Poesia, narrativa, riflessioni libere e satira..
se fossi stato capace di scrivere 'ste cose, al posto di un blog avrei scritto un libro..
e sarei diventato ricco.
Come vi sarete senz'altro accorti, qualcosa è cambiato in questo blog.
No, purtroppo per voi non è l'autore, che rimango sempre irriducibilmente io, ma parte della grafica e dei colori.
Il nero è ancora il colore mastro, quel che comanda tutto, perchè nero è bello; credo di non sconvolgere nessuno affermando che il nero, in realtà, è la somma di tutti i colori, e non l'assenza di questi.
Cambiano i caratteri ed i colori dei testi, e la disposizione degli elementi nel layout della pagina.
Vi sarete anche accorti che blogger adesso ci da l'opportunità di aggiungere delle pagine indipendenti e, nel nostro caso (nostro = mio e vostro, perchè credo di condividere con tutti voi questo spazio), ne abbiamo aggiunte due, per ora: la presentazione del blog e la pagina delle donazioni.
Se avete altre idee, considerando che possiamo inserire fino a 10 pagine indipendenti, sono a vostra disposizione (tanto poi comando io).
Ciao testoline e, ricordate:
la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione!
Va bene, un banale geometra come me non può permettersi il lusso di pensare anche per un attimo di fare il selezionatore del personale, perché come tutti sappiamo (o dovremmo sapere), per certi mestieri ci vuole la laurea.
Laurea in risorse umane.
È questo il vero ostacolo culturale insormontabile fra me, ed un qualsiasi operatore di agenzia interinale il quale, ovviamente e senza timore d’esser smentito, può ritenersi certamente la persona più adatta a dar consigli a chi sta cercando lavoro.
Va bene, come dicevo, ho deciso di smettere di pensare che saprei fare anche io quel lavoro, e con molta più professionalità e calore umano di quanto non lo si faccia nei vari uffici Adecchi, Obbiettivi Lavoro o G.I.Gruppi; ho deciso d’ascoltare con molta umiltà le perle di saggezza che le loro splendide menti sanno elaborare, in tema di ricerca lavoro.
Ecco per quale motivo, in questi ultimi anni, ho più volte modificato il mio curriculum: seguire il consiglio di un operatore d’agenzia interinale, poiché tale consiglio nasce dall’infinita cultura di chi possiede una laurea in risorse umane.
Vediamo insieme, dunque, questi autorevoli e dotti consigli di gente laureata in risorse umane, su come elaborare un curriculum vitae. - ----------------------------------------------------------
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Saggio ed autorevole consiglio di un laureato in risorse umane n°1
- Signor Dizza(mi chiamo D’Izzia)lei dovrebbe cambiare un po’ il carattere con cui ha scritto questo curriculum. Va benissimo il formato europeo, ma con un carattere più originale mette subito in risalto la sua originalità. Cerchi anche di lasciare qualche spazio vuoto fra i capoversi, così da rendere il testo più dinamico. -
Saggio ed autorevole consiglio di un laureato in risorse umane n°2
- Signor Dizza (mi chiamo D’Izzia ho detto..)le consiglierei di cambiare il carattere del curriculum, perché così è un po’ troppo.. come dire… originale. Il curriculum è una cosa seria, le consiglio di usare un carattere un po’ più istituzionale.
Ah, metta un po’ di ordine fra i capoversi, così ci sono troppi spazi vuoti e non sta bene. -
Saggio ed autorevole consiglio di un laureato in risorse umane n°3
- Signor Dizza (ma sapete leggere o no?)il suo curriculum non va molto bene.. vedo che ha cambiato troppi lavori tutti diversi l’uno dall’altro.
Le consiglio di scrivere due curricula separati, uno con i lavori più manuali e da operaio, l’altro con i lavori più intellettuali e con profili più alti, e di presentarli in base al tipo di lavoro che sta cercando.. lei capisce perfettamente che se cerco un operaio non assumerò mai uno che ha fatto il geometra di cantiere, oppure se voglio un responsabile non assumerò mai uno che ha fatto il cameriere. -
Saggio ed autorevole consiglio di un laureato in risorse umane n°4
- Signor Dizza (MI CHIAMO D’IZZIA!!! DI-APOSTROFO-I-ZETA-ZETA-I-A !!!)quanti curricula mi sta portando scusi? Non va bene così, lei me ne deve fare uno solo, altrimenti rischia di fare brutta figura.
Le consiglio di non mettere tutti i lavori che ha fatto, perché lei ne ha cambiati davvero troppi e, come può immaginare, se giro un curriculum così ad un’azienda, non l’assumeranno mai perché si chiederanno “come mai ha cambiato tutti questi lavori?”.
Quindi, mi raccomando signor Dizza, selezioni i lavori più prestigiosi che ha fatto e descriva solo quelli. -
Saggio ed autorevole consiglio di un laureato in risorse umane n°5 (quest’ultimo di ieri mattina; consiglio dato dopo meno di un minuto dalla visione del mio c.v.)
- Eh no non ci siamo signor Dizza (vabbè, chiamatemi come diavolo vi pare), la prima cosa che si vede leggendo il suo curriculum è che ci sono dei buchi tra un lavoro e l’altro.. lei è rimasto a casa in quei periodi?
Rispondo io, intimidito “eh no, non ho mai smesso di lavorare, ma ho cancellato tutti i lavori..come dire..meno importanti, una sua collega mi ha consigliato di fare così…”
No no no, vede signor Dizza, la prima cosa che uno si chiede quardando il suo curriculum è “ma questo è rimasto a casa a fare che cosa?”.
Le consiglio vivamente di riempire tutti quei buchi, anche se i lavori non c’entrano nulla, anzi più lavori mette meglio è. -
- ---------------------------------------------------------- - A voi, miei cari lettori, le conclusioni.
Ci sono tanti modi per togliere la libertà di un uomo.
Ci sono metodi più evidenti, come la dittatura, e ci sono metodi più subdoli.
Volete aprire gli occhi su quelli subdoli? Ops, cambio domanda, altrimenti vi offendete.
Volete sapere quali secondo me sono metodi subdoli per togliere la libertà di un uomo?
Vediamoli insieme:
limitare l'accesso al lavoro (eliminare l’ufficio collocamento in favore ad agenzie interinali assolutamente inadeguate è stato un delitto),
rendere una chimera l’accesso alla sanità (8-12 mesi di attesa per un intervento chirurgico),
togliere la possibilità di parlare ai media (per esempio, sospendendo trasmissioni televisive di denuncia),
rendere INACCESSIBILI i canali di sostegno economico (provate a chiedere un contributo qualsiasi, sentite la risposta del vostro assistente sociale o dell’impiegato dell’INPS),
rendere impossibile il mantenimento di una casa (600/800 euro di affitto o mutuo non sono un altro delitto?),
rendere impossibile l’accesso al credito (NON è vero che sono stati creati fondi per le banche per far sì che “aprissero i rubinetti”),
rendere il lavoro “flessibile” (precario suona male alle orecchie di alcuni) senza, però, aver pensato a tutta una serie di accorgimenti per evitare che gli imprenditori potessero approfittare della situazione,
e per finire, togliere la possibilità al cittadino di esprimere il proprio voto diretto sui rappresentanti in Parlamento.
Ora, dato che fui di destra (estrema destra) e poi di sinistra (estrema sinistra), ma oggi sono solo ed unicamente incazzato, non ho paura di essere etichettato in chissà che modo nell’affermare quanto segue:
in Italia ci è stata tolta la libertà.
Se qualcuno di voi lettori contesta la mia durissima affermazione, può lasciarmi ovviamente il suo commento.
Una sola precisazione, però: prima di contestare l’elenco che ho fatto prima, si chieda quante volte nella sua vita ha avuto un disperato bisogno di agenzie interinali, ospedali, assistenti sociali, banche, lavoro… perché se non ha esperienza diretta in tutto questo, sappia che il suo commento per me varrà meno di zero.
Se la trovi carina, probabilmente sta uscendo in questo periodo con un ragazzo che le piace molto.
Appena pensi che sia bella, secondo i tuoi personalissimi canoni estetici, molto probabilmente sta baciando per la prima volta un ragazzo con cui esce da tre mesi, ed ha preso una bella cotta.
Se la trovi sexy, quasi certamente è fidanzata.
Se la trovi simpatica e ti piace parecchio stare in sua compagnia, certamente è fidanzatissima.
Se la ritieni intellettualmente stimolante, spiritosa (dote molto rara), sexy e pure carina, ovviamente si è sposata da un mese, ed è appena tornata da una luna di miele fantastica.
Se ti accorgi che anche lei ti guarda, che ride molto alle tue battute, che siede sempre vicino a te alle tavolate, che fa di tutto per sfiorarti e ti regala sorrisi luminosi, beh, è quasi certo che si sia appena rimessa col marito col quale aveva avuto una lunga crisi, ma adesso l’hanno superata e pare che si amino più di prima.
Se ti lascia il suo numero di telefono, ovviamente quella sera era arrabbiata col suo ragazzo e aveva solo bisogno di aria nuova e, quando il giorno dopo le scriverai “ciao” non ricorderà nemmeno chi sei.
Se ti bacia con la lingua nei bagni di un locale, “scusami per ieri sera, proprio non riesco a reggere l’alcool. Se vuoi usciamo lo stesso, come amici.”.
Se fate del buon sesso, salta fuori che ti vuole come amante, perché ti confida, subito dopo, che è sposata ed ha due figli.
Se fate sesso duro, di quello libidinoso e duraturo, salta fuori che ti vuole sposare. No, anzi, ti vuole come amante tutta la vita, perché vuole sposare l’altro, ma tu dovresti prenderla bene, perchè dovresti leggere fra le righe una specie di complimento.
Se andate d’accordo in tutto, avete un’ottima intesa sessuale e state bene insieme, non illuderti: le stanno preparando un contratto di lavoro nuovo che prevede il trasferimento a Barcellona e “Cerca di capirmi, io amo Barcellona!”.
Beh, le statistiche possono sempre sbagliare. Sta a te decidere se sfidare il destino, oppure restare a casa a guardare tutti i video dei Griffin e mangiare nutella. -
Il pezzo comincia così: se Maurizio Milani mi denuncia per plagio non ho i soldi dell’avvocato, e dovreste pagarmi voi che leggete il blog. Però potete pagarmi anche se non mi denuncia, perché comunque leggete questo blog.
Maurizio Milani. Io amo quell’omino lì. L’ho conosciuto di persona, era un mio cliente al Mc Donald’s di San Donato milanese, lui però non parlava mentre mangiava, ma quando andavo a vederlo nei suoi spettacoli era simpatico. Ma lo aveva deciso prima.
Ho appena finito di leggere il suo libro. Mi sono commosso, però poi ho iniziato a ridere.
In treno una ragazza rossa con le lentiggini mi ha visto che ridevo come un matto e si è innamorata di me, ci siamo fidanzati ma suo padre l’ha buttata fuori di casa perché dice che io non mi so fare la barba, quindi sicuramente sono un poco di buono.
Lei voleva dormire da me ma le ho detto che è troppo in disordine, e che sono un agente della CIA, allora le ho affittato una stanza in un albergo a 5 stelle, e ho fatto un mutuo per pagarle il primo mese, poi si vedrà. Il mutuo è trentennale a tasso variabile. Quando le ho confidato che in treno non ridevo perchè volevo fare colpo su di lei, ma per il libro di Maurizio Milani, mi ha lasciato.
Ora lavo i vetri in piazza Insubria a Milano e chiedo 27 euro alla volta, perchè nel detergente dei vetri ci metto anche il brillantante della lavastoviglie, che mi costa un botto, però quando butto l’acqua col detersivo avanzato nei navigli, le pantegane si divertono a soffiare nella schiuma e fare le bolle di sapone. Bon, credo che il pezzo sia finito qui, anche perché Maurizio Milani potrebbe denunciarmi per plagio e non ho del vino buono in cantina da offrirgli per fare la pace.
La mia esperienza di vita, almeno fino ad oggi, mi ha insegnato una cosa soprattutto: quando tutto va liscio, l'unico fattore in grado di rovinare le cose sono io stesso.
Sì, certo, come quando fai una frittata con tanto amore, senti dal profumo che sta venendo buonissima, stai per girarla e pensi: la giro piano piano, perché se la faccio saltare, questa è troppo grossa e mi si spezza al volo, e magari finisce per terra.
Lo pensi. Lo ripensi. E ripeti a te stesso: no, minchione, non lanciarla, questa è grande e si spezza in aria…
NON lanciarla…
NON lanciarla..
NON lanciarla..
Robbè NON lanciarla..
ho detto NON lanc.. Beh, se sto attento riesco a farle fare il giro senza problemi.
NO, AMICO, se il tuo cuore ti dice che quella frittata sta per rompersi, non devi lanciarla!
La sensazione che provi vedendo la tua frittata esplosa sul pavimento in mille pezzi, è un misto fra l’incazzatura e la tristezza.
Hai voglia di piangere, ma sei così incazzato con te stesso che le lacrime si trasformano in ingiurie: COGLIONE! SEI UN COGLIONE! LO SAPEVI CHE NON AVRESTI DOVUTO LANCIARE QUELLA FRITATTA! TESTA DI CAZZO! SEI IL SOLITO TESTA DI CAZZO!
E ORA CHE FAI?
COME PENSI DI FARE, SPIEGAMI, RACCOGLIERAI I PEZZETTI DI FRITTATA DA TERRA E LI UNIRAI CON LO SCOTCH?
La cosa incredibile è che riconosco benissimo le situazioni in cui non devo infilarmi, perché sono abbastanza “uomo di mondo” e so come vanno certe cose.. eppure, mi ci infilo lo stesso.
“noi sfidiamo i presagi” dice Amleto.
“perché siamo coglioni”, rispondo io.
Comunque, in qualche modo, dovrò fare una scelta: affrontare il fattore R ed eliminarlo, così da non distruggere più nessuna frittata, oppure vivere la vita così, fra incazzature e lacrime.
Propongo una centrale nucleare con inceneritore e area giochi incorporati nel cortile di casa mia.
Basta con queste paure ingiustificate fomentate dagli ambientalisti: le centrali nucleari sono sicure e non producono scorie radioattive, e dagli incenerit.. pardon, dai termovalorizzatori non escono nanopartiocelle pericolose per la salute e soprattutto non escono ceneri di scarico che vanno messe in discarche speciali.
Propongo un parco giochi interno per i bimbi più piccoli che abitano dalle mie parti, gite guidate per gli studenti delle elementari e dei mini-stage per tutti i neo-diplomati, per far capire loro che si può creare energia rispettando l'ambiente.
Ho realizzato un piccolo progetto di centrale nucleare/inceneritore/parco giochi, e volevo rendervi partecipi della cosa; lasciate pure i vostri suggerimenti, tutto è migiorabile (come dissero costituendo l'UdC).
Il figlio dei Pooh (il di lui nome ho volutamente dimenticato), le figlie di Celentano, il figlio di Celentano (!!!), la figlia di Zucchero, il figlio di Gassman (Big Jim), il figlio di Elkann (no comment)... -
...il figlio di La Malfa, i figli di Agnelli (quali? quanti?), la figlia di Dario Argento, i figli di Berlusconi, il figlio di Bush (che, con grande fantasia, hanno chiamato come il padre), il figlio di Mario Cecchi Gori, la figlia di Francis Ford Coppola, il figlio di Carlo D’Apporto, il figlio di Eduardo De Filippo, e vabbè, anche il figlio di Luigi (questa è cattiva, lo so). -
La figlia di Henry Fonda, la nipote di Henry Fonda (confidiamo in una quarta generazione), il figlio di Kirk Douglas, il figlio di Dario Fo, la figlia di Tony Curtis, il figlio di Ciccio Ingrassia, la figlia di Michele Placido...
...la figlia di Tyron Power, la figlia di Roberto Rossellini (e Ingrid Bergman, azz), i figli di Tognazzi, il figlio di Vittorio De Sica, l’altro figlio di Vittorio De Sica.
Troppi, sono troppi, ed io non li ricordo tutti.
Mi chiedo solo quanta gente avrebbe potuto fare carriera nello spettacolo, oppure diventare un buon politico, se non ci fossero stati questi.
E vabbè, non stiamo a fare facili retoriche.
Tanto, come ti giri e rigiri, senti sempre lo stesso odore.
Accadde qualcosa in me, quel genere di avvenimenti che difficilmente gli eventi della vita riescono a cancellare dalla memoria di un individuo.
Incredibile a dirsi, mi ricordo perfino i profumi di quell’anno.
Avevamo appena passato i mondiali, da qualche mese, ma la radio continuava a trasmettere la canzone di Bennato e Nannini; una canzone così magica da suscitare più emozioni dello stesso campionato di calcio per il quale era stata scritta.
Faceva molto, molto freddo l’inverno del 1991, e ricordo perfettamente l’abbigliamento simil-polare col quale mia madre mi infagottava prima di mandarmi a scuola; faceva così freddo che sotto i vestiti mettevo il pigiama, e al posto delle scarpe indossavo degli stivali imbottiti di lana pecorina.
Compivo, ed era Febbraio, il mio tredicesimo compleanno, e di lì a poco sarebbe stato il Festival di Sanremo. Senza dubbio, il migliore che io ricordi.
Frequentavamo una sala giochi piuttosto losca a San Donato Milanese, e dentro la sala c’era, oltre ai videogiochi, un bellissimo Jukebox, di quello con i tasti stretti e lunghi, e durissimi da schiacciare.
Per parecchi mesi uscirono da lì le canzoni del Festival.
Chiudo gli occhi, e sento ancora il rumore dei videogiochi, gli schiamazzi dei ragazzetti più scalmanati e le canzoni: “Se stiamo insieme”, “Perché lo fai”, “Gli altri siamo noi”, “Spalle al muro”, “La fotografia”.
Già, la fotografia.
Ho perso tutte le fotografie di quegli anni, ma meglio così, non mi piacevo. Troppo magro.
Ricordo bene il profumo della focaccia da 1000 lire che compravo dal panettiere prima di andare a scuola, oliosissima e piena di sale, e a volte prendevo anche la pizzetta, così, per cambiare un po’. Caspita, anche la pizzetta era buona, anzi buonissima, ed ecco il dilemma: ‘sta mattina che prendo, focaccia o pizzetta?’
E allora “Ma’, mi dai due mila che prendo anche la pizzetta?”.
Ricordo il libro di scienze, non posso dimenticarlo, perché più o meno a metà si parlava della pubertà e c’erano i disegni stilizzati dei due sessi, con tanto di spiegazione dettagliata sulla copulazione.
E ricordo, oh sì lo ricordo così bene, la foto di Norma Jeane, alias Marylin, nuda e coperta solo da un velo trasparente e colorato. Era il primo seno, per me.
Beh, non proprio il primo, perché già da un po’ nel mio cortile G. , che era più grande di tutti noi, sbandierava degli strani giornaletti, dove le ragazze non erano del tutto vestite…
Marylin, però, era la prima cotta.
E allora avevo fatto l’orecchia a quella pagina, così appena la prof. si distraeva, io potevo aprire di nascosto il libro proprio sulla mia amata.
Marylin, ore che ci penso, non fu il mio primo seno, ma senz’altro fu il mio primo rapporto clandestino.
Ricordo gli improvvisi cali di voce, e mia madre che diceva “hai visto? Te l’ho detto di metterti la sciarpa!”; possibile, mi dicevo io, che io sono il terzo figlio, e ancora non ha capito che a questa età cambiamo la voce e il freddo non c’entra nulla?
Ricordo la metamorfosi, che tenevo tutta per me perché non ne parlavo quasi a nessuno, soprattutto ai miei due fratelli maggiori; al posto di tranquillizzarmi e darmi consigli, loro quasi certamente non avrebbero fatto altro che deridermi e urlare ad alta voce anche le cose mie più segrete.
Erano fatti così, molto diversi da me, che potevo farci?
Ancora ricordo quell’estate, perché ogni martedi sera guardavo Notte Horror e Zio Tibia Picture Show, e quando fu la volta di Nightmare, il mio fratello maggiore ebbe la geniale idea di grattare la mia porta di notte, con coltelli legati alle dita a mezzo skotch; io tirai un urlo tipo Tarzan, e loro due scoppiarono a ridere.
Il ’91 fu l’anno del primo bacio dato, ecco, alla francese, e fu anche l’anno della scoperta di me.
Il ’91 fu l’anno in cui, per un inspiegabile concausa di eventi, mi trovai a fare doposcuola con un gruppo di ragazze di terza che mi avevano preso in simpatia; io avevo scritto una lettera d’amore ad una di loro, Barbara L., questa l’aveva letta a tutte le sue amiche e loro, evidentemente, avevano finito per provare una certa simpatia nei confronti di questo piccoletto di seconda, così coraggioso e romantico.
Fu nel ’91 che mi iscrissi a karate, e ricordo così bene l’odore di muffa e aria viziata di quella palestra sotterranea.
Prima di noi un gruppo di ragazze faceva aerobica e, fra loro, c'era Silvia, l'amica della Barbara di cui sopra, che a lungo andare cominciai a considerare molto, molto più bella.
Ero così, a tredici anni, mi innamoravo due volte al giorno.
È incredibile come la mia vita sembri profondamente condizionata dal '91, così carico d’esperienze ed emozioni.
Credo stesse nascendo un germoglio in me, proprio in quell’anno.
Bene, daglie e ridaglie sono riuscito ad auto-commuovermi, quindi direi che sia il caso di chiudere qui.
Lo faccio con questa canzone, così romantica, così dolce, così colonna sonora del mio 1991.
Boh basta, 'sto blog è diventato nel tempo troppo serio.
Le centinaia di battute esilaranti nate dalla mia mente stupenda sono adombrate da un crescente senso di pesantezza.
Un po' come quando esci per divertirti e senti che pian piano il tuo intestino si sta ribellando al chilo di Yogurt di Vipiteno che hai mangiato mezz'ora prima, e allora sai che prima o poi comincierai a sudare freddo, che la sola visione di un bagno ti stimolerà fitte tremende sempre più difficili da trattenere... e allora dici agli amici: ragà, io vado a casa, e torni accelerando sempre di più, e più ti avvicini a casa più le fitte si fanno frequenti e dolorose...
Poi, come disse De Andrè, il resto viene sempre da sè.
Con questo non voglio dire che il mio blog è paragonabile ad un attacco di diarrea, ma diciamo che rileggendomi lo stimolo di andare un minuto al cesso m'è venuto.
Basta, cambiamo registro (come disse la prof alla fine dell'anno). Parliamo di cose allegre e simpatiche.
Dunque..
Papa Ratzinger.. ahhahahaHAHaHAHAhahaHhaaaahAHAHAHAhahahh... ehm, no non ce la faccio, questo fa troppo ridere....
Sapevate che nel mondo esistono dei veri supereroi?
No?
Non ci crederete, ma esiste addirittura un portale al quale sono iscritti questi supereroi in calzamaglia, il World Superhero Registry.
E così scopro che in Italia esiste un gruppo italiano chiamato “I Rivendicatori” formato niente popò di meno che il Dottor Presenza, Howler, Morte, Carontes, Diavolo Azzurro, ItaliaNinja, Fobos, Lunar Veil, Giustiziere Nero, Cuorenero Nero e poi lui, il fondatore, l’unico supereroe italiano iscritto al World Superhero Registry: Entomo.
Entomo, l’uomo insetto, vive a Napoli e pattuglia le strade in cerca di piccoli reati soprattutto ambientali, che denuncia anonimamente alle forze dell’ordine.
Ha capito qual’era la sua missione quando una volta. In metropolitana, si era accorto che un uomo ubriaco passeggiava sui binari; avvertì la sicurezza che allontanò subito quell’uomo dai binari, salvandolo da un imminente incidente.
Possiamo essere tutti eroi, dunque?
Sì, a quanto pare.
Anche io ho sempre avuto la vocazione del supereroe, volevo essere Quaglier-man.
Poi, mi sono visto con un pigiama di cotone e una maschera da quaglia in giro per le pericolosissime strade di Milano, e allora ho capito che mi avrebbero rapidamente saccagnato di botte, non prima di aver riso almeno mezz’ora per il mio travestimento.
Na na na, il supereroismo non fa per me, sono troppo scostante; finirei per essere amato dalla popolazione, ma deluderei tutti perchè prima o poi mi passerebbe la voglia di fare buone azioni. Gratis poi!
Però, ripensandoci, c’è tutta una serie di supereroi che farebbero al caso mio..
“L'uomo-pirla”. E’ quello che salva una serata noiosissima con gli amici, tirando fuori robe assurde tipo l’imitazione di Roby Facchinetti dei Pooh, oppure proponendo giochi di società tutti a sfondo sessual/alcolico. L’uomo-pirla, in quanto pirla, generalmente è l’unico ad accettare la regola dei suoi giochi, quindi finisce per ritrovarsi sul tappeto del soggiorno, nudo e ubriaco, mentre gli amici sono già andati via da un pezzo.
“L’uomo-disordine”. È quello che rompe la monotonia di una casa ordinata, buttando oggetti e vestiti ovunque. Lui cucina di proposito una cena con 5 portate diverse, così da sporcare più pentolame possibile, che lascia marcire nel mese successivo nel lavello della cucina. L’uomo-disordine generalmente odia il disordine, ma non riesce più a tornare indietro, quindi la prende con filosofia, e butta altri vestiti sopra quelli già accatastati.
“L’uomo-bolletta”. È quello che si dimentica sempre di pagare le bollette del gas e della luce, fino a quando non vengono a chiudergli la fornitura. Il suo superpotere è quello di andare negli uffici dell’azienda fornitore ed inscenare un melodramma straziante davanti alla segretaria, che si commuoverà e si troverà costretta a far riaprire la fornitura bloccata.
“L’uomo-danno”. È quello che rompe qualsiasi oggetto si trovi fra le mani, senza neanche capire come. Il suo super potere è quello di rompere oggetti ben precisi, ovvero stoviglie o elettrodomestici appena comprati e costosissimi. Lui prova a stare attento, ma la sua vocazione è troppo forte, e allora rompe piatti, aspirapolveri, quadri, scrivanie, brucia essenze, porta rotoli di carta igienica, manici di padella. L’uomo-danno è in grado di accendere il caffè e dimenticarsene, uscire di casa e, al ritorno, trovare il manico della caffettiera fuso e la stanza piena di fumo perché anche la guarnizione s’è fusa e gocciola da ore sulla fiammella accesa.
Per ora non me ne vengono in mente altri ma, abbiate fede, prima o poi capirò di avere altre devastanti vocazioni.
È difficile pensare che la vita sia semplicemente tempo che scorre.
Ognuno di noi si sforza di dare un senso, forse mentendo un po’ a sé stesso, forse perché vuol restare aggrappato alla speranza più importante, e cioè quella di aver vissuto con uno scopo.
Quand’è notte, nel silenzio della mia stanza, io resto con gli occhi aperti, e vedo scorrere davanti a me tutte le immagini della mia vita.
Quanta vita!
E ricordo con un sorriso i colleghi dei miei tanti lavori, alcuni simpatici e di buona compagnia, altri totalmente folli e, come solo ora capisco provando una gran pena, alienati da sé stessi.
Vado indietro negli anni, respiro profondamente, e sento l’odore di stufa a legna della casa di mio nonno, in Sicilia, dove solo una volta ho passato le festività di Natale; ricordo il pane caldo fatto in casa, le cene con decine di parenti quasi tutti sconosciuti, le coperte di lana spessa fatte a mano.
Senza logica la mia mente fa un balzo in avanti, ed eccomi in quel teatro, dove recitavo con tanta passione da sentirmi scoppiare il cuore, e mi sentivo veramente vivo perché sapevo che nella messa in scena il vero Roberto parlava al mondo.
Come sempre, nel momento medesimo in cui comincio a ricordare il mio Fox, scende la stessa solitaria lacrima, molto salata, che scivola sul mio viso e lascia un solco più giù, per il cuore.
Quel cuore stropicciato che mi ritrovo, ch’è stato capace di amare e di odiare, e che ora sente un vuoto.
Certo, che stupido, il cuore è un l’organo vuoto per eccellenza. E allora non è il vuoto del cuore che dovrebbe preoccuparmi, ma quello della mia essenza.
Tutti i miei sogni si riducono ad un’ affannosa lotta contro l’immenso muro di gomma che è questo mondo che mi circonda, dove essere sé stessi è la condizione più negata in assoluto.
E poi, lei, di cui è superficiale scrivere il nome in questo momento; anzi, se penso che oggi non mi guarda neanche in faccia quando ci si vede a casa di amici comuni, nominarla sarebbe una pena ancor maggiore, quindi chiudo subito quella dolorosa finestra.
Da piccolo avevo molti sogni, e mai potevo aspettarmi la malattia e la dipendenza dai farmaci. Una dipendenza che ancora oggi non riesco a sopportare, infatti a sempre più spesso salto le dosi, e mi vengono le crisi. Stupido, vero?
Dopo ogni crisi dormo profondamente, e mi capita di sognare molto intensamente; sogno di essere tornato a scuola, sogno la mia terra a San Colombano e il profumo dell’erba, sogno di andare ancora a bere il caffè la domenica mattina con mio padre o di chiedere a mia madre mille lire per andare a giocare a videogames.
Sogno di svegliarmi fra le sue braccia, mentre mi carezza la testa con quelle mani così fragili e liscie come la porcellana, come tante volte ha fatto.
Sogno la mia innocenza perduta, dopo ogni crisi epilettica, e i miei risvegli sul pavimento, con i muscoli doloranti, la lingua sanguinante ed una fortissima emicrania, sono sempre molto amari.
Mi sveglio, e immediatamente affiora la consapevolezza che ho un problema con la banca, che non ho più la famiglia, che i soldi non bastano e che ancora una volta sono senza lavoro, e proprio in quel preciso istante mi chiede se non fosse stato meglio che, cadendo..
Gli esseri umani mi deludono sempre più, non mi piace nessun lavoro, ho perso interesse nelle relazioni.
Certo, mi sforzo sempre di animare serate, creare occasioni d’incontro, chessò.. aprirmi strade; mi piace ascoltare nuove persone, non ho mai perso la curiosità che mi accompagna da sempre, provo sempre ad essere positivo e propositivo.
Eppure, incredibile, il feedback che mi giunge dal prossimo è sempre lo stesso: Roberto, sai, sei troppo egocentrico e ti rendi antipatico, e poi ti lamenti sempre, non vorrei dirtelo ma.. ci siamo accorti che sei un po’ negativo.. non capisci.. sbagli il modo di approcciarti..
Ma cazzo, faccio radiorò, ho creato il gruppo Antifesta Ua Ua Uao, scrivo decine e decine di post ironici o satirici, faccio shiatsu, scrivo poesie, faccio teatro, faccio attivismo politico e controinformazione, creo eventi… è possibile che tutto questo sia totalmente invisibile ?!!
E subito la risposta del piccolo psicologo di turno: ah ma allora tu cerchi approvazione dagli altri..
Ma vaffanculo, và!
Ed ecco che mi torna il pensiero con cui ho iniziato a scrivere questa sera: ognuno di noi si sforza di dare un senso alla propria vita e così lo faccio anche io, ma colleziono un successo ogni dieci sconfitte.
Ed ecco perché, alla soglia delle due di notte del 4 settembre di questo 2010, giungo alla conclusione che questa vita non abbia il minimo senso.
È tutto banalmente naturale, spontaneo, incontrollabile e ripetitivo.
È difficile pensare che la vita sia semplicemente tempo che scorre ma, amici miei, temo che sia questa la verità.
Per quanto riguarda l'impegno civico, a Vailate i giovani sono duri da convincere, ma duri come i ciucchini, e allora io e Riky abbiamo deciso di aprire una nuova sezione del blog del nostro comitato, con tanto di immagini e video: Progetto Vailate Educational...
Si tratta di campagne pubblicitarie ironiche e satiriche con cui cercheremo di far avvicinare i giovani alla politica.
A presto un video assolutamente folle che stiamo scrivendo...
Beh, dato che lunedi prossimo c'è un consiglio comunale e vorremmo più gente possibile a vederlo, abbiamo cominciato la campagna di reclutamento cittadini svegli con una pubblicità "progresso"...
Io mi chiamo Ivan, ho 30 anni e faccio il manovale.
La mia ragazza si chiama Nancy ed è una pornostar.
(in realtà si chiama Annunziata, è del sud, però in famiglia l’hanno sempre chiamata Nunzia.. pssst.. non ditele che vi ho detto il suo vero nome che lei si arrabbia moltissimo!).
Non un’attricetta da quattro soldi, intendo proprio una di quelle famose, che hanno fatto tantissimi film. Nel sexy shop del mio paese, c’è un intero bancone dedicato ai suoi film, e poi ci sono tante cose che uno può comprare con la sua foto o la sua firma sopra: le mutande che si mangiano, i profumi al… quella cosa lì che piace tanto alle donne… lo stessosterone… gli oggetti di gomma per le ragazze..eheh sapete quelle cose lì che sembrano dei super pistolini..
Nunzia..ehm Nancy è molto famosa sapete? Tutte le volte che parlo di lei a qualcuno, c’è sempre chi si stupisce e poi mi tira una pacca sulla spalla, e mi dice “sìsì la conosco, la conosciamo bene tutti..”.
Certo, la vita con un’attrice famosa non è molto facile.
A volte torno un po’ stanco dal lavoro, e trovo lei che dorme sul divano, super stanchissima più di me perché ha recitato per due giorni di fila, e allora io la prendo in braccio piano per non svegliarla, e la porto nel nostro grande letto, le do un bacio sulla fronte e la lascio riposare, mentre io preparo la cena per me e sistemo un po’ casa.
Anche fare l’amore è un po’ difficile, sapete.. lei è una piena di idee, con un sacco di fantasia, mentre io sono piuttosto timido. Lei è molto brava perché capisce al volo quello che voglio fare senza che neanche io apra bocca.
Dice che conosce bene gli uomini, ma io lo so che invece mi capisce perché è innamorata di me.
L’unico disagio era quando lei urlava di piacere e mi diceva le cose belle; io sapevo che lo faceva anche al lavoro e allora non ci credevo, mi distraevo e spesso non riuscivo più a… ecco… avete capito.
E allora abbiamo raggiunto un accordo: quando lei prova davvero piacere, mi dice delle cose bruttissime, tipo “no no non andare avanti così che non sento niente” oppure “ce l'hai più piccolo di tutti quelli della Lombardia” e cose così… io capisco che lo dice perché le sto piacendo tanto, e allora m’infiammo e...
Nancy ha un cuore grande grande, lei raccoglie sempre tanti soldi che le danno al lavoro, e li dà di nascosto a tante associazioni che aiutano i poveri. Li dà di nascosto perché dice che si vergogna e io le rispondo sempre “ma scusa, perché ti vergogni se stai facendo una cosa bellissima?”.
Però lei non vuole proprio cambiare idea, e allora io faccio sempre quello che porta di persona i soldi alle associazioni, dicendo che sono da parte di un anonimo: la signorina dell'ufficio della cooperativa, tutte le volte che vede la cifra dell'assegno, mi sorride, mi strizza l'occhio e mi dice "ringrazi tanto il suo anonimo da parte nostra."... secondo me pensa che sia io il donatore misterioso.
Sono proprio tanti quei soldi, e io sono orgoglioso di Nancy perché vuol dire che è bravissima nel suo lavoro e se li merita.
Se ho mai visto uno dei suoi film?
No, non voglio vederli. Io lo so che sono tutte storie d’amore quindi lei bacia gli altri uomini, e anche se lo fa per finta io sono molto geloso, quindi preferisco non guardarli.
Ora Nancy è di là che dorme.
Com’è bella quando si strucca.
C’è quel regista antipatico che urla sempre ed è sempre nervoso, che tutte le volte la fa truccare come una specie di bambola, e le fa mettere la parrucca nera o bionda, e io non capisco: ma perché la truccate se lei è bellissima così?
E poi la mia Nancy è rossa come il fuoco, i suoi capelli sono lunghi e profumati e io tante volte mi addormento carezzandole la testa.
Nancy è una persona speciale, e non mi interessa di quello che dice la gente; io so com’è nel suo cuore ed è per questo sono innamorato di lei.
E se pensate che anche lei mi ama tanto... Cos’altro serve?
- Siamo fragili, ve ne farete una ragione. Siamo uniti, ma non vi basta e coltivate l’illusione dell’egoismo. Siamo amanti, scellerati amanti, ma non per questo meno liberi d’un gabbiano, e continuate a costruire gabbie. Siamo donne e siamo uomini, ma vi ostinate ad inventare classi d’appartenenza. Respiriamo, eppure non vi basta, voi volete comandare. Il fratello che uccide il fratello è un vecchio mito superato; la nuova tendenza è l’uomo che uccide il suo amore per la bellezza. -