Scrivetemi a liberopensieroberto@libero.it.
Buon ascolto anime erranti, e ricordate: la libertà di essere noi stessi è il bene più prezioso che abbiamo...
venerdì 14 maggio 2010
TGRò 2
Ragassuoli, come già sapete ogni volta che sono giù di morale scrivo minchiate e, visto che la tecnologia mi viene incontro, riesco anche a dirle oltre che scriverle... ed ecco perchè, per la gioia di tutti (???) ho registrato questa seconda puntata del TGRò.
le notizie, questa volta, sono tutte reali, tratte dal sito http://www.ansa.it/; ovviamente, se ANSA pubblica notizie a casaccio, declino ogni responsabilità...
In merito ai toni che uso.. beh, sono stato un po' cattivello.. un po' maschilista.. un po' infantile... però posso nascondermi dietro un super dito e dire: MA QUESTA E' SATIRA!
Bando alle ciance, e buon ascolto col TGRò!
p.s.: come per le altre volte, per ascoltare radiorò potrete cliccare o sul link nel titolo del post o sull'immagine della mascotte, oppure sul player che dovrebbe comparire sotto l'immagine sempre in questo post, oppure sul podcast (non sapete cos'è un podcast? cercate su Wikipedia!!!) in alto a destra.
giovedì 13 maggio 2010
lettera alla mia responsabile di lavoro
Lo so, anche questa volta ho agito di pancia, e probabilemente qualcuno mi dirà che ho fatto un passo falso.
Purtroppo, però, ho agito appunto di pancia, quindi è stato impossibile frenarmi.
Sono a casa dal lavoro dall'incidente di martedi scorso, e questa mattina il medico mi ha dato altre 2 settimane; prima ho spedito il certificato via mail alla mia responsabile, ma alla stessa ho spedito una seconda mail "personale"..
Ed ecco cosa le ho scritto:
"Ciao xx,
questa mail è personale per te, spero troverai un minuto per leggerla con calma.
Questo è il primo, e spero ultimo, incidente grave della mia vita.
Sono passati 9 giorni, ma sono ancora sotto shock; il mal di collo (e schiena) e la nausea, oltre ai problemi quotidiani dovuti all’epilessia (ho avuto una crisi qualche giorno fa e mi sono fatto ulteriormente male alla testa), fanno il resto.
Mein Auto ist kaputt, è mi hanno chiesto più di 2.000€ per aggiustarla; sono soldi che solo in piccola parte recupererò dall’assicurazione, ma fra molto tempo, quindi dovrò anticipare io.
Inutile dirti che non ho quei soldi.
Mi sono informato sui mezzi pubblici per venire in pullman e, beh, è un disastro: da Vailate devo andare a Crema, da Crema venire a Bagnolo.
Purtroppo, però, non esistono mezzi negli orari che mi servono, e soprattutto la fermata del pullman è lontana dalla XXXX, e dovrei percorrere a piedi la SS 235… e questo 4 volte al giorno (pausa pranzo compresa).
Devo quindi trovare un mezzo di locomozione, non ho altra scelta, e mi sto muovendo in questo senso.
Qualche ora prima dell’incidente avevo parlato con XXX (per voi, XXX è il nostro capo), chiedendo che possibilità avevo di essere assunto, e lui mi aveva detto che mi avrebbe fatto sapere.
Quindi ho potuto apprendere che sono ancora in “forse”.
Tutta questa assenza dal lavoro mi spaventa, perché ho paura che sia presa in considerazione nel modo sbagliato.
È la prima volta che mi capita un periodo di malattia così prolungato. Mi preoccupo perché conosco molto bene gli ambienti di lavoro e so cosa si dice di chi rimane a casa tanto tempo.
Probabilmente mi sbaglio e voi avete compreso perfettamente la situazione, però.. sai.. nelle mie condizioni avere delle paure è più che naturale, perché non posso perdere questo lavoro.
Per ora ti saluto. Grazie per l’attenzione.
Buon lavoro,
roby "
mercoledì 12 maggio 2010
Ochei ochei, alzo la bandiera bianca
Questa mattina mi sono svegliato con una telefonata simpaticissima.
Era Unicredit Banca, che si ricorda di me solo quando si accorge che non pago gli interessi sugli interessi sugli interessi del mio mutuo, che chiedo di rinegoziare da due anni.
La telefonata ha preso una strana piega, quando il tizio al telefono mi ha dato un ultimatum di 15 giorni per coprire i miei debiti, pena un'azione legale nei miei confronti.
LORO FANNO UN'AZIONE LEGALE NEI MIEI CONFRONTI?
Siamo davvero alla fantascienza, e la cosa più assurda è che non può aiutarmi nessuno; come già sapete, nemmeno associazioni per la tutela dei consumatori sono state in grado di aiutarmi (ma si sono fottuti le quote di iscrizione, ovviamente).
A questo aggiungete che fra poco passa il meccanico e mi da il preventivo per aggiustare la mia povera 600, e temo che saranno dolori.
Il fatto è che devo per forza aggiustarla; mi sono informato su internet, non ho i mezzi per raggiungere il lavoro. Aggiungete anche che ieri l'altro sono andato a pagare luce, internet ed è arrivato l'avviso per pagare il bollo di quest'anno, oltre alla bolletta del gas (tutto insieme cazzarola!).
Beh, non so voi, ma io comincio a pensare che qualcuno si stia burlando di me.
Certo, non sono stato uno stinco di santo nella vita, ne' un gran risparmiatore, ma la condizione attuale che vivo io è la stessa di milioni di italiani, quelli che vivono da soli e non hanno l'ammortizzatore sociale famiglia alle spalle.
Questa società ti impedisce di vivere.
Fra 12 giorni è l'anniversario di Paulo; non ho nessuna intenzione di finire appeso come lui, non mi passa neanche per l'anticamera del cervello, ma... come diavolo continuo a vivere se non faccio altro che tappare buchi giorno per giorno?
Basta un incidente come quello dell'altro giorno, e tutto diventa più complicato.
Sono esterrefatto.
Il mio contratto di lavoro è in bilico, me lo sento; so cosa si dice nei corridoi quando uno sta a casa troppo tempo per malattia o per incidente. Si dice che non ha voglia di lavorare, e poco importa se uno ha una malattia cronica oppure se s'è rotto la testa in macchina.
E', dunque, tutto qui?
Non ce la faccio, alzo bandiera bianca.
mercoledì 5 maggio 2010
Un giorno da dimenticare
Ieri, mezz'ora dopo aver scritto il precedente allegrissimo post, mi si sono spaccati i freni della macchina mentre rientravo in ufficio, e ho fatto un incidente con un ragazzo in moto.
Lui è volato come una foglia, ma miracolosamente s'è fatto male solo alla spalla, e non s'è rotto nulla.
Io ammaccato al collo e schiena, ma come lui nulla di rotto.
La mia auto distrutta.
Questo post è per denunciare l'ospedale di Crema..
A parte che abbiamo aspettato 5 ore, e dico 5, per avere un minimo di referto medico e di risposta, il colmo è stata la dimissione che ci ha toccato: ne' io ne' Andrea siamo stati medicati.
Avete letto bene: ne' io ne' Andrea siamo stati medicati nonostante l'incidente sia stato molto violento.
A me è stato detto che devo comprarmi da solo il collarino e che, per il mal di schiena, dovrò assumere "qualche tachipirina".
Ho sentito poco fa il papà di Andrea, a lui hanno detto la stessa identica cosa.
Non ho nemmeno la forza di incazzarmi, ormai.
martedì 4 maggio 2010
Vita? Speranza? Dignità?
-
Il mio contratto di lavoro scade il 30 giugno 2010, poco meno di due mesi da oggi.
Memore delle precedenti esperienze lavorative, di cui più volte ho scritto su questo blog, questa mattina sono andato dal mio capo a “batter cassa”, ovvero a chiedere che ne sarà di me.
Gli ho spiegato che, nella condizione in cui mi trovo, mi è impossibile aspettare troppo per sapere cosa fare, e che avevo bisogno di una risposta celere.
Ero assolutamente certo di sentirmi dire “tranquillo, Roby, col culo che ti stai facendo anche se sei categoria protetta, il minimo che possiamo fare è assumerti”, e invece mi è stato risposto “ehm, ecco... con i cambiamenti che ci sono stati” (lui è diventato amm.delegato e sono subentrati 7 nuovi personaggi nel cda) “adesso..ehm.. dovrei sentire il nuovo responsabile delle risorse umane che.. sii… beh ti facciamo sapere al più presto”.
Dunque, a nulla sono serviti i miei sforzi, andare a lavorare con gli svarioni dovuti all’epilessia, con la febbre o con gli ascessi vari, con la macchina scassata e spendendo un sacco di soldi fra benzina e pause pranzo.
Ho 32 anni, e mi sento finito. Non c’è futuro nel mondo del lavoro, si comportano tutti allo stesso modo, e anche peggio appena sanno che appartieni alle categorie “protette”.
Nessuno mi darà più di mille euro al mese, perché più il tempo passa, più il mio c.v. diventa una discarica a cielo aperto, piena di esperienze frammentate e totalmente differenti l’una dall’altra che, sommate, non valgono nulla.
E allora, questa è vita? O, come direbbe Amleto, a che cosa serve sopportare tutto questo?
Quale speranza potrei avere? Di diventare uno scrittore? Di diventare un operatore shiatsu? Nulla di tutto ciò accadrà, ormai è evidente.
Senza soldi ne’ puoi telefonare ne’ andare di persona nei centri benessere, o nelle case editrici ecc..
Secondo voi, la mia dignità di uomo a che livello è piazzata, 10, 50 o 100 metri sotto terra?
venerdì 30 aprile 2010
Peggio di Tiziano Ferro? Tiziano Ferro con la Pausini.
-
Beh ma non ho parole.
Davvero.
'stamattina entro al bar per bere il caffettino del risveglio, e il mio unico orecchio funzionante percepisce da subito alcune note di morte vibrare nell'àere..
..riconosco al volo la pesantezza, la negatività e la banalità del mio cantuatore preferito: Tiziano Ferro.
..riconosco al volo la pesantezza, la negatività e la banalità del mio cantuatore preferito: Tiziano Ferro.
Il mio amico Tizzi, come lo chiamo da sempre su questo blog.
-
Una canzone come "non me lo so spiegare" dovrebbe rappresentare un errore da non ripetere, una sciagura che capita una sola volta nella vita, un incidente di percorso insomma; il mio amico Tizzi, invece, ha deciso di farne una cover, per la gioia di tutti i suoi fans (cioè gli spiriti che nuotano nel limbo e vengono spinti giù dai remi di Caronte).
-
Il dilemma del Tizzi era: come diavolo faccio a fare una cover peggiore dell'originale?
Me lo vedo mentre cerca di rivisitare l'arrangiamento di quella marcia funebre, fra pianti isterici e risate improvvise tipiche delle sue espressioni psicolabili...
- Niente. Viene sempre lo stesso schifo.
Come faccio.. come faccio...
AAHHH ECCO !!!
Ideona: abbasso la melodia di altri due toni, e faccio un duetto con la cantante più distruggi maroni che abbia mai cantato dai tempi di Wanda Osiris: Laura Pausini ! -
-
Dev'essere andata così, più o meno.
Ricevuta la proposta per telefono, la Pausini (che invidiava a morte la gallina ch fa le uova quadrate, Giusy Ferreri, perchè aveva interpretato con successo una sua canzone del Tizzi) ha subito pensato "wow, faremo un tour insieme, e assisteremo a suicidi di massa e gravidanze isteriche".. e quindi ha accettato subito la proposta del cantautore genio-psico-labile.
-
Ed ecco cosa è venuta fuori: una cover incredibilmente peggiore dell'originale.. di una pesantezza tale, che potrebbe fare da colonna sonora ad un filmato di balenottere che muoiono arenate nella spiaggia.
-
Lo so, morite dalla voglia di ascoltare la coppia più nera del mondo, Il Corvo e la Sposa Cadavere, quindi vi accontento subito:
Laura & Tizzi, requiestat in pace!
-lunedì 12 aprile 2010
sabato 3 aprile 2010
quasi come
-
Due rami,
due mani,
due tegole sul tetto,
due gesti naturali..
due sillabe contigue,
due parole ambigue,
due tesori nascosti
difficili da trovare,
due alberi maestri
ed è semplice navigare.
Due binari del treno,
eternamente vicini,
eternamente separati,
due petali profumati
di nettare intrisi,
la vespa e il baccello,
la pioggia e l’ombrello
una pentola e il suo coperchio,
la formula che quadra il cerchio
il secondo piatto dopo il primo,
il ragù e le lasagne,
il mare e le montagne,
il nulla che aiuta il pieno
ad essere pieno, appunto,
luce ed ombra,
quiete e tempesta..
Sorriso e pianto,
l’eterno ed un momento,
la terra e il firmamento,
sogno o realtà..
Insomma,
hai capito come vorrei che fossimo io e te?
Due rami,
due mani,
due tegole sul tetto,
due gesti naturali..
due sillabe contigue,
due parole ambigue,
due tesori nascosti
difficili da trovare,
due alberi maestri
ed è semplice navigare.
Due binari del treno,
eternamente vicini,
eternamente separati,
due petali profumati
di nettare intrisi,
la vespa e il baccello,
la pioggia e l’ombrello
una pentola e il suo coperchio,
la formula che quadra il cerchio
il secondo piatto dopo il primo,
il ragù e le lasagne,
il mare e le montagne,
il nulla che aiuta il pieno
ad essere pieno, appunto,
luce ed ombra,
quiete e tempesta..
Sorriso e pianto,
l’eterno ed un momento,
la terra e il firmamento,
sogno o realtà..
Insomma,
hai capito come vorrei che fossimo io e te?
giovedì 25 marzo 2010
Il rifiuto del viaggiatore
-
I ricordi delle donne che aveva provato ad amare erano molti, e scorrevano davanti ai suoi occhi come alberi scorti dal finestrino di un treno.
Chi intraprende un lungo viaggio in treno, e guarda attraverso il finestrino, prima o poi confonde l’intero panorama, e perfino la natura più rigogliosa diviene una monotona immagine, che si ripete all’infinito; più il treno è veloce, più quel colore diventa unico e confuso.
Il suo treno correva veloce, da sempre.
Vedeva quel panorama come un’unica scenografia artificiale, e non riusciva più a cogliere la bellezza di ogni singola pianta, non cercava di percepire il profumo dei suoi fiori, ne’ desiderava assaporarne i frutti.
Si accorse del suo stato d’animo una sera, dentro ad un locale in cui davano musiche latino americane.
La pista era piena di ballerine ammiccanti e sensuali, vestite più o meno maliziosamente, accompagnate da cavalieri virtuosi e vestiti di tutto punto.
Anche in sala intravide subito un numero notevole di giovani donne, alcune decisamente confacenti ai suoi gusti, altre semplicemente imbellite dall’aiuto del fard.
Con un lungo, attento sguardo, fece una carrellata dell’intero locale e, proprio in quel momento, si sentì esattamente come il viaggiatore del treno.
Ordinò una birra e, anziché girarsi verso il resto del locale, rimase con lo sguardo fisso verso il bancone; dava le spalle a tutti, pur sapendo con assoluta certezza, che in quel locale e a quell’ora, avrebbe potuto incontrare alcune ragazze di sua conoscenza e magari finire la serata in compagnia.
Sorseggiava dalla sua caraffa, ascoltava con piacere il ritmo infuocato della salsa, ma si sentiva totalmente estraneo a quel luogo.
Il viaggiatore finì in un ultimo grande sorso la birra, si pulì la bocca col la manica della giacca, salutò il barman e si diresse all’uscita.
Era chiaro che le verdi e rigogliose piante, con fiori profumati e dolcissimi frutti, non gli interessavano più.
mercoledì 24 marzo 2010
Piango dal dolore.
Mi ero finalmente addormentato, e invece sono ancora qui, a crecar farmacie aperte a quest'ora.
Ovviamente non ce se sono.
La guardia medica mi ha detto che non esce per un mal di denti. Gli ho spiegato che un male così non l'avevo mai provato, che sto urlando e piangendo, e ho bisogno di un anitidolorifico.
Lui non ce l'ha.
Questo è uno sfogo scusate se leggete sta roba.
Non auguro a nessuno un dolore così.
Anzi lo auguro a quello della guardia medica, che quando gli ho detto piangendo "non ho antidolorifici, ho finito anche i moment", prima mi ha detto "ma lei prima chiami il 118, e poi il 118 chiama me..comunque..ormai mi dica", e poi mi ha risposto "eh ma io cosa le posso dire.. dovrebbe prendere un antidolorifico, ce l'ha un aulin in casa?".
E BRUTTO FIGLIO DI ZOCCOLA DELLA GUARDIA MEDICA DI CREMA, SE AVEVO UN ANTIDOLORIFICO IN CASA TI CHIAMAVO IN LACRIME ALL'UNA DI NOTTE?
E BRUTTO FIGLIO DI ZOCCOLA DELLA GUARDIA MEDICA DI CREMA, SE AVEVO UN ANTIDOLORIFICO IN CASA TI CHIAMAVO IN LACRIME ALL'UNA DI NOTTE?
sabato 20 marzo 2010
Un’amore lungo un tovagliolo
-
…mentre lui parlava e parlava, vomitava fiumi di parole e di concetti, lei si era già avvicinata.
…mentre lui parlava e parlava, vomitava fiumi di parole e di concetti, lei si era già avvicinata.
Con i gomiti poggiati sulla vecchia panca della birreria, gli offriva il suo volto ed il suo sorriso, rompendo quella che, per lui, era la distanza di sicurezza.
Lei, zitta, fremeva; le sarebbe bastato un attimo, solo un secondo di silenzio, e si sarebbe lanciata su di lui, abbandonandosi ad un interminabile bacio.
Lui doveva aver capito qualcosa, perché cominciò a parlare più veloce.
Aveva paura di lei.
Ridevano, entrambi, ma i loro sorrisi nascondevano pensieri diversi..
“se mi prendi sono tua”, per la giovane donna dai capelli rossi; “io sono imbranato, pensaci tu”, invece, era il pensiero fisso di lui.
-
(questo brano è scritto su un tovagliolo che avevo dimenticato nella tasca destra della mia giacca, e che ho ritrovato oggi dopo circa un anno; l’ho scritto con la penna che avevo chiesto al cameriere, mentre sorseggiavo una birra e osservavo divertito la coppia davanti a me)
mercoledì 17 marzo 2010
Sentirmi piccolo piccolo.
-
Ho troppi motivi per essere triste, questa sera.
E allora, come sempre accade quand'è così, giro su youtube in cerca di ricordi che mi scaldassero il cuore.
Ovviamente, cerco le sigle dei cartoni animati di quand'ero piccolo.
Sì, molte mi fanno sorridere (Demetan, Yattaman, Gigi la trottola), alcune mi fanno venire il magone (Conan, Carletto, Lamù), ma questa ragazzi, questa è stato un tuffo al cuore.
Credo di non vedere questo cartone da almeno 27 anni.
Tiè, lacrimoni a gogò anche per voi !
(per la sigla completta cliccate QUI, è troppo bella!!!)
Ho troppi motivi per essere triste, questa sera.
E allora, come sempre accade quand'è così, giro su youtube in cerca di ricordi che mi scaldassero il cuore.
Ovviamente, cerco le sigle dei cartoni animati di quand'ero piccolo.
Sì, molte mi fanno sorridere (Demetan, Yattaman, Gigi la trottola), alcune mi fanno venire il magone (Conan, Carletto, Lamù), ma questa ragazzi, questa è stato un tuffo al cuore.
Credo di non vedere questo cartone da almeno 27 anni.
Tiè, lacrimoni a gogò anche per voi !
(per la sigla completta cliccate QUI, è troppo bella!!!)
venerdì 5 marzo 2010
Emozioni violente
-
Odio le persone che mi dicono quello che devo fare.
Odio le donne e la loro innocente confusione mentale perpetua,
odio gli uomini e la loro stupida inconsistenza.
Odio la strafottente sfacciataggine dei politici,
odio le persone che, piuttosto di dirti una verità scomoda subito, ti fanno stare in ballo per mesi.
Odio le persone che ti remano contro per invidia,
odio i falsi sul posto di lavoro,
odio i ruffiani,
odio i preti e la loro megalomane pretesa di essere testimoni di dio,
odio Padre Pio e tutti i cazzo di santi che ci sono sul calendario,
odio che qualcuno dirà quanto sono blasfemo, pur sapendo benissimo che non esistono ne’ dio ne’ i santi.
Odio me stesso quando “per fortuna non ho un lanciafiamme a portata di mano”,
odio il J.D. che ho bevuto questa sera,
odio la mia ombra riflessa sul muro.
Odio quando sono così,
ma provo tutte le emozioni della vita, quindi anche le più violente.
-
Odio le persone che mi dicono quello che devo fare.
Odio le donne e la loro innocente confusione mentale perpetua,
odio gli uomini e la loro stupida inconsistenza.
Odio la strafottente sfacciataggine dei politici,
odio le persone che, piuttosto di dirti una verità scomoda subito, ti fanno stare in ballo per mesi.
Odio le persone che ti remano contro per invidia,
odio i falsi sul posto di lavoro,
odio i ruffiani,
odio i preti e la loro megalomane pretesa di essere testimoni di dio,
odio Padre Pio e tutti i cazzo di santi che ci sono sul calendario,
odio che qualcuno dirà quanto sono blasfemo, pur sapendo benissimo che non esistono ne’ dio ne’ i santi.
Odio me stesso quando “per fortuna non ho un lanciafiamme a portata di mano”,
odio il J.D. che ho bevuto questa sera,
odio la mia ombra riflessa sul muro.
Odio quando sono così,
ma provo tutte le emozioni della vita, quindi anche le più violente.
-
(04/03/10, ore 0.10)
mercoledì 3 marzo 2010
La misura
-
Quant’è profondo il mare, tu lo sai?
E, dimmi,
per quanti giorni errante vagheresti
sotto il sole del Sahara,
senza trovar mai tracce di vita?
Il firmamento,
così splendido e assoluto,
ci avvicina all’idea d’infinito per la sua grandezza
più di ogni altra cosa.
-
Son misure indefinite o incalcolabili
per la mia semplice filosofia,
eppure, tutto questo sento sia normale:
normale è l’assoluta grandezza dell’infinito,
per ciò non mi turba affatto.
-
C’è solo un calcolo naturale che mi lascia senza fiato:
è l’amore che ho per te,
un amore smisurato.
-
(03/03/10, ore 23.58)
Iscriviti a:
Post (Atom)


