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giovedì 8 marzo 2012

Fari

Strano, quando penso ai fari di segnalazione dell'aereoporto dove mi dirigo, mi rendo conto che hanno tutti qualcosa in comune.. A prima vista potrebbe trattarsi del fatto che siano tutti morti, ma preferisco vederla in modo totalmente diverso: tutti questi uomini si sono scontrati con il perbenismo e i dogmi indiscussi della società, ognuno a modo suo.

Vabbè, dai, la verità è che mi stanno molto simpatici, ma volevo dire qualcosa di intellettuale.


martedì 6 marzo 2012

A ciascuno la sua responsabilità

L'omofobia ringrazia gli omofobi i quali, a loro volta, ringraziano Carlo Giovanardi.

L'eresia ringrazia i cattolici, che l’hanno inventata.

Il razzismo ringrazia gli ignoranti che, a loro volta, ringraziano l'istruzione pubblica.

Il marciume della politica e del mondo della finanza ringrazia giornali e telegiornali.

I monopolisti di fatto ringraziano l’Organizzazione Garante della Concorrenza e del Mercato; nomi e cognomi? Cliccate QUI.

La Chiesa ringrazia i Presidenti del Consiglio di tutti i Governi che ha avuto l’Italia.

I morti di mala sanità ringraziano i gli enti ospedalieri che, a loro volta, ringraziano i Presidenti delle Regioni i quali ringraziano il Servizio Sanitario Nazionale.

I disoccupati, i precari e i mobbizzati sul lavoro ringraziano:
  • il Ministro dell’interno, Annamaria Cancellieri; 
  • il Ministro delle economie e delle finanze, Mario Monti; 
  • il Ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera; 
  • il Ministro politiche agricole, alimentari e forestali, Mario Catania; 
  • il Ministro del lavoro e politiche sociali, Elsa Fornero; 
  • i Sindacati che hanno fallito.

Io ringrazio tutti quelli che ho appena elencato, perché rendono il paese in cui vivo meno ospitale di una latrina che non viene lavata e disinfettata da cinque anni.

domenica 4 marzo 2012

Oggi è praticamente impossibile non pensarti.
Ho provato, te lo giuro, ho provato a distrarmi, a parlare d'altro, a rinfrescarmi il viso sotto l'acqua corrente.
C'è poco da fare quando si celebra il funerale dell'uomo che ha segnato indelebilmente il tuo cammino, con le sue canzoni, le sue follie.
C'è poco da fare, ma non riuscirei a sopportare il fatto di non aver scritto di te, oggi.

Verrò a trovarti, fra qualche giorno, quando potrò parlarti restando zitto, oppure suonare una tua canzone con la mia chitarra, davanti a te.
Se qualcuno di voi volesse unirsi a me.. beh basta scrivermi una mail (liberopensieroberto@libero.it), e ci si organizza per andare insieme; Bologna è raggiungibile da qualsiasi città, con i mezzi pubblici.

Boh, non so che altro dire.

Mi ferisce l'idea che ti seppelliscano, anzichè farti volare nel vento, come hai sempre fatto da vivo.
Mi ferisce l'idea che la Chiesa si sia intromessa fra te e il nostro amore per te, impedendo che vengano cantate le tue canzoni in chiesa, perchè "non bisogna spettacolarizzare un funerale"; l'ennesimo motivo per odiare la Chiesa cattolica.

Ma sì, a che importa, tanto son masturbazioni mentali che riguardano solo i vivi.

Ciao Lucio Dalla, grazie.

giovedì 1 marzo 2012

Caro amico, ti scrivo.


Questo è quel genere di post che odio scrivere, non tanto per la difficoltà di farlo mentre si piange a dirotto, ma perché è sempre complicato trovare parole giuste.
Certo, l’ideale sarebbe evitare qualsiasi parola, ma quando muore Lucio Dalla muore una parte molto, molto importante della mia vita, ed è difficile starmene qui senza scrivere.
La mia prima, anzi primissima musicassetta è stata “The best of Lucio Dalla”, che ascoltavo di continuo, totalmente rapito dai magici arrangiamenti di canzoni come “Cara”, “Com’è profondo il mare”, “L’anno che verrà” e tante altre.
Anzi, al posto di “tante altre”, voglio elencare quelle canzoni nell’esatto ordine in cui furono posizionate nell'album:
Futura,
Anna e Marco,
Com’è profondo il mare,
Cosa sarà,
Balla balla ballerino,
Telefonami tra vent’anni,
Cara,
Disperato erotico stomp,
La sera dei miracoli,
L’anno che verrà,
La signora,
Mambo.

Le ascoltavo e sognavo.
Chiudevo gli occhi, spegnevo la luce della mia camera, mettevo le cuffie per evitare a qualsiasi rumore di infastidirmi, e mettevo su il mio Lucio Dalla; avevo poco più di sette o otto anni, eppure già coglievo la profondità di quei testi.
Ricordo lucidamente il periodo della terza elementare, perché scoprii quell’album e me ne innamorai subito; a conti fatti, da quel giorno ad oggi credo di averlo ascoltato qualche migliaio di volte, ed ogni volta ho provato le stesse emozioni.
Solo ieri cantavo “Cara” mentre ero indaffarato in faccende di casa.
La follia lucida e geniale di Lucio Dalla mi ha influenzato in modo totale, proprio perché ne ho assorbito gli umori fin da bambino; sembrerà assurdo, ma devo ringraziare lui se oggi sono capace di esprimere il mio estro.

Ricordo Alessio di Ancona, amico di favolose vacanze al mare, e le infinite chiacchierate con lui sulle canzoni di Lucio, che conosceva in modo indiretto, tramite alcuni zii di Bologna. Ricordo la brutta estate in cui dissi ad Alessio che, probabilmente, dati i miei problemi familiari mi sarebbe stato difficile tornare a Marcelli, e il suo innocente magone nel salutarmi chiamandomi Lucio.
“Ciao Lucio” mi diceva, mentre il magone prendeva anche me, che mi allontanavo con le mani in tasca e fischiettando L’anno che verrà.

Già, ciao Lucio.

Ricordo Elena, una storica fidanzatina del mio fratello maggiore, che amava Lucio Dalla quanto me, e di come si stupiva che fossi totalmente in sintonia con lei, seppur molto più piccolo, sul senso che avrebbero potuto avere brani come La signora o Com’è profondo il mare.

Ricordo quando lo conobbi di persona, quattordici o quindici anni fa, in occasione di un piccolo concerto privato al quale ero stato invitato da un'amica che sapeva benissimo quanto amassi quel cantautore. Ero così emozionato quando vidi arrivare quel piccolo ometto vestito di bianco, con la sua storica pianola sottobraccio, che non riuscii a trattenere una lacrimuccia. Era gioia, perchè finalmente potevo conoscere l'artista che aveva dato un senso alla mia crescita intellettuale ed emozionale.

Devo ammettere che provare a descrivere ogni parte della mia vita legata alla musica di Lucio Dalla è inutile.
È inutile provare a spiegare quanto, in questo momento, pessimamente stia prendendo la notizia della sua morte.
È altrettanto inutile sforzarmi di concludere lucidamente questo post quindi – perdonatemi – il mio saluto finisce qui.


martedì 28 febbraio 2012

Fango


Perché, dai, dentro le mura di casa nostra, in fondo in fondo, siamo un po’ tutti meschini.
Chiusi nel nostro salotto, al buio della nostra stanza oppure in bagno, nascosti allo sguardo giudicante del mondo intero, possiamo dare sfogo ai nostri biechi istinti da basso ventre.
Perché, dai, siamo un po’ tutti inquinatori; versiamo consapevolmente l’olio usato nello scarico del lavandino, e facciamo abbondante uso di detersivi più o meno devastanti, più o meno colorati e dal fragrante profumo di muschio, tanto chi può vederci?
Certo, al sicuro nelle nostre dimore, siamo un po’ tutti evasori, spregiudicati come fottuti furbetti di quel quartierino ch’è diventato casa nostra; guardiamo i telegiornali e pensiamo che, se avessimo le palle meno mosce, anche noi potremmo organizzare una qualche voragine di denaro pubblico, con l’imbuto che finisce dritto dritto nelle nostre tasche.
Ma sì, dai, quando nessuno può sentirci o indovinare i più segreti pensieri stampati sul nostro volto, siamo un po’ tutti omofobi, perché “le lesbiche almeno sono belle fighe, ma i froci cazzo non si possono proprio guardare”.
Tutti nascosti dietro alla tastiera dei nostri sogni, che ci permette di essere il porco pedofilo e viscido voyeur  altrimenti nascosto nelle nostre sembianze quotidiane; guardiamo, clicchiamo, chattiamo, fotografiamo e speriamo sempre di poter scopare gratis, perché – lo sappiamo  – qualsiasi approccio internettiano nasconde neanche troppo efficacemente il nostro desiderio di scopare gratis, e senza noiose conseguenze.
Del resto, dai, chi ci può riconoscere mentre infrangiamo tutte le regole del codice della strada? Vomitando tutta la furiosa arroganza di cui siamo capaci mentre stiamo in culo alle altre macchine, guidando come stronzi ubriachi anche quando siamo lucidi, oppure suonando il clacson a chi cerca di parcheggiare pacificamente dopo aver messo le frecce, cosa che noi non facciamo mai, non per dimenticanza, ma per pura bastarda strafottenza verso il prossimo… facendo tutte queste cose ci sentiamo bene, scarichiamo le nostre tensioni e siamo pronti a tornare nelle nostre belle casettine.
Già, nelle belle casettine, dove il nostro partner ci aspetta inconsapevole del fatto che stiamo per trattarlo come una merda, comandandolo, urlandogli in faccia, mettendolo in secondo piano rispetto ad un qualsiasi videogioco demente del cazzo, scaricando su loro tutta la frustrazione violenta accumulata in ufficio, dove altri stronzi scaricano la loro merda su di noi, in un gioco infinito di mobbing piramidali che finiscono dritti dritti sulla faccia di chi ci circonda.
Ci incazziamo quando un barista ci risponde male, con quel modo di fare tipico di chi sembra pensare “sù, stronzo, ecco il tuo caffè, strozzatici”, ma poi trattiamo come spazzatura i nostri clienti o gli utenti degli uffici pubblici nei quali lavoriamo, tanto nessuno farà mai reclamo.
Scarichiamo film pirati, rubiamo frutta e verdura al supermercato, occupiamo i parcheggi per disabili, picchiamo i nostri figli, tradiamo gli amici, strizziamo l’occhio alla cameriera che ci serve il bianchino delle 17.30 mentre nostra moglie ci aspetta a casa, rubiamo decine di minuti di lavoro nascondendoci al cesso, mentiamo di continuo, critichiamo tutto senza avere la minima conoscenza di un cazzo, votiamo con noncuranza i porci che finiscono sempre per governarci e di cui siamo pronti a parlar male, guardiamo con disprezzo l’uomo seduto per terra in metropolitana, fingiamo orgasmi, diamo la parola stringendo la mano e senza mai rispettarla, illudiamo giovani pieni di iniziative e capacità promettendo loro progetti che sappiamo già di non realizzare, cerchiamo favori tramite amici e parenti, facciamo favori ad amici e parenti, lasciamo che tutto il fango ci scorra sopra senza muoverci.
Anzi, prendiamo manciate di quel fango e lo impastiamo con cura sul nostro viso e sul nostro corpo, così che nessuno possa riconoscerci o sentire il nostro vero odore.

martedì 21 febbraio 2012

(ANSA) "Fioraio evasore 'occulta' ricavi per 520 mila euro".
Lo sapevo, ho sempre odiato quei bastardi che si mettono davanti agli ospedali e guadagnano sulle disgrazie della gente!

lunedì 20 febbraio 2012

(ANSA) Gianni Morandi non si ricandida. "E' già stata un eccesso la seconda conduzione: è ora di voltare pagina".
Angela Majoli, l'autrice dell'articolo che sto citando, aggiunge anche che "..è già scattato il classico totoconduttore: si va da Fabio Fazio a Maria De Filippi a Fiorello.".

Data la loro credibilità, credo che tutta questa gente sia pronta per andare al Governo.
Dolores O'Riordan ha cantato al Festival di Sanremo, con il gruppo dei Cranberries finalmente rinato.

Aveva da scegliere una rosa infinita di brani e, guardandosi intorno una volta entrata all'Ariston, ha deciso di eseguire "Zombie".
Il pubblico dell'Ariston non ha dormito tutta la notte nel dubbio lacerante che ci fosse qualche messaggio subliminale.

giovedì 16 febbraio 2012

Festival di Sanremo 2012

Ieri sera Belèn (attrice? ballerina? donna delle pulizie?) ha mostrato al pubblico una farfalla tatuata sul suo inguine accuratamente depilato.

Il pubblico femminile è in trepidante attesa di vedere lo scoiattolo tatuato sul culo di Morandi.

mercoledì 15 febbraio 2012

Una giornalista di Radio24 chiede a Giovanardi come reagirebbe se vedesse due ragazze che si baciano alla stazione; lui ha risposto così: "..A lei che effetto fa se uno fa pipì? Se lo fa in bagno va bene, ma se uno fa la pipì per strada davanti a lei, può darle fastidio..".
Sui rapporti omosessuali spiega anche che "..Ci sono anche faccende delicate... ci sono infatti problemi di batteri..che richiedono una grande attenzione nel momento in cui si fanno certe pratiche".

Poi, la stessa giornalista ha intervistato anche me..
- Lei come reagirebbe se vedesse Giovanardi per strada mentre parla? -
- a lei che effetto farebbe se uno cagasse sulla panchina del parco? E poi, a parte lo schifo iniziale e i conati di vomito, c'è anche un problema di virus. Pensi al disastro irrimediabile se la deficienza di quell'uomo si contraesse semplicemente andando a giocare in un parco. -

mercoledì 8 febbraio 2012

Se io fossi Mario Monti, introdurrei un nuovo obbligo di leva di dodici mesi, così suddivisi:
- sei mesi di corso d'italiano scritto e orale;
- sei mesi di scuola guida, dei quali cinque solo per imparare a fare le rotonde, ed uno per imparare ad usare le frecce.
- ..quindi, per aver chiesto ad un collega di lavoro a che ora si può andare in pausa pranzo e, soprattutto, per aver chiesto al datore di lavoro di regolarizzare il proprio contratto di lavoro, lo stato condanna l'imputato alla pena capitale per fucilazione.. pena commutabile in un dibattito politico in tv contro Laura Ravetto. -
- e va' bene (sospiro): fucilatemi. -

martedì 7 febbraio 2012

- anche tu sostieni il Governo Monti? -
- non ce n'è bisogno, restano a galla da soli.
Il Ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri dice che "..Noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città di fianco a mamma e papà. Il mondo sta cambiando".

Qua c'è bisogno di due possibili battute:
1) Ha ragione, tutti vorremmo un posto fisso.
2) Ha ragione, il mondo sta cambiando; per fortuna, però, siamo ancorati alla tradizione di sparare minchiate appena si diventa Ministro.

p.s.: lo ammetto, i membri del governo Monti sono troppo dementi, giuro che mi stanno togliendo il gusto di fare satira.

lunedì 6 febbraio 2012

L'Italia è quel paese nel quale un bancomat ti ruba 30 euro, e per riaverli devi trasformarti in Massimo Decimo Meridio, entrare nella banca incriminata, avvicinarti ad una cassa mentre la gente in fila ti grida "ISPANICO! ISPANICO!" e, dopo aver guardato negli occhi tutti quelli che sono lì per il tuo stesso problema, dire "al mio segnale, scatenate l'inferno!".

venerdì 3 febbraio 2012

- Vediamo se indovini di chi sto parlando: si veste di bianco, ha sempre una parola di conforto per i disperati, la gente è disposta a fare centinaia di chilometri per vederlo e se credi fermamente in lui potrebbe addirittura guarire i tuoi malanni... chi è? -
- La so, la so... Il medico? -