sabato 31 marzo 2012

Geomag: "Mulinando"

Ideato da: Autori Geomag (immagine), Roberto D'Izzia (nome)
Realizzato da: Roberto D'Izzia
Data: 29 Marzo 201




Geomag: "MegaScorpion"

Ideato da: Roberto D'Izzia
Realizzato da: Roberto D'Izzia
Data: 29 Marzo 2012 





Geomag: "Scorpion"

Ideato da: Roberto D'Izzia
Realizzato da: Roberto D'Izzia
Data: 29 Marzo 201





Geomag: "Illusion"

Ideato da: Roberto D'Izzia
Realizzato da: Roberto D'Izzia
Data: 29 Marzo 2012 






Geomag: "Falco"


Ideato da: Roberto D'Izzia
Realizzato da: Roberto D'Izzia
Data: 29 Marzo 2012







Geomag: "Esamag 2"


Ideato da: Roberto D'Izzia
Realizzato da: Roberto D'Izzia
Data: 29 Marzo 2012 




Geomag: "Esamag"


Ideato da: Roberto D'Izzia
Realizzato da: Roberto D'Izzia
Data: 29 Marzo 2012 




Geomag: "Cubospìn"

Ideato da: Autori Geomag (immagine), Roberto D'Izzia (nome)
Realizzato da: Roberto D'Izzia
Data: 29 Marzo 201





Geomag: "Butterfly"


Ideato da: Roberto D'Izzia
Realizzato da: Roberto D'Izzia
Data: 29 Marzo 2012 





Geomag: "Brooklin"

Ideato da: Roberto D'Izzia
Realizzato da: Roberto D'Izzia
Data: 30 Marzo 2012






giovedì 15 marzo 2012

L'ultimo allunato

In attesa di trovare un altro artista in grado di cantare un brano dal vivo e sulla base originale, mi godo questo spettacolo.


mercoledì 14 marzo 2012

(ANSA) A quanto pare, Elsa Fornero (Ministro del lavoro) spiega che la riforma del lavoro serve per smantellare i privilegi prevedendo più facilità in uscita. "E' chiaro" dice la Fornero, " che se uno comincia a dire no, perché dovremmo mettere una paccata di miliardi e dire poi voi ci dite di si? Non si fa così".

"Riforma", "privilegi", "facilità in uscita" e "paccata di miliardi": il vero privilegio di un  Ministro è quello di poter sparare quattro minchiate in un'unica frase, ed essere preso sul serio da 60,7 milioni di persone.

giovedì 8 marzo 2012

Fari

Strano, quando penso ai fari di segnalazione dell'aereoporto dove mi dirigo, mi rendo conto che hanno tutti qualcosa in comune.. A prima vista potrebbe trattarsi del fatto che siano tutti morti, ma preferisco vederla in modo totalmente diverso: tutti questi uomini si sono scontrati con il perbenismo e i dogmi indiscussi della società, ognuno a modo suo.

Vabbè, dai, la verità è che mi stanno molto simpatici, ma volevo dire qualcosa di intellettuale.


martedì 6 marzo 2012

A ciascuno la sua responsabilità

L'omofobia ringrazia gli omofobi i quali, a loro volta, ringraziano Carlo Giovanardi.

L'eresia ringrazia i cattolici, che l’hanno inventata.

Il razzismo ringrazia gli ignoranti che, a loro volta, ringraziano l'istruzione pubblica.

Il marciume della politica e del mondo della finanza ringrazia giornali e telegiornali.

I monopolisti di fatto ringraziano l’Organizzazione Garante della Concorrenza e del Mercato; nomi e cognomi? Cliccate QUI.

La Chiesa ringrazia i Presidenti del Consiglio di tutti i Governi che ha avuto l’Italia.

I morti di mala sanità ringraziano i gli enti ospedalieri che, a loro volta, ringraziano i Presidenti delle Regioni i quali ringraziano il Servizio Sanitario Nazionale.

I disoccupati, i precari e i mobbizzati sul lavoro ringraziano:
  • il Ministro dell’interno, Annamaria Cancellieri; 
  • il Ministro delle economie e delle finanze, Mario Monti; 
  • il Ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera; 
  • il Ministro politiche agricole, alimentari e forestali, Mario Catania; 
  • il Ministro del lavoro e politiche sociali, Elsa Fornero; 
  • i Sindacati che hanno fallito.

Io ringrazio tutti quelli che ho appena elencato, perché rendono il paese in cui vivo meno ospitale di una latrina che non viene lavata e disinfettata da cinque anni.

domenica 4 marzo 2012

Oggi è praticamente impossibile non pensarti.
Ho provato, te lo giuro, ho provato a distrarmi, a parlare d'altro, a rinfrescarmi il viso sotto l'acqua corrente.
C'è poco da fare quando si celebra il funerale dell'uomo che ha segnato indelebilmente il tuo cammino, con le sue canzoni, le sue follie.
C'è poco da fare, ma non riuscirei a sopportare il fatto di non aver scritto di te, oggi.

Verrò a trovarti, fra qualche giorno, quando potrò parlarti restando zitto, oppure suonare una tua canzone con la mia chitarra, davanti a te.
Se qualcuno di voi volesse unirsi a me.. beh basta scrivermi una mail (liberopensieroberto@libero.it), e ci si organizza per andare insieme; Bologna è raggiungibile da qualsiasi città, con i mezzi pubblici.

Boh, non so che altro dire.

Mi ferisce l'idea che ti seppelliscano, anzichè farti volare nel vento, come hai sempre fatto da vivo.
Mi ferisce l'idea che la Chiesa si sia intromessa fra te e il nostro amore per te, impedendo che vengano cantate le tue canzoni in chiesa, perchè "non bisogna spettacolarizzare un funerale"; l'ennesimo motivo per odiare la Chiesa cattolica.

Ma sì, a che importa, tanto son masturbazioni mentali che riguardano solo i vivi.

Ciao Lucio Dalla, grazie.

giovedì 1 marzo 2012

Caro amico, ti scrivo.


Questo è quel genere di post che odio scrivere, non tanto per la difficoltà di farlo mentre si piange a dirotto, ma perché è sempre complicato trovare parole giuste.
Certo, l’ideale sarebbe evitare qualsiasi parola, ma quando muore Lucio Dalla muore una parte molto, molto importante della mia vita, ed è difficile starmene qui senza scrivere.
La mia prima, anzi primissima musicassetta è stata “The best of Lucio Dalla”, che ascoltavo di continuo, totalmente rapito dai magici arrangiamenti di canzoni come “Cara”, “Com’è profondo il mare”, “L’anno che verrà” e tante altre.
Anzi, al posto di “tante altre”, voglio elencare quelle canzoni nell’esatto ordine in cui furono posizionate nell'album:
Futura,
Anna e Marco,
Com’è profondo il mare,
Cosa sarà,
Balla balla ballerino,
Telefonami tra vent’anni,
Cara,
Disperato erotico stomp,
La sera dei miracoli,
L’anno che verrà,
La signora,
Mambo.

Le ascoltavo e sognavo.
Chiudevo gli occhi, spegnevo la luce della mia camera, mettevo le cuffie per evitare a qualsiasi rumore di infastidirmi, e mettevo su il mio Lucio Dalla; avevo poco più di sette o otto anni, eppure già coglievo la profondità di quei testi.
Ricordo lucidamente il periodo della terza elementare, perché scoprii quell’album e me ne innamorai subito; a conti fatti, da quel giorno ad oggi credo di averlo ascoltato qualche migliaio di volte, ed ogni volta ho provato le stesse emozioni.
Solo ieri cantavo “Cara” mentre ero indaffarato in faccende di casa.
La follia lucida e geniale di Lucio Dalla mi ha influenzato in modo totale, proprio perché ne ho assorbito gli umori fin da bambino; sembrerà assurdo, ma devo ringraziare lui se oggi sono capace di esprimere il mio estro.

Ricordo Alessio di Ancona, amico di favolose vacanze al mare, e le infinite chiacchierate con lui sulle canzoni di Lucio, che conosceva in modo indiretto, tramite alcuni zii di Bologna. Ricordo la brutta estate in cui dissi ad Alessio che, probabilmente, dati i miei problemi familiari mi sarebbe stato difficile tornare a Marcelli, e il suo innocente magone nel salutarmi chiamandomi Lucio.
“Ciao Lucio” mi diceva, mentre il magone prendeva anche me, che mi allontanavo con le mani in tasca e fischiettando L’anno che verrà.

Già, ciao Lucio.

Ricordo Elena, una storica fidanzatina del mio fratello maggiore, che amava Lucio Dalla quanto me, e di come si stupiva che fossi totalmente in sintonia con lei, seppur molto più piccolo, sul senso che avrebbero potuto avere brani come La signora o Com’è profondo il mare.

Ricordo quando lo conobbi di persona, quattordici o quindici anni fa, in occasione di un piccolo concerto privato al quale ero stato invitato da un'amica che sapeva benissimo quanto amassi quel cantautore. Ero così emozionato quando vidi arrivare quel piccolo ometto vestito di bianco, con la sua storica pianola sottobraccio, che non riuscii a trattenere una lacrimuccia. Era gioia, perchè finalmente potevo conoscere l'artista che aveva dato un senso alla mia crescita intellettuale ed emozionale.

Devo ammettere che provare a descrivere ogni parte della mia vita legata alla musica di Lucio Dalla è inutile.
È inutile provare a spiegare quanto, in questo momento, pessimamente stia prendendo la notizia della sua morte.
È altrettanto inutile sforzarmi di concludere lucidamente questo post quindi – perdonatemi – il mio saluto finisce qui.