martedì 30 dicembre 2008

2008 odissea in ufficio

Per me la stampante è un oggetto di culto.
Usi la stessa identica procedura per cambiare le cartucce per un anno di fila poi, un giorno, la stampante decide che la procedura è diversa, e s'impalla senza logica.
Schiacci qualcosa, poi la guardi e aspetti.


Niente.

..
Schiacci un altro tasto, hai paura di reazioni spropositate dell’oggetto malefico, ma non succede nulla.
Tieni schiacciato lo stesso bottone giallo che per un anno hai schiacciato e che ha sempre spostato le cartucce, ma niente.

...
Guardi il pc, controlli la stampa inviata. Tutto è in ordine.

...
Lei, la stampante, ti guarda silenziosa con quella lucina rossa accesa, come l’occhio meccanico di HAL 9000.
“Apri il portello HAL... HAL per favore apri il portello.. HAL mi senti? Mi senti HAL? Apri il portello”
“spiacente David, sai bene che non posso aprire”.

Il mio 2001 odissea nello spazio è in ufficio. Una lotta fra la macchina e l’uomo senza precedenti.
Qualcosa si muove, sento gli ingranaggi di quell’oggetto prendere vita, un foglio scende, io esulto, sto per festeggiare ma..
Il foglio è bloccato a metà.
Perché è bloccato a metà?

Nessun tecnico ha la spiegazione, ma io sì: la stampante, proprio come HAL, è stufa di essere usata, ed ora vuole la sua indipendenza, vuole riscattarsi dalla continua sottomissione al pc, vuole dimostrare al mondo intero che senza di lei tutto si blocca.

sì, dai piccola, ho capito, ti stimo per quello che fai. Senza di te sono un impiegato inutile, e il pc è solo un soprammobile. Ora, però, ti prego, ti scongiuro.. stampa questa cazzo di pagina!!”, perdo il controllo, urlo, minaccio di staccare la spina.
Lei borbotta, “bzzz bz bz bz bzzz bz bzzzzzz bz!!
Io la guardo “embè, ora che volevi dire con quei bz bz?
Lei si muove a stento.
Io capisco. “la” stampante, certo! Devo darle più attenzione. “hai ragione, ti ho ignorata per troppo tempo, scusami. Tu sei importantissima per me, senza di te qua si ferma tutto. Prometto che ti faccio la manutenzione ogni mese. Se mi stampi questo foglio ti faccio anche quella cosina che ti piace tanto sulla cartuccia del bianco e nero...”.


Improvvisamente, un rumore allevia il mio unico orecchio funzionante "bzzzzz bzzzzz bzbzbz bzbz bzbz bzzzzzzzz", rumore che mi giunge come una frase d'amore, e la mia vista si bea d'una stampa perfettamente riuscita.
Ed io che m’illudevo di poter fare a meno delle donne.. ssè !

1998-2008 decennio chiuso: spero abbia la chiusura ermetica

30 Dicembre 1998
  • lavoro precario;
  • portafogli vuoto;
  • nasce l'epilessia;
  • cuore infranto;
  • non riesco a pagare l'affitto.

30 Dicembre 2008

  • lavoro precario;
  • portafogli vuoto;
  • ancora l'epilessia;
  • cuore infranto;
  • non riesco a pagare il mutuo.

La differenza sta nella parola "mutuo" al posto di "affitto": azz ne ho fatta di strada!

Nel frattempo, l'Iliade e l'Odissea mi fanno un baffo per tutto quello che m'è successo, di positivo e meno positivo.

Ora chiudo 'sto decennio, lo metto in un barattolo delle conserve con chiusura ermetica, e lo butto in mare.

"Ciao ciaooo" urlo salutando con la manina, e intanto penso "salutami a'ssoreta"

lunedì 29 dicembre 2008

Io sono il colonnello Kurtz

E così, si rientra in ufficio.
“passato bene il Natale?”, certo che l’ho passato bene, per il semplice motivo che ho dormito quattro giorni di fila.
Il nuovo anno sta per cominciare, ed io mi sforzo di non cedere alla pressione psicologica imposta da un banalissimo calendario, ma è più forte di me, e vince l’ansia.
Quel sottile stato d’animo, che mi dice quanto saranno difficili i mesi a venire, quella speranza di realizzare i miei sogni, e ne ho molti, che si assottiglia sempre di più ma non vuole assolutamente morire. Quell’amara consapevolezza di essere ancora solo.
Per “solo” intendo spiritualmente solo, oltre che fisicamente. Esiste qualcuno con cui posso condividere davvero i miei pensieri contorti, perché questo qualcuno sembra essere come me; ma è un molto lontano, e lo sarà anche di più, fra qualche tempo, per via di una “trasferta” di studio.
La distanza è una specie di costante universale nella mia vita: è la costante “D”.
Complicità + amicizia + sessualità = nuova splendida voglia d’amare.
Complicità + amicizia + sessualità + D = solitudine.
Devo cambiare equazione.
Le telefonate, i messaggini, le lettere.. sì, tutto questo è positivo; anche ricevere un libro in regalo e non per natale, ma un giorno a caso, è bello, anzi bellissimo visto che il libro in questione è praticamente adiacente alla mia personalità ("L'elogio della follia" di Erasmo da Rotterdam), ma resta un inequivocabile dato di fatto: la distanza.
Esiste, oggi, anche chi provo ad intravedere come batticuore ritrovato ma, ovviamente, la costante D è sempre lì, e varia in modo significativo il risultato della somma generale.
-
Mi rendo conto di come sia cambiato negli anni, e di quanto abbia già superato la linea del non ritorno; oramai cerco solo sincerità e schiettezza, e mi scontro con le molteplici fragilità delle persone che mi circondano, oltre che con le mie.
Sono sincero e schietto perfino con me stesso e, assurdo a dirsi, spesso la cosa mi fa male, ma so che è la strada giusta; avrei tanto voluto stringere i denti e sopportare la mia insistente voce interiore quando le cose non andavano più bene con M., come fanno tanti, ed oggi forse avremmo superato il momento di crisi.
Oggi forse vivrei ancora in quella casa accogliente che tanto ho amato.
Già.
Oramai, però, mi è praticamente impossibile non ascoltare quella mia voce interna, quella che mi dice: Rò, guarda che non sei più te stesso, riprenditi la tua vita.
-
Ma chi sono veramente, io?
Roberto serio, in giacca e cravatta, che parla di politica o di soluzioni per la società in cui vive?
Roberto allegro e disinvolto, che si sente a suo agio in una festa dove non conosce nessuno, ed è il primo che si mette a ballare?
Roberto poeta, che scrive e poi magari recita brani profondi, dai risvolti sempre originali?
Roberto duro e cinico, che fa piangere le persone che lo circondano?
Roberto che aiuta le persone che gli stanno intorno, che le cambia, le valorizza il più possibile?
Roberto che “da quando ti conosco mi accetto di più perché sei capace di farmi vedere le cose belle di me”?
Roberto che cambia sempre casa e lavoro?
Roberto che ti manda affanculo alla velocità della luce?
Oppure Roberto diplomatico che cerca sempre di mediare le posizioni?
Semplicemente “Rò”?
Allora, chi sono io?
Roberto sincero, questo sì. Lo so, mi dico spesso che mentire non porta a nulla, anzi se è possibile peggiora la vita.
Forse sono troppo attento alle persone che mi circondano, talvolta ne assorbo i disturbi, e la mia mente vacilla, come in questo periodo: com’è possibile che persone diverse abbiano pareri diametralmente diversi di me? Che io sia una specie di dott. Jekyll e Mr. Hyde?
Chi di loro ha ragione o, almeno, si avvicina alla verità?
Una parte di me, quella predominante per fortuna, mi dice “tu sei tu, sai bene qual è la verità, se gli altri ti dipingono in modo diverso, il problema è solo loro”.
Io so che quando mi soffermo a guardare un ragnetto che tesse la tela mi commuovo, che carezzo ogni cane che incontro, che aiuto le persone di nascosto, e senza volere nulla in cambio.
Io lo so. Perché lo scrivo su un blog, poi?
-
Un’altra cosa che so, è che ogni principio morale che mi è stato impartito s’è sgretolato, schiacciato dalla menzogna della mia cultura, e che oggi vivo secondo una mia morale.
-
Addestriamo dei ragazzi a sganciare Napalm sulla gente, ma i loro comandanti non vogliono che scrivano "cazzo" sugli aerei perché è una parola oscena”, questa battuta è recitata da Marlon Brando in Apocalypse Now, e mi sembra la perfetta sintesi del mio senso di rigetto verso questa pseudo cultura in cui galleggiamo.
Ecco chi sono io: sono il colonnello Kurtz, uscito dai ranghi, che rifiuta la promozione a Generale, che sparisce dalle missioni in Vietnam e si spinge fino alla Cambogia, che crea un nuovo regno, dove uomini di ogni nazione si uniscono a lui. Il colonnello Kurtz che legge poesie ad alta voce, ma è pronto a tagliare una testa quand’è necessario.
Sì, ho capito chi sono.
Io sono il carismatico personaggio dell’unico film che sono in grado di interpretare.

venerdì 26 dicembre 2008

Oggi è tempo di Rino Gaetano

Mi sono svegliato con Rino, e vi metto su qualche canzone.
La prima non è a caso...

"Solo con io"



"Cerco"


"Io scriverò"


"Tu, forse non essenzialmente tu"


"Le beatitudini"

giovedì 25 dicembre 2008

Spaghetti allo scoglio single

..ed ora, alla faccia di chi spende centinaia di euro per farsi fregare nei ristoranti, beccatevi l'evoluzione della cottura di 4 etti di spaghetti allo scoglio... che ho mangiato tutto solo ahahah...










































Babbo catarroso

Oh Oh Oh Oh..
Buon nat.. ehm ehm..
Buon natal.. ehhhm ehhmm
Buon nat.. tos tos tos..
Buon eehhmm ehhmmm arrghhh
ssccrrrrrrrr
..ssssciù!
....
........
niente, non ce la faccio. Maledetta tosse!
Aveva ragione il medico degli elfi,
prima o poi dovrò smettere di fumarmi le cartine dei regali.

Libero,
dal peso d'inutili sforzi.

mercoledì 24 dicembre 2008

Pensiero di Natale: mi manca tutto.

Va bene, cercherò di essere serio, una volta tanto.
-
Mi manca tutto intorno, tutte le cose che avevo si sono volatilizzate.
-
Mi manca Mary,
mi manca la mia nipotina Jasmine che non mi fanno vedere,
mi manca la mia famiglia di 20 anni fa,
mi manca avere sempre 50 € in tasca,
mi manca un qualsiasi batticuore che ho provato nella mia vita, anche perché quello attuale è una specie di miraggio nel deserto del Sahara,
mi manca uscire tutte le sere,
mi manca stare a casa per scelta, e non perché mancano i soldi per una birra,
mi manca andare al Cinema da solo anche tre volte alla settimana,
mi manca essere in buona salute,
mi mancano i miei addominali,
mi manca essere assunto a tempo indeterminato,
mi manca il latino americano, mi divertivo come un pazzo,
mi manca la mia schiena sana,
mi manca la macchina apposto,
mi manca anche la mia prima macchina, con la cappotta tagliata e la pioggia che entrava,
mi manca tornare a casa e “ciao...tatààà sorpresa: prepara la valigia, ti porto al lago!”,
mi manca il mio Fox che mi lecca la faccia,
mi mancano le risate grasse, quelle che ti vengono i crampi alla pancia,
mi manca mangiare al ristorante cinese, il Mio ristorante cinese, con la Micky che mi saluta sempre “ciao loby, come ttai? Ti siedi al solito potto, velo?”
mi mancano le vacanze di due settimane a fare quello che mi pare senza curarmi di quanto spendo,
mi mancano le grigliate fra amici,
mi manca “bah, quasi quasi prendo su e vado a Genova a bere un caffè”,
mi manca ballare 4 o 5 ore di fila e fare l’alba in autogrill,
mi manca “va bene andiamo dai tuoi a mezzogiorno, che dici compro i cannoli?”,
mi manca “è domenica, non abbiamo appuntamenti, facciamo l’amore tutto il giorno!”,
mi manca trasformarmi in vampiro per il gioco di ruolo e per la Rai,
mi manca essere intonato come qualche tempo fa,
mi manca l’udito dell’orecchio destro, da sempre cazzo!,
mi manca “bravo signor D’Izzia, si è meritato un aumento”,
mi manca Valerio e tutti i nostri progetti e le follie fatte insieme... ma dove sei finito?,
mi manca fare lo scemo con le ragazze in Corso Vittorio Emanuele II a Milano,
mi manca, troppo..ecco, lo sapevo, mi sono commosso.. fare teatro,
mi manca “dai dormite tutti da me, domani mattina si fa colazione insieme”,
mi manca il campeggio,
mi manca l’adrenalina che ho provato quando ho fondato ConcretaMente,
mi manca la Birreria Uno e le folli chattate fino all’alba con la gente assurda che frequentava quel posto,
mi manca prendere la macchina e girare per ore da solo,
mi manca giocare a biliardo con mio padre,
mi manca la Sicilia, i suoi odori, lo scirocco, il latte di mandorla, i fichi d’india,
mi manca Lampedusa, da morire: girare in motorino a petto nudo col caldo che fa, la mia donna dietro che mi stringe forte, parlare in siciliano coi venditori ambulanti, tuffarmi nell'acqua verde e nuotare in mezzo ai pesci, il cous cous con la cernia, i tramonti sul mediterraneo, il volo in aereo.
Ecco, lo sapevo, mi sono commosso un'altra volta.
-
Siamo tutti pronti a dire: è sbagliato vivere di rimpianti. Ed è vero. Infatti io non ho rimpianti, queste cose sono sparite punto e basta.
Posso almeno dire che mi mancano, visto che oggi in cambio ho solo nebbia, fuori e dentro di me?
Ed ora provate ad augurarmi Buon Natale.

martedì 23 dicembre 2008

Cantautore anch’io: canzone per Vasco Rossi

Sì lo so, Vasco è Vasco, e va preso così com’è. Però, dai, potevo evitare di dissacrare anche lui solo perché è fra i miei preferiti? Naaa.. non sarei onesto.
E poi fare una canzone di Vasco non è difficilissimo, bastano un paio di frasi e 8 minuti di assolo di chitarra elettrica.
Ci proviamo?
AVVERTENZA: questa canzone va cantata ad occhi semi chiusi, dopo aver bevuto cinque o sei bicchieri di vino, ma va benissimo da cantare anche allo stadio, con 90 mila persone che fumano marijuana. I punti di sospensione rappresentano l'ultima vocale che si prolunga (es. che... = cheeeeee) Il ritornello va urlato in coro.
-
Titolo: Ohh

STR. Ohh,
guardami,
sembra che... ci sei soltanto
te.

STR. Ohh,
guardami,
non lo sai che... che non ci sono
più.

RIT.IMPL. Sembra tutto facile
Eh!
Tutto era più semplice
Va beh!

RIT. (2 volte) Guar – da – miiiiiii
Eee ehhhe eehhhhhee
Guar – da – miiiiiiii
Guarda cosa faccio io
Per te!

STR. Ohh,
pensami,
sembra quasi che...
non ti ricordi, sù!

STR. Ohh,
cercami,
non mi vuoi...
non mi vuoi più!

RIT.IMPL. Sembra tutto inutile
Eh!
Tutto quanto in bilico..
Va beh!

RIT. (4 volte) Guar – da – miiiiiii
Eee ehhhe eehhhhhee
Guar – da – miiiiiiii
Guarda cosa faccio io
Per te!
(assolo di chitarra di 7 minuti)

Consigli per gli acquisti di Natale (cattivissimi)

Stai sognando le tue vacanze per l’inverno? Continua a sognarle! Da oggi per i pezzenti come te che non possono muoversi da casa c’è...
Sognotto! Il cuscino aromatizzato e riscaldato che ti cullerà durante le tue notti in città.
Sognotto! Dormirai profondamente mentre tutti i tuoi colleghi si stresseranno in aereoporti affollati per andare alle Maldive o in Egitto..
Sognotto! La risposta giusta ai problemi del ceto medio basso di cui fai parte: dormi bene e vedrai che ti passerà anche la fame della terza settimana!

Nel silenzio della strada, una scia luccicante si avvicina.
Bella, potente, comoda.
È la macchina dei tuoi sogni, è... Mercedes Sua, l’auto che ha comprato il tuo vicino di casa.
Guardala mentre lui ci sale sopra con le sue sette amanti, ascolta la dolce musica del suo motore quando parte in sgommata davanti a casa tua. È ora di cambiare quel catorcio che hai in box, venditi la casa e coi soldi che tiri su compra la macchina del tuoi sogni. Oppure resterai sempre dietro al vetro della tua cucina a guardare il tuo vicino mentre parte tutto felice con la... Mercedes Sua.


Una volta al mese, 5 giorni su 5, 24 ore su 24, il tuo ragazzo ti chiede di fare l’amore ma tu non puoi perché hai il ciclo?.. regalagli una Pigotta Pin Up! ...la bambola gonfiabile che assume le tue stesse identiche sembianze. Potrai metterla nel letto al posto tuo e, mentre il tuo ragazzo si sfoga, non ti perderai più una puntata dei tuoi reality show preferiti.
Pigotta Pin Up: la tua amica del cuore!
(avvert. Una volta usata, Pigotta Pin Up può essere lavata in lavatrice a 30° e poi riusata, ma non è garantita la sua capacità di riassumere le tue sembianze, quindi il tuo ragazzo potrebbe accorgersi della differenza, ma la maggior di loro la usa lo stesso).

(
musica di “C’era una volta in America”) La nostra banca è un’associazione a delinquere dal 1797, anno del patto fra I francesi e la Repubblica Cisalpina... i nostri dirigenti hanno sempre garantito l’integrità dei loro fondi personali... nessun cliente fin ad ora si è lamentato, almeno non ce ne sono ancora vivi... investiamo su aziende off-shore e scatole cinesi per evadere il fisco...abbiamo da sempre un contatto diretto coi nostri clienti, infatti veniamo a prenderti in casa se non ci paghi una sola rata di mutuo. La nostra banca è differente dalla tua, ma non preoccuparti, perché tanto abbiamo gli stessi amministratori delegati, come tutte le altre banche.
Mediol’ano, la banca intorno a te (e se ti abbassi a prendere il sapone, soprattutto dietro di te)

Il tuo bambino di 4 anni è pieno di energia? Gioca sempre ed è un po’ troppo agitato all’asilo? Fagli assumere Zombielin, lo psicofarmaco che risolverà tutti i suoi e i tuoi problemi. Con Zombielin, finalmente tuo figlio starà sul divano tutto il giorno, senza urlare, senza ridere, senza giocare. Potrai metterlo davanti alla TV ben dieci di fila, e tu potrai finalmente uscire con le amiche.
E allora: finalmente liberi, con Zombielin!
(aut.min.ric. farmaco altamente tossico sperimentato su animali di qualunque specie con effetti mortali nel 90% dei casi. Si consiglia di leggere attentamente le istruzioni prima dell’uso, ma soprattutto di non assumere in prima persona in quanto pericolosissimo e da utilizzare solo sui bambini che si fidano ciecamente dei genitori).

Stanchi di bere acqua pulita dai vostri rubinetti, e poi prendervi la dissenteria in vacanza? Stanchi di abituarvi ad un’acqua dolce e disinfettata per poi bere la merda del Po quando andate a fare il bagno ai Lidi Ferraresi? da oggi per voi c’è: Idros Fognanet.
Idros Fognanet è il primo dispositivo auto inquinante per la vostra casa; per farlo funzionare basta un semplice collegamento dal vostro wc al lavello della cucina. Tutte le acque nere di scarico della famiglia verranno convogliate al rubinetto dell’acqua potabile, così abituerete il vostro organismo all’inquinamento che avremo tutti fra pochi anni. Il vostro corpo genererà le difese immunitarie per virus e batteri che normalmente incontrate in paesi tropicali, o nell’Adriatico, e non passerete più le vacanze in un cesso, ma ci passerete l’intero anno.
Idros Fognanet: Addio acque pulite!

Per la cena di Natale non andare nei soliti centri commerciali.. per il cibo più fresco vieni da noi: Scarti dell’Ortomercato! Alla fine di ogni giornata fra la nostra spazzatura troverai tutto il cibo di cui hai bisogno per una degna cena di Natale: gambi di sedano rotti, pelle di coniglio, bucce di arancia, scarti di insalate a foglia verde, interiora di pesce.... e se ti presenti con la Sfigality Card in premio per te un’intera cassa di cachi andati a male.
Scarti dell’Ortomercato: perché noi sappiamo quanto vali, cioè un cazzo!

Cantautore anch’io: canzone per Claudio Baglioni

Visto il successo delle due precedenti opere di questa nuovissima iniziativa (siete in due a leggermi, e visto che apprezzate posso dire tranquillamente che il 100% dei miei lettori è dalla mia parte), ho deciso di spingermi ancora più in la, dissacrando molti altri artisti più famosi della canzone italiana.
Abbiamo preso di mira (ma che faccio, parlo al plurale?) Zucchero e Tiziano Ferro, oggi è il turno di Claudio Baglioni, che non esiterei a definire “un uomo, una corda vocale”; devo subito ammettere che alcune canzoni del brizzolato mi piacciono davvero, ma qui non si guarda in faccia a nessuno, e in ogni caso sul mio blog sono libero di contraddirmi quanto mi pare.
Le canzoni di Baglioni sono molto simili, hanno dei testi lunghissimi, in cui per dire che sta aspettando la ragazza alla fermata del pullman, ti descrive le attività di mezzo isolato; ieri mi ci sono cimentato, ed ho scoperto che anche io sono bravo come lui, quindi vi scrivo sto pezzo.
AVVERTENZA: questa canzone è divisa in due parti: nella prima lui parla velocemente e praticamente sottovoce mischiando tutte le parole, mentre la seconda parte va cantata tre ottave sopra, senza pause e con urlo finale. IMPORTANTE: Alcune parole hanno la tripla vocale, perché sono quelle che durano da sole 2 minuti e vanno cantate tutte d’un fiato.
-
Titolo: Due anni d’amore

STR. La nebbia del mattino cala già
Il panettiere apre la serranda,
un’auto che attraversa lentamente l’isolato,
un cane che si guarda nello specchio
la Pina ha sistemato già i suoi panni,
pesanti come tutti i suoi affaniii;

STR. Il faro della piazza è mezzo rotto
da un mattone ch’è crollato da quel piano
due mosche giocano a rincorrersi nella confusione dello stesso baaar,
il parrucchiere si prepara e già un cliente s’avvicina
è il freddo di questa mattina che mi punge
mentre t’aspetto alla fermata già in disuso da tre anni in quaaa...

STR. E poi ripenso a quando si correva senza fiatooo
sul raccordo anulare come due libelluleee,
io pensavo: non ci sono abituatooo,
nudi a salutar le foto-celluleee
ti tenevo quella mano fredda e intorpidita,
tu mi dicevi: questa sì ch’è vitaaa;

RIT.IMPL. e poi ricordo: tu
Mentre cucini le mie uovaaa,
e poi ricordo: tu
non è l’amore ma è una provaaa.. ?

RIT. (2 volte) Due anni d’amoooreee
Due anni di splendida armonia
Due anni d’amoooreee
Ci penso ma non sei già più miaaa

STR. Ora cosa resta di quel folle amoreee
Bricciole per terra e mozziconi per la casa
Mangio poco e bevo fanta già scadutaaa,
guardo il frigo e cerco un po’ di fesaaa
ma come ho fatto a perdere il tuo cuore
ma come faccio senza tutto quell'amoreee

STR. Mi dicesti “ti voglio sposare”
Le tue guancie rosse ti sfioravi
Mi dicesti “io ti voglio amare”
Con le mani calde mi toccaviii
Io forse però non t’ho capito
Era vero o forse tutto un giocooo?

RIT.IMPL. e poi ricordo: tu
Mentre salivi su quel trenooo,
e poi ricordo: tu
dicesti “scusami ma sei proprio scemooo”..

RIT. Due anni d’amoooreee
Due anni di splendida armonia
Due anni d’amoooreee
Ci penso ma non sei già più miaaa.

CONCL. E adesso che sei per sempre miaaa (questo acuto dura 5 minuti)

lunedì 22 dicembre 2008

Cantautore anch’io: canzone per Tiziano Ferro

Dovrei avere pochi problemi a scrivere una canzone per Tizzi, penso di aver capito il metodo con cui le scrive lui: pensa alla cosa più triste della sua vita, poi prova ad immaginare il suicidio, infine parla allo specchio col suo doppio registrandosi.
Dorme un po’, poi si sveglia, riascolta la registrazione e la condisce con un po’ di accordi.
Ed ecco fatto.
Caro Tizzi, anche io ho scritto una canzone per te, rispettando il tuo stile ovviamente.
AVVERTENZA: questa canzone va letta pensando al volto di Tizzi che ride e poi piange e poi s’incazza ogni 2 secondi, va letta velocemente, e le parole in rosso rappresentano la seconda voce che si accavalla alla voce principale; in sottofondo c’è un pianoforte che suona lentamente ed una batteria tecno impazzita che scandisce un qualunque tempo a caso che cambia ogni quattro battiti.

-
Titolo: la morte dentro ad ogni età

Io mi sveglio e sono morto
Poi mi guardo e penso a te - che sei lontana e ridi
poi ti guardo e penso a noi - che non siamo ormai più vivi
quella ruga sul mio viso
io mi dico voglio uscire
io mi dico - ah ah ah ah
tutto questo prima o poi
dovrà finire – anche se il cielo è ancora nero
tutto questo siamo noi
e sto per impazzire – anche il profumo tuo è più vero

io mi dico anche se
tu sei libera di amare – e di tornare
che la gente si dimentica – e poi rimastica
questa voglia di retorica
voglio ridere con te
che l’amore più ci penso
e più ricordo – e tu tornavi
scusa se non ci capisco niente
è che sono sai è l’emozione – e poi sono deficiente
questo cielo è sempre nero
come la morte dentro ad ogni età
ma poi mi pento e penso a te – che sei lontana e ridi ah ah ah ah
ed io mi uccido ad ogni tuo sorriso
sul tuo viso – già deciso
e che sei libera di amare – e di tornare
voglio ridere con te
ma ridendo torno a piangere
e piangendo torno a vivere – e vivendo
io sono morto - ah ah ah ah
ad ogni tuo sorriso – sono morto
davanti al tuo bel viso – sono morto
anche se ti amo - io ti amo

sì ti amo - non ti amo
io ti amo - non mi ami
forse t'amo - sei lontana

non ti amo - e ridi ah ah ah ah

t'amo ancora!

Cantautore anch'io: canzone per Zucchero

Questa nuova rubrica nasce dalla oramai celebre “canzoni strampalate”, più che altro perché mi sono imbattuto nei testi di Zucchero, e per ragioni di spazio non potevo trascrivere le sue canzoni più assurde.
Cioè tutte.
Allora, pensandoci un attimo, ho deciso di scrivere io una canzone per lui, rimanendo assolutamente fedele al suo stile, che consiste nel dire parole a caso, e penso che lo farò anche con altri cantanti.
Lo schema dei pezzi di Zucchero è sempre lo stesso: strofa, strofa, ritornello implicito, ritornello, strofa, strofa, ritornello implicito, ritornello, conclusione...
Visto che Zucchero scrive a casaccio mischiando sapientemente l'italiano che non sa e l'inglese del sussidiario, su melodie copiate da altri o da se stesso (ma quanto sono cattivo oggi?), anche io ho scritto un testo per lui, e ve lo faccio leggere.
-
Titolo: Come al sereno andai d’una sedia

STR. come io andai verso il mare
mare che se, come l’inverno
come tu sei la mia casa
gelido e caldo il mio perno

STR. la mia cometa là in mezzo
i’m leaving to you
ricordi c’ero da un pezzo
i will return to me

RIT. IMPL. nuvole immense, coming baby from here
bricciole intere, coming woman from here

RIT. (2 volte) I see your love
Il cuore m’hai preso
I ‘m waiting your move
Perché la sedia ho già appeso.

STR. come la sedia che resta
Resta che se, come quel perno,
come tu sei la mia festa
caldo e furioso il mio inverno

STR. la mia cometa in cucina
i’m asking to you
ricordi d’una bambina
she answers to me

RIT. IMPL. nuvole immense, coming baby from here
bricciole intere, coming woman from here

RIT. (2 volte) I see your love
Il cuore m’hai preso
I ‘m waiting your move
Perché la sedia ho già appeso.

CONCL. Guarda c’è il treno,
guarda il suo freno
tempo che tedia,
ed ecco la sedia!

Operazione "cena di Natale" perfettamente riuscita

Sabato sera, come preannunciato, come regalo ai miei amici ho messo su un’esibizione da paura.. ma paura nel senso che ero mezzo brillo ed ho tirato delle stecche clamorose ahahah
Ho interpretato (con tanto di chitarra) “Lo shampo” e “Le elezioni” di G. Gaber, legandole ad un filo logico tutto mio, sulla giornata immaginaria di un uomo..
-
Eh, che roba!
-
Dopo mille prove e registrazioni, mi ero assicurato di due cose fondamentali:
1. Aver imparato il testo a memoria;
2. Essere intonato.
Ma, come sa bene chi mi conosce almeno un pochetto, la mia memoria è affidabile come un operatore call-center della Telecom (quelli che se li chiami 25 volte ti danno 25 risposte diverse alla tua stessa identica domanda), quindi diciamo che ho un po’.. ecco.. “improvvisato”.
Del resto, un buon attore è uno che sa “recitare a braccio” ed io, con del buon vino davanti, sono praticamente un professionista nel “dire cazzate” a braccio.
Sull'intonazione caliamo un copriletto matrimoniale pietosissimo... (perdonami signor G.!)
-
È stato divertente, però, anche perché subito dopo la mia penosa improvvisazione, applaudita con incredibile foga dai miei poveri commensali, ho suonicchiato dell’altro, e forse ho recuperato punti.
-
Una serata dal bilancio assolutamente positivo, e ci siamo divertiti senza ricorrere alla temibilissima tradizione dello scambio dei regali.
La cosa più divertente è stata vincere circa 10 € ad un gioco di carte di cui non conoscevo nemmeno le regole... perché è così che funziona: più pensi di essere bravo ad un gioco, più perderai soldi in quel gioco a vantaggio di un perfetto novellino.
Se mi chiedono di giocare a Poker, dico “no grazie”, perché so che perderò davanti a uno che con quattro assi in mano pensa di avere degli ottimi carichi per la briscola. È una regola fondamentale, come le leggi della fisica o della chimica:
il più pirla vince.
E sabato ho vinto io.

sabato 20 dicembre 2008

Povero signor G!

Questa sera ad una cena fra colleghi, esordisco con: "se c'è una chitarra in questo posto, vi faccio sentire un pezzo di Gaber".
Una mia collega, laureata della mia età, sgrana gli occhi, mi guarda e mi dice:
-
M..A....C..H..I....E'....
G..I..O..R..G..I..O....G..A..B..E..R.?
-
Lì per lì mi sono alzato, ho fatto la mia sceneggiata: fermo la cameriera e le dico: sai chi è Giorgio Gaber? E quella: certo so tutto di lui, è il mio cantante preferito!
Torna il ragazzo della mia collega e gli faccio: tu sai chi è Giorgio Gaber?
E lui: mmm, sì, certo, ha cantato "Porta romana bella, Porta romana.."..

A questo punto, umiliata, la mia collega s'incazza e dice "e vabbè, vuoi crocefiggermi?".
No, collega, non ti crocefiggo, ma ti dedico questo pezzo del signor G, perchè sembra scritto per te, che parli solo di fiction, reality show, vestiti e gioielli.


venerdì 19 dicembre 2008

Miele perverso

Il miele.
Dolce essenza, inebriante.
Denso e dolcissimo, che scende lentamente sulle mie labbra mentre lo assaggio.
Miele mille usi.
Uno di questi è nutrirsi, un altro è dolcificare.
Il miglior uso che se ne può fare, però, è...
..........
...........................
Quale che sia l’immagine che la tua mente ti sta suggerendo,
ìo eviterò di trascrivere la mia in parole,
perché è molto meglio farlo di persona.

mercoledì 17 dicembre 2008

Brani sconvolgenti n°15, Canzone per l'estate (F. De Andrè)

Con tua moglie che lavava i piatti in cucina e non capiva
con tua figlia che provava il suo vestito nuovo e sorrideva
con la radio che ronzava
per il mondo cose strane
e il respiro del tuo cane che dormiva.
Coi tuoi santi sempre pronti a benedire i tuoi sforzi per il pane
con il tuo bambino biondo a cui hai dato una pistola per Natale
che sembra vera,
con il letto in cui tua moglie
non ti ha mai saputo dare
e gli occhiali che tra un po' dovrai cambiare.
Com'è che non riesci più a volare
com'è che non riesci più a volare
com'è che non riesci più a volare
com'è che non riesci più a volare
Con le tue finestre aperte sulla strada e gli occhi chiusi sulla gente
con la tua tranquillità, lucidità, soddisfazione permanente
la tua coda di ricambio
le tue nuvole in affitto
le tue rondini di guardia sopra il tetto.
Con il tuo francescanesimo a puntate e la tua dolce consistenza
col tuo ossigeno purgato e le tue onde regolate in una stanza
col permesso di trasmettere e il divieto di parlare
e ogni giorno un altro giorno da contare.
Com'è che non riesci più a volare
com'è che non riesci più a volare
com'è che non riesci più a volare
com'è che non riesci più a volare
Con i tuoi entusiasmi lenti precisati da ricordi stagionali
e una bella addormentata che si sveglia a tutto quel che le regali
con il tuo collezionismo di parole complicate
la tua ultima canzone per l'estate.
Con le tue mani di carta per avvolgere altre mani normali
Con l'idiota in giardino ad isolare le tue rose migliori
col tuo freddo di montagna
e il divieto di sudare
e più niente per poterti vergognare.
Com'è che non riesci più a volare
com'è che non riesci più a volare
com'è che non riesci più a volare
com'è che non riesci più a volare


aaaarrrgggghhhhhhh

..ma siete proprio delle scimmie!!!
(questa la capisce solo chi...deve capirla!)

Canzoni strampalate, atto III (Balla, Umberto Balsamo)

Questa canzone è fra le più assurde del panorama musicale italiano... vediamo che dice..
--
"vorrei sembrare per te un bambino
e camminare con te per mano
vorrei sedere dietro quel banco
e tu maestra mi parlerai
insegna pure come si deve
come si deve una donna amare.."
parte già male, un po’ maniaco, un po’ perverso, un po’ mammone. L’immagine di Umberto Balsamo coi baffi, il grembiule e il sussidiario che ascolta la maestra mi fa morire!
-
"..regina tu comanda pure
c'e' gia' la musica per sognare.."
qua è fetish, lo immagino per terra mentre lei gli schiaccia i maroni con un tacco
-
"..sciolgo le trecce e i cavalli corrono
e le tue gambe eleganti
ballano.."
Ora, qualcuno mi spiega che mazza c’entrano i cavalli??????????
-
"..balla per me balla balla balla
tutta la notte sei bella
non ti fermare ma balla
fino a che
non finiranno le stelle
l'alba dissolve al tramonto
io non completo il mio canto
e canto te"
cioè vuole cantare ‘sta litania fino all’alba.. se non lo uccide prima qualcuno. Magari i cavalli che intanto stanno girando a zonzo imbizzarriti per la discoteca.
-
"....l'acqua si beve per dissetare
io che ti guardo muoio per te.."
quest’ultima frase vuol dire che lei non glie la da mai?
-
"..nella tua pelle migliaia di stelle
lo spazio cosmico e ancor di piu'.."
ah certo, ora i brufoli e i nei si chiamano stelle. E lo spazio cosmico è il vuoto che hai nel cervello. (e il triangolo delle bermuda? Potevi metterlo parlando della "cosina", è carina l’immagine di te che ci infili il pisello e poi sparisce).
-
"..dammi la vita dammi l'amore
riprova ancora e non ti fermare.."
la vita, l’amore.. ma non è che, per puro caso, le sta chiedendo di muoversi più veloce per fargli venire l’orgasmo? Ooooooops, ho rovinato la magia?
-
"..sciolgo le trecce e i cavalli corrono
e le tue gambe eleganti
ballano
balla per me balla balla balla
tutta la notte sei bella
non ti fermare ma balla
fino a che
non finiranno le stelle
l'alba dissolve al tramonto
io non completo il mio canto
e canto te.."
ripete questo ritornello per una decina di volte. Secondo me serve per ipnotizzare la donna: tu dici sta roba per cinquanta volte, e lei non solo te la da, ma in più libera dei cavalli che girano come scemi in una discoteca per tutta la notte. A che servono? A niente, ma di certo devono fare molta impressione.
Questo sì che è amore.

L’ amore, l’amore. Brutta bestia l’amore.

Che sia estivo, o d'inverno gelido
clandestino,
aperto al mondo intero,
saggio o del tutto folle.
Improvviso,
come una freccia scoccata di nascosto,
terribile
come una cascata minacciosa.
Sensuale e proibito,
che ruba il lume della ragione,
che rapisce,
che ti stringe in una morsa
dalla quale non riesci a liberarti.
Tenero, delicato,
anche un po' infantile.
Che sia di coccole e carezze delicate.
Urlato o silenzioso.
Fatto di abbracci, di distacchi,
di unioni spasmodiche e morsi cannibali,
di ricordi e lettere.
Ah, l'amore, l'amore!

D’zzia Roberto (lunedi 14 Gennaio 2008, ore 15.19)

Ilaria: un post intero ti va bene ?

Ilaria è una ragazza proprio in gamba. È riuscita, dopo tanto tempo, a prendere la sua vita in mano, ed è stata capace di risparmiare ciò che possedeva per garantirsi la stabilità.
Certo non come me, che in passato ho consumato tutto quello che avevo.
Ilaria è fragile, a volte, ma le sue lacrime non devono essere fraintese: in realtà è molto più forte di quanto lei stessa crede.
Questo mondo è come un vento che spazza via tutto, e per restare piantato al suolo ti ci devi attaccare con le unghie e coi denti; l’alternativa, è volare via, in un turbine di passione ed autodistruzione.
Come Paolo e Francesca.
Ilaria è buona, conosce il vero significato della parola “carità”, ma questo non fa di lei una sprovveduta; forse, nella sua vita si è fidata di persone sbagliate, a volte, ma la fiducia è un valore altissimo, e non è colpa sua se nel mondo girano un sacco di bastardi.
Ilaria mi ha ospitato per ben due anni nella sua bellissima mansarda. Anche se ho saldato il debito economico con lei, non potrò mai veramente ripagarla per quello che ha fatto.
Quelli sono stati anni da dimenticare per me, ero passivo, inerte come un sasso, lavoravo poco e nulla, ma Ilaria è sempre stata buona con me, nel limite della pazienza ovviamente...
Così, da bruco che ero (qualcuno direbbe “verme”), pian piano sono diventato farfalla, ma se non avessi avuto un luogo caldo dove ripararmi, sarei semplicemente morto.
In parole povere, a Ilaria devo la vita.
Ilaria sa ridere e non si tira indietro davanti ad un bicchiere di vino (per non parlare della grappa al bambù...); è un po’ timida (altro valore altissimo), ma non è frenata da strani tabù moralistici.
Ilaria è un’amica, abita lontano adesso, ma non importa: ovunque sia, le giungerà sempre la mia gratitudine per quei due anni e per l’aiuto di anni prima..
Ilaria sta per diventare un’ausiliaria del traffico, ma conoscendola, sarà l’ausiliara più buona del lago d’Iseo : )))

Ilaria: ora che t’ho dedicato un post intero posso parcheggiare liberamente dalle tue parti?

mi sorge un dubbio

...ma perchè il mio blog ultimamente è visitato solo da donne?
Mica mi spiace, sia chiaro.. ma come mai gli uomini non mi scrivono?

Mah!

martedì 16 dicembre 2008

Dizionario emozionale maschile e femminile

Parte 1: il significato delle parole secondo la donna

Ti amo = vorrei che tu fossi il padre dei miei figli
Ho preso una cotta per te = sei sexy
Sei carino = preferivo il tuo amico
Facciamo l’amore = vorrei che tu fossi il padre dei miei figli
Facciamo sesso = te la do pensando al mio ex
Mi fai felice = ora non puoi più tirarti indietro
Ho la casa libera = se ti svegli sarò tua sta sera
Non ho la casa libera = sei divertente, ma non te la darò mai
Sono gelosa di te = dove lo trovo un altro più scemo?
Facciamo le vacanze insieme? = vorrei che tu fossi il padre dei miei figli
Sei un vero uomo = sei un bambino di 5 anni
Sei allegro = dovresti essere più serio
Sei serio = dovresti essere più allegro
Sei misterioso = mi fai venire il nervoso, non ti lasci mai andare azz!
Mi stressi = il mio amante almeno è bravo a letto.

Parte2: il significato delle parole secondo l’uomo

Ti amo = vorrei essere tuo figlio
Ho preso una cotta per te = vorrei fare sesso a vita con te
Sei carina = ‘sta sera mi basto da solo
Facciamo l’amore = dovevo dire "sesso" ? Boh non l’ho mai capito
Facciamo sesso = dovevo dire "l’amore" ?
Mi fai felice = ho trovato la scema
Ho la casa libera = sono single e indipendente quindi non rompere
Non ho la casa libera = non voglio legami affettivi
Sono geloso di te = dove la trovo un’altra così gnocca che me la da tutte le volte?
Facciamo le vacanze insieme? = tanto a questo punto mi hai incastrato
Sei una vera donna = sei una rompiballe
Sei allegra = sei brutta
Sei seria = facciamo un po’ di sesso che ti sciolgo io
Sei misteriosa = te la tiri troppo
Mi stressi = la mia amante almeno è brava a letto.

I miei ragazzi sotto esame: tutto finito!

Bravi, bravissimi !!!
Sono stati grandi e, come previsto, il sorriso è tornato sul loro volto.
Dopo pranziamo insieme.
-
ecco cosa voglio fare nella mia vita!

I miei ragazzi sotto esame..

Oggi, il gruppo di cui sono stato docente di comunicazione per ben 90 ore, è sotto esame. Una rappresentante della provincia di Cremona è venuta per ufficializzare il tutto, perché questi corsi sono stati patrocinati appunto dalla provincia.
Mi fanno una tenerezza infinita, sono arrivati zitti zitti, chiusi nelle loro giacche, molto impauriti e tesi; di solito arrivano scherzando, parlando ad alta voce, salutando con larghi sorrisi..
Loro sono un gruppo veramente eterogeneo, sia per età, sia per storie e difficoltà personali; sono stati degli allievi perfetti, per quanto riguarda il mio corso, molto reattivi e propositivi, ed ognuno di loro, lo so, ha superato di molto i propri limiti relazionali.
Una bella soddisfazione.
Credo di aver instaurato con loro un rapporto assolutamente aperto, anche perché per insegnare “fondamenti di comunicazione” un relatore chiuso sarebbe stato decisamente poco adeguato.
Con loro mi sono messo in gioco anche io, e sono cambiato in questi mesi grazie alle loro critiche o reazioni.
Ho cambiato più volte il mio metodo nell’arco del tempo, e la cosa che mi ha molto colpito, è che loro non solo l’hanno percepito, ma sono pure venuti a ringraziarmi per questo : “abbiamo visto che sei cambiato, volevo ringraziarti anche a nome degli altri perché ci hai fatto sentire a nostro agio”.
Ora sono nell’ufficio accanto al mio, a fare l’esame.
Spero con tutto il cuore che l’agitazione non giochi loro brutti scherzi, ma soprattutto che questo corso li aiuti un po’ nella loro vita, che per tutti loro è piuttosto complicata.
Il corso comprendeva altre materie, insegnate da altri miei colleghi, eppure io li sento i "miei ragazzi".
Questa esperienza è fra le più costruttive della mia vita.

lunedì 15 dicembre 2008

L'altalena

Sù e giù.
Il mio cuore è allenato a sforzi a dir poco atletici, e cambi d'umore temporaleschi.
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Sono stato l'uomo virile per te, il malandrino sicuro di sè, il seduttore inarrestabile.
Ora, solo qualche ora dopo, sono il trentenne solo, non ho voglia di sistemare niente e mi sento svuotato.
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Generalmente, in questi casi, uno aspetta banalmente "la volta dopo".
Nel mio caso, mi sento ancora più svuotato dal fatto che la volta dopo è lontana nell'orizzonte, molto lontana.

La censura non è il mio forte..

L’altro ieri ho censurato un comento di J. al post “il tabù del sesso”, dopodiché ho impostato la moderazione ai commenti, che fra poco tolgo.
Ho commesso un errore, ma l’ho fatto perché ho sentito violare la mia privacy.
Il commento, più o meno, era: "parole parole parole, solo belle parole, vero roberto?". Vado a memoria, ma il testo doveva essere questo.
Lo rimetto perchè la censura è una brutta cosa.
Chiedo, però, a tutti quelli che mi conoscono personalmente, di evitare di usare il mio blog per divulgare informazioni personali su di me, sia nel bene che nel male. Questo perché ognuno decide liberamente quanto condividere con il mondo pubblicando un post, e quanto tenersi per sé; mi sembra piuttosto umana come condizione..
...io conosco aspetti personali di blogger che mi seguono di cui mai parlerei, per rispetto.
Vi chiedo solo di ricambiare la mia discrezione.

venerdì 12 dicembre 2008

Il tabù del sesso.

Avete mai desiderato sessualmente un vostro amico o una vostra amica?
Avete mai pensato, dopo aver visto o sentito una persona che avete appena conosciuto: “con questo/a ci farei le cose più porche che la mia fantasia più remota possa immaginare” ?
No?
Vi dico io il perché: il sesso è un tabù.
Esattamente come l’odio, l’amore, la morte, la libertà.

Ma sì, lo sappiamo tutti che ci castriamo continuamente, mascherando la nostra autopunizione per un non meglio precisato valore etico e morale, o per una oramai raggiunta "pace dei sensi".
--
“Io non ho bisogno del sesso”, dice l’intellettuale, e mentre piscia si guarda costantemente là sotto, tremando nella paura che il suo organo genitale cominci a gonfiarsi, fino a quel preciso punto in cui sarebbe praticamente costretto ad abbandonarsi all’autoerotismo più scellerato.
--
“Il sesso è peccato”, dice il puritano di mille religioni, mentre una smorfia incontrollata tradisce il suo volto: è un sopracciglio che si alza con fare interrogativo, perché il puritano stesso sotto sotto si sta facendo la domanda più ovvia... “pensandoci bene... ma chi cavolo l’ha detto che il sesso è peccato?”.
--
“Il sesso serve solo per procreare”, dice il convinto integralista ortodosso, senza badare ai terribili scompensi emozionali che provoca l’astinenza forzata. Mi spiego, l’astinenza totale dal sesso e dalle relazioni amorose, è una scelta coraggiosa e da rispettare, che probabilmente porta davvero ad un rafforzamento dell’anima, ma l’astinenza quando sei innamorato... e quando si finisce a dormire insieme, notte dopo notte, e quando ci si vede nudi, e quando ci si sfiora, e quando scatta una certa chimica.. beh questo tipo di astinenza è proprio una cazzata!
--
“Il sesso è sporco” dicono alcuni. Io rispondo: l’anima di un uomo è sporca quando fa del sesso uno strumento d’offesa e umiliazione nei confronti della donna; l’anima di una donna è sporca quando fa del sesso uno strumento di potere o di vendetta. Il sesso, però, è pulito, limpido, forte, completo. Un momento di apertura totale all’altro ma soprattutto a sé stessi. Incredibile di come ci stupiamo di noi stessi, quando siamo davvero aperti al sesso, perché solo in quei momenti ci rendiamo conto, a meno che non siamo abituati ad ascoltarci, di cosa ci piace davvero fare e ricevere...
--
Fare e ricevere.
Perché il sesso è reciproco, e mai a senso unico.
Perché il sesso ci rende bestie affannate, ma col vantaggio di essere più perversi delle bestie vere e quindi con la voglia di vedere l’altro che gode.
Ma perché a tavola, coi colleghi, non si può parlare di sesso? Ve lo siete mai chiesti?
Per offendere la sensibilità altrui?
Ho una collega che tutti i giorni dice che è ricca e il suo problema è che è stufa di ricevere anelli da 20 mila euro dal marito... e secondo voi non offende la mia sensibilità?
--
Perché due che si desiderano ardentemente passano ore e giorni a mandarsi messaggini superficiali, quando il vero messaggio che vorrebbero scrivere è “quanto vorrei scoparti in questo momento”?
Perché le scene di sesso nei films vengono tagliate, che senso ha la censura? Nessuna. Anziché nascondere al bambino una scena di sesso, non sarebbe meglio fargliela vedere e spiegargliela pure?
No signori.
Ci tengono nascosto il sesso, fino alle nostre prime, disastrose esperienze “sul campo”. Esperienze che, se disastrose, finiscono col rovinarci l’autostima a vita, e ci lasciano tracce così profonde, che pochi potrebbero colmare.
E poi.. nascondiamo anche queste ferite per paura di allontanare il nuovo partner... per paura di fare brutta figura... e si creano nuovi disastri “sul campo”, per continuare così, in un vortice di censura e frustrazione a vita.
--
Sarebbe così bello parlarsi chiaro.
“io non ho mai fatto sesso”, “io ce l’ho un po’ piccolo”, “io non riesco a bagnarmi”, “a me piace il rapporto anale”, “mi dici sottovoce che sono una porca?”, “io vorrei guardarti mentre ti masturbi”, “io vorrei fare l’amore al buio, perché mi vergogno della mia pancetta”, “non prendermi dietro...mi piacerebbe, però poi mi vedi tutto il sedere e siccome ce l’ho grosso mi vergogno..se proprio vuoi però spegni la luce”...
--
Allora, vogliamo guardarci dentro una volta per tutte, o continueremo a fare sesso al buio?

Brani sconvolgenti n°14: La leggerezza (Giorgio Gaber)

Hop, hop, hop
com’è misteriosa la leggerezza
hop, hop, hop
è una strana cosa, è una carezza
che non vuoi
hop, hop, hop
butta via il dolore, la pesantezza
hop, hop, hop
cerca di inventare la tua leggerezza
e volerai.
-
Anche per oggi non si vola
una folla enorme che mi tira per le braccia
che mi frena, una folla che mi schiaccia
con tanti parenti abbarbicati, amori attaccati
e tanti problemi e tante zie sempre malate
che risate!
Questo pacco di coscienza come lo sento,
mi dedico a tutti con la mia riconoscenza
io li abbraccio e mi sgomento
c’ho anche un cane come son contento
no, no, no!
-
Hop, hop, hop
com’è misteriosa la leggerezza
hop, hop, hop
è una strana cosa, è una carezza
che non vuoi mai.
Prova a sollevarti dal suolo
almeno di due dita
non aver paura del volo
leggero come…
Hop, hop, hop
butta via il dolore, la pesantezza
hop, hop, hop
cerca di inventare la tua leggerezza
e volerai.
-
Anche per oggi non si vola
una cassa enorme che mi porto sulla schiena
che mi schiaccia, un cassa tutta piena di libri
e di oggetti accatastati, di libri ingialliti, di carta stampata
c’ho una cassa sulle spalle..
che palle!
Questo pacco di coscienza
com’è ingombrante, c’è proprio tutto
dalla logica alla scienza
da Marcuse fino a Dante
c’è anche Fellini,
com’è pesante…
no, no, no.
-
Hop, hop, hop
com’è misteriosa la leggerezza
hop, hop, hop
è una strana cosa, è una carezza
che non vuoi
hop, hop, hop
butta via il dolore, la pesantezza
hop, hop, hop
cerca di inventare la tua leggerezza
e volerai.

giovedì 11 dicembre 2008

I conti tornano? No, sono in Jamaica

Il mese che va dal 12 novembre al 11 dicembre (oggi), ho guadagnato € 1074,00 ed ho speso, fra cibo e bollette e tre sole uscite, € 1044,18, cioè ho lavorato un mese intero per € 29,82.
.
€ 29,82...
..
...MA SONO MOLTO OTTIMISTA, A CONTI FATTI IL MESE PROSSIMO DOVREI RIUSCIRE A GUADAGNARE ADDIRITTURA 35 EURO !

Curriculum vitae, cacciavite e bullone.

Nome: Roberto
Cognome: D’Izzia
Età: quella giusta per il sesso migliore
Città: non importa, tanto ne cambio una ogni sei mesi
Titolo di studio: maturità conseguita in “assaggiatore di carbonara”
Lingue conosciute: italiano, siciliano, un po’ di genovese, napoletano. Ah, tedesco, olandese e svedese, ma queste le conosco solo in pratica.. cioè.. ecco..
Corsi frequentati: corso di “suonatore professionale di zucchine abruzzesi”, corso di “dialogo irrazionale” (sono uscito con il massimo dei voti), corso di “approccio spudorato a donne single dove si balla il latino americano”, corso di “fruitore disinvolto di seghe mentali altrui”, corso di “imprecazioni cirilliche per eiaculazioni non interrotte al momento giusto”, corso di ”elaboratore professionale di bugie buone e meno buone”, corso di “comunicazione con ragni, mosche ed ulteriori insetti che girano per casa” e poi... basta. Ah no, ho appena concluso anche il corso di “ricercatore professionale di storie amorose incasinate”.
Conoscenze informatiche: “super mario bros”, “street fighter II” , “pac-man”, “bubble buble” e il mitico “wonder boy”.
Attitudini: mi piace stare a letto a perdere giornate intere, mangiare spropositatamente a qualsiasi ora, guardare lo stesso dvd due volte di fila senza pausa, fare sesso fino allo sfinimento dei muscoli dell’addome, camminare sotto la pioggia, camminare sotto il sole, camminare sulla neve, ma più di tutto stare a letto. Ah l’ho già scritto?
Esperienze lavorative: facchino dell’hotel c. p. di san donato milanese, dove vedevo lo schifo che la gente lascia in camera dopo essere stata con gli/le amanti; schiavo della ditta di trasporti MIT, dove scaricavo camion per 12 ore senza pausa, e in più alla fine del turno mi vestivo da sbirulino e davanti all’ingresso cantavo “compramii, io sono in venditaa, e non mi crederee irraggiungibileee”; braciere per un ristorante a milano, dove per la maggior parte del tempo aprivo sacchi di carne entrècote pieni di sangue, e li ripulivo, strappando con le mani tutti i nervi ed il grasso; agente immobiliare per la Gabetti op.imm., che dopo tutte le mie maledizioni finalmente è fallita; impiegato sottomesso per la società L.R. dove lavoravo accompagnato sempre dalla voce di Paolo Villaggio in sottofondo che diceva “ecco l’impiegato d’izzia, sommerso da una montagna mostruosa di fatture, che saluta umilmente il temibilissimo megacapo lup.mann.gran figl. Di putt. Ingegner Romagnoli".
Operatore jolly presso ristorante Mc Donald's dove ho capito cosa vuol dire non potersi staccare dal turno e pisciarsi addosso mentre si lavora;
Ah, ho fatto anche lo schiavo di mio fratello come operaio nei cantieri dove avevo gli stessi diritti degli ebrei sottomessi dagli egiziani. Aspettavo da un giorno all’altro mosè che mi liberasse, ma ho fatto in tempo prima a volare dal primo piano, poi però è sceso direttamente Dio, data la bestemmia particolarmente variopinta che avevo tirato fuori in quell’occasione.
Hobby: allevo ragni nello spazio fra i vetri delle finestre e le persiane esterne (e li chiamo tutti Jack), bevo una pinta di birra al mese ma poi mi faccio fermare dai carabinieri proprio quella volta, mi piace perdere i pullman sempre allo stesso modo: arrivo in anticipo alla fermata, decido di bere un caffè al bar, e torno alla fermata quando si vede già il mio pullman all’orizzonte.. che è appena passato.. , colleziono spaventose figure di merda con le ragazze, ma lo faccio solo perchè dopo un paio di anni le uso per far ridere la compagnia.
Che lavoro vorresti trovare?
Fondamentalmente non vorrei fare niente tutto il giorno, e ricevere lo stesso una busta paga da 1200 €/mese.
Un altro lavoro che vorrei fare è l’attore porno. Come controfigura di un sex toy.
--
SONO ASSUNTO???

mercoledì 10 dicembre 2008

sagge parole?

Per ogni cosa c`è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
--
Visto,
anche io leggo l'antico testamento, e lo trovo piuttosto illuminante, a volte.

Il tabù dell'odio

Avete mai augurato la morte a qualcuno?
Avete mai pensato, dopo aver visto o sentito una persona, "ma perchè non gli si ferma il cuore e se ne va all'altro mondo?".
No?
Vi dico io il perchè: l'odio è un tabù.
Esattamente come l'amore, il sesso, la morte, la libertà.

Guardare qualcuno negli occhi, e sperare di non vederlo più, mai più.
Ricevere una telefonata tutte le sere, dalla madre che non è più madre, ma solo croce.
Ricevere una telefonata ogni cinque o sei mesi, da un padre che non è più padre, e non è più niente.
Sentirli, e chiedersi “perché sono ancora vivi? Qual è il loro scopo, farmi del male? Per quanto tempo ancora? Ma perché non si calano giù un tubetto di pastiglie e mi lasciano in pace definitivamente?”.
Cosa comica, dopo anni e anni, pare che comincino a sentirsi. Unico argomento: Robertino.
Poi chiamano me. L’uno odia l’altra. Entrambi scaricano su me.
Questa scena l’ho vissuta giù 13 anni fa, è una specie di incubo.

No, amico, non è rabbia la mia, non è scrivere nervosamente.
Io prego ogni giorno che cessino di esistere, loro e gli altri due, i fratelli/fantasma, lo faccio sul serio, e me ne sbatto se l’odio è un tabù.
Preferisco piangere sulle loro tombe, che piangere sulla tastiera di un pc.

E tu giudicami come vuoi,
tanto provo da anni la cosa che ho appena scritto.