mercoledì 29 dicembre 2010

L’effimera luce della passione

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..ed io ascoltavo le canzoni di Rino, mentre tu mi guardavi con quell'aria tipica di chi s'è appena smarrito nel mare delle emozioni.
Emozioni giovani e fresche, e soprattutto genuine.
L'inizio era così, tutto luminoso.
E tu, come falena incosciente finisti col rimanere attratta dalla luce del sole che, per te, io ero.
Quando la luce è troppo forte e la fiamma brucia con soverchio ardore, però, non c’è luce che possa illuminare l’inevitabile buio della fine d’ogni passione.
È così che ti bruciasti, ed è così che mi spensi, qualche tempo dopo.

Roberto D'Izzia (29/12/2010, ore 01.30)
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lunedì 27 dicembre 2010

Generazione Facebook: la lingua italiana

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- Senti, sei già carina abbastanza... perché quest’anno con i soldi che hai messo da parte non ti paghi qualcosa di più importante della solita valigetta di trucchi? -

- Ehm.. ma kenneso, anche lanno skorso mi ai detto csì, ma io nn so ke komprare.. -

- Beh, per esempio, potresti pagarti un ciclo di ripetizioni di italiano. -

- Ripetizzioni ditagliano? Uff ke palleee, a me nn serve! -

- Sì, vero, ormai a te non servono più. Ti accompagno al negozio di trucchi? -
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venerdì 17 dicembre 2010

Odo

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Forse l'amore, forse l'odio,
forse la voglia di viaggiare e viaggiare,
forse il mare,
forse la vita,
forse quel soffio di quando non è ancora finita.

Roberto D'Izzia (17/12/2010, ore 02.01)
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giovedì 16 dicembre 2010

Classe '78

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La classe '78 è una generazione strana.
Nessuno parla di noi. Quando si parla di adulti, si pensa ai quarantenni, quando si parla di ragazzi si pensa ai ventenni.

Noi, che siamo stati la cerniera fra il vecchio ed il nuovo millennio.
Noi del ’78, che abbiamo visto cambiare il mondo in soli 10 anni, con l’avvento dei telefonini e di internet.
Noi, che non abbiamo vissuto il ’68 ne’ il boom economico degli anni ’80, ma che ci ritroviamo solo macerie di una società basata sul debito.

Noi che non veniamo considerati nelle statistiche, che non possiamo assumere ruoli di leaderhip perché troppo giovani, e non possiamo più fare stage e apprendistati perché troppo vecchi.
Noi del ’78, che abbiamo visto la caduta della cosiddetta prima repubblica, e che assistiamo basiti allo sfacelo della seconda.

Noi, che per telefonare si andava in cabina coi gettoni arrugginiti, e che crediamo ancora negli incontri reali, e non virtuali.

La mia generazione è strana, silenziosa, sbiadita.
Senza grandi miti, ed è per questo che ci aggrappiamo a quelli di generazioni passate.

Senza voce, perché nessuno ci rappresenta e nessuno ha mai gridato la nostra passione.
Noi, che guardiamo i cartoni animati del passato e ci si commuove, perché capiamo che oggi è tutto molto meno fantasioso e magico.

Noi del ’78, che abbiamo l’età giusta per sposarci, ma guardiamo con sgomento questo mondo e restiamo single.

Classe ’78, presente.
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L'era glaciale in casa Rò

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A casa mia c'è un principio di era glaciale.

I primi ad estinguersi saranno i miei cari ragnetti, poi quella cimice che si nasconde da settimane da qualche parte ma non so dov'è e che ogni tanto fa BZZ BZZ..
...ed infine io, che verrò ritrovato fra 20.000 anni, congelato nella posizione che assumo mentre cerco di lavare i piatti con l'acqua fredda.
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mercoledì 15 dicembre 2010

Ritrovare la fede?

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La ragazza del supermercato molto carina, molto in carne e molto sexy che in questo periodo natalizio cerca di vendermi una maxi confezione di caffè, travestita da babbo natale, risveglia qualcosa in me, ma non credo si tratti propriamente di "fede".
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lunedì 13 dicembre 2010

Carissimo Babbo Natale...

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Ho mandato una letterina a Babbo Natale, nella quale gli spiego ben bene cosa vorrei per il 25 Dicembre.

Lui mi ha già risposto via e-mail dicendo che non può aiutarmi perché l’ultima volta che ha esaudito un desiderio simile al mio, ha dovuto patteggiare una pena di due anni per incitamento alla prostituzione.
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domenica 12 dicembre 2010

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"E' venuto prima l'uovo o la gallina?"
"Ah non saprei. Però la gallina ha l'orgasmo facile, quindi sospetto sia stata lei.".
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lunedì 6 dicembre 2010

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Puoi impiegare anni e anni per coltivare un sentimento, curarlo, proteggerlo dalle intemperie del tuo stesso animo; puoi dare davvero il meglio di te perchè rimanga genuino e costante nel tempo.
Eppure, basta un solo secondo, un'azione spropositata, una parola in più, un gesto di troppo, per destabilizzare definitivamente l'intera struttura di quel sentimento.
Questo, probabilmente, ti rende umano.

Umano, fallibile.
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domenica 5 dicembre 2010

Strategie d'azienda, ed un piccolo consiglio utile per un colloquio di lavoro.


Quando leggete un annuncio di lavoro e non capite neanche la descrizione, è probabile che dietro tante parole complicate e definizioni anglofile ci sia la solita azienda incasinata senza una minima idea di mansionario, che ti fa fare 10.000 cose al costo di una e dove non esiste uno stralcio di procedura ufficiale.

Si tratta di quel genere di azienda che, per ricoprire la medesima posizione, attua una strategia ben precisa e, come avrete intuito, sto per illustrarvela...

La strategia consiste nel lasciare che i dipendenti più “anziani” svolgano un certo numero di mansioni in aggiunta alle proprie, fino a quando, periodicamente, questi non scoppino letteralmente, e comincino a dare segni di mal contento.
Questi segnali sono chiari: malattie, richieste di permessi, ferie infrasettimanali.

A questo punto, l’azienda decide di assumere un dipendente interinale, proprio come valvola di sfogo della pressione troppo alta che si è venuta a verificare in ufficio.
Questo interinale non riceverà un’adeguata formazione perché… è destinato a scoppiare lui stesso in pochi mesi, dato che a lui vengono assegnati innumerevoli compiti, col solo scopo di alleggerire gli altri.

Nel giro di 3 o 4 mesi il nuovo arrivato verrà lasciato a casa con una qualsiasi forma di scusa, oppure lui stesso presenterà le dimissioni.

E' il momento in cui i dirigenti spiegheranno ai soliti dipendenti anziani di cui sopra, i pilastri portanti dell’azienda, che per il momento non ci sono soldi per assumere qualcun altro, quindi dovranno riprendere a fare il lavoro doppio per un po’.

E con questa fase si chiude il cerchio, perché da questo momento in poi si riparte esattamente dall’inizio.

A cosa serve tutto questo? Semplice da capire.
Serve ad ottenere lo stesso risultato che si avrebbe assumendo una persona nuova in via definitiva che, però, comporterebbe una spesa annuale fissa in più; in questo modo, nell’arco di un anno, verrà assegnata una busta paga in più (ovviamente inferiore alle altre) solo per 8 o massimo 10 mesi, mentre per i restanti mesi... beh, ci sono sempre i pilastri portanti pronti a sacrificare le proprie pause pranzo, o i giorni di ferie, per portare avanti la baracca.

Alla luce di ciò, vi dò un consiglio, suggerito dalla mia VERA esperienza in Mc Dobnald’s (l’azienda più seria per la quale abbia lavorato): durante un colloquio di lavoro fate la seguente, semplicissima proposta alla simpatica persona che vi sta selezionando: “le va bene se ogni settimana mi firmate un documento in cui date un voto al mio impegno, per esempio da 1 a 10, così se alla fine del periodo di prova risulta che sono andato mediamente bene mi assumete definitivamente?”.

Le facce che faranno, ve lo assicuro, saranno davvero divertenti.

venerdì 3 dicembre 2010

Io Sono

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Ho cercato per anni.

Poi, un giorno, mi sono fermato a riflettere ed ho capito che, per logica, è piuttosto improbabile trovare una risposta senza conoscere la domanda.

E' come andare in un negozio e cercare un paio di pantaloni per una persona che non conosci, di cui non sai la taglia, i gusti e, soprattutto, senza neanche sapere se av...eva bisogno davvero di pantaloni oppure voleva un chilo di cachi.
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giovedì 2 dicembre 2010

Corso di pratiche orientali

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"Oguno di noi ha un'aura intorno, con una forma ben precisa. Dai, concentrati e dimmi: che forma ha la mia aura?"
"ehh... non saprei... non vorrei..."
"Tranquillo, apri il tuo cuore"
"Ochei: è un pene."
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Bicchiere mezzo pieno – il freddo

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Avere la caldaia rotta e, quindi, stare senza riscaldamento e acqua calda d’inverno è una seccatura, soprattutto quando in soggiorno fa così freddo che si condensa il vapore acqueo che esce dalla bocca.
Vero, però sarei scorretto se omettessi di ammettere l’esistenza di alcuni evidenti vantaggi…

  • Se dimentichi certi alimenti (tipo latte aperto o affettati) fuori dal frigo per un giorno, non succede nulla;
  • gli insetti come farfalline o cimici non fanno di tutto per entrare in casa tua, perché fa freddo come fuori;
  • hai un favoloso alibi in più per non lavare i piatti;
  • eviti la noia di sistemare per eventuali ospiti perché… non inviti nessuno - sai, a casa mia fa freddo…- ;
  • la zuppa si raffredda in brevissimo tempo, e puoi gustarla senza ustionarti la lingua;
  • ottima scusa per stare molte ore sotto le coperte;
  • lo sbalzo termico fra dentro e fuori casa si riduce pressoché a zero, quindi il tuo organismo si fortifica e non contrae i soliti malesseri stagionali tipo raffreddore o mal di gola;
  • risparmi parecchio sulla bolletta del gas (anche se spendi di più per la corrente, visto che ti tocca accendere la stufetta elettrica)
  • il pc non si surriscalda mai;
  • e per finire, se inviti una fanciulla in casa.. beh, l’unico posto caldo è la camera da anzi, per essere precisi, il letto…


ODIO

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Odio quando qualcuno invade a gamba tesa la mia privacy, soprattutto se è la stessa persona che ha contribuito alla distruzione della mia famiglia, e che mi ha lasciato in eredità una montagna di complessi di merda sulla vita di coppia..

Odio quando qualcuno mi tratta come un bambino di cinque anni, soprattutto quando è la persona di cui sopra.

Odio, odio, odio con tutto me stesso il fatto che le due situazioni appena descritte accadono TUTTI i giorni.

Odio, odio, odio con tutto me stesso l'idea che questo è solo l'inizio di un calvario che potrebbe durare ancora 30 anni, se non di più.

E che volete farci, sarò un bastardo senza cuore se odio mia madre.
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L'oroscopo di Rò - VERGINE


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Sabato sera andrai a cena a casa del tuo partner.
Ti convincerà a rimanere anche per la notte.

Domenica dovrai cambiare segno zodiacale.
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martedì 30 novembre 2010

..e il Cinema italiano se ne và.

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Ciao Maestro, se potessi parlare al tuo addio, guardando tutti i volti tristi e piagnucolosi, lo farei con queste parole:

Bene, miei duri, bando agli scoramenti..
FORA I PETTI, DRITTE L'ARMI, ALTE L'INSEGNE... BALDANZA!

BRANCA BRANCA BRANCA LEON LEON LEON !

lunedì 29 novembre 2010

domenica 28 novembre 2010

Nebbia, e diversità presunte.

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Lottate contro qualcosa.

Avete tutti un nemico su cui riversare la vostra rabbia, su cui scaricare la vostra vendetta personale, mascherata di grandi ideali.
Se c’è il razzista, c’è chi lotta contro il razzista; se c’è l’ateo, c’è chi lotta contro gli atei.
Se c’è il pensatore, a morte i pensatori; se c’è il semplice, cancelliamo i semplici.

Questa fottuta voglia di affermare la propria identità e distinguerla da quella degli altri, è l’unica vera causa delle diversità. Quando scompare la pretesa d’essere diversi, scompare la diversità, ma questo non lo capite e continuate a trincerarvi dietro le vostre bande di stoffa colorata.

Ed io, col mio sgomento, guardo tutta questa follia.

Siete capaci di odiare chi vi odia, e vi sfugge il senso generale del tutto.
Se poteste vedervi dall’alto, tirare una riga nera verso chi odiate ed una bianca verso coloro per cui riservate la vostra benevolenza… ditemi, di che colore sarebbe l'intera maglia della vostra emotività?

La mia era nera, lo ammetto, la mia era così nera che non vedevo più nulla.

La vostra smania d’appartenenza è così forte che trascina chiunque vi circondi, perché è questo il vostro gioco: o con me, o contro di me.
Non piangi davanti a foto di bambini africani col pancino tutto gonfio? Sei un idiota insensibile.
Non vuoi più aderire ad iniziative contro l’omofobia? Lo sapevamo che, in fondo, anche tu sei omofobo.
Hai smesso di amare la tua famiglia? Sei un cinico bastardo.

Sì, è così che fate.
Costruite perimetri perfetti, ma non vi limitate a metterci il vostro culo dentro, no, voi applicate i vostri progetti mentali alle vite altrui, e pretendete che il vostro metro di valutazione sia universalmente riconosciuto.
Per questo create associazioni d’appartenenza: per trovare chi ha perimetri che combaciano coi vostri, così non dovete faticare per vivere.

E, intanto, l’odio circola. Viaggia indisturbato come una leggera coltre di nebbia che rimane bassa, e che ormai avete smesso di notare, perché vi siete assuefatti.
Odiate e la cosa peggiore è che non ve ne rendete neanche più conto.

Io vi guardo, ma senza provare compassione; ho semplicemente smesso di turarmi il naso, ora sento fortissimo il puzzo di quella leggera nebbia, ed ho un gran bisogno di ossigeno puro.

La maglia dei miei rapporti emozionali si assottiglia e si dirada, e perde lentamente il suo colore, poiché non è odio ne’ amore ciò che mi lega all’essere umano; è il senso di appartenenza al tutto.
Sento ogni mio atomo, so con certezza che dall’universo giunge, e so con certezza che per voi è lo stesso.
Quando smetterete di pensarvi unici, capirete che è dal nucleo delle stelle che vengono gli atomi di cui siamo fatti.

Solo, è difficile farvelo capire, ed allora vi lascio crogiolare nella vostra nebbia di falsi ideali e lotte d’appartenenza.
Del resto, anche senza il mio noioso ed impudente punto di vista sull’inutilità dell’odio, state andando benissimo verso la vostra sicura meta.
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sabato 27 novembre 2010

Lezioni di fisica

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Provai a spiegarle che in natura ogni corpo attrae un altro corpo per via della sua massa, ma non mi credette e prese molto male l'idea della mia mano sul suo sedere.
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L'AnTIfeStA Ua Ua Uao: operazione riuscita!

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Ciao ragazzi, ieri sera abbiamo realizzato l’evento dal titolo “ehm..Leggiamoci Dentro…BAAHHH !! Si può fare un evento senza titolo?”, in cui abbiamo letto/recitato/improvvisato alcuni brani e monologhi a nostra scelta.

Personalmente ho portato parte dei brani (scritti da me, e alcuni già pubblicati qui) che proporrò nello spettacolo che sto intavolando con Marzia Vattai; lei, giovane e grintosa cantautrice (cantantessa, mi vien da dire), accompagnerà le mie parole con la SUA musica e, a giudicare da un primo esperimento di qualche giorno fa, il risultato sembrerebbe proprio forte…

Beh, ieri sera mi sono divertito parecchio, e mi ha fatto piacere ascoltare i brani letti dal mio amico Riky, che in alcuni casi ho accompagnato con la chitarra.

Tutto questo è arte allo stato puro.

L’arte è quella cosa che vive senza denaro e senza interessi, ma che pulsa dentro te e che sfonda il petto anche se cerchi di tenerla dentro.

L’arte è aria, per me.
Beh, non ho moltissimo da aggiungere, se non che ovviamente vi pubblicherò il video dei vari spettacoli che faremo.

Come vedete, il vostro Rò cade sempre in piedi :)))













martedì 23 novembre 2010

Nebulose cosmiche.

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E il tempo passa.
Mentre i contorni della mia vita si fanno sfocati, come quelli d’una nebulosa cosmica, grandi interrogativi si alternano a slanci d’umore e di passione, in una feroce altalena emozionale.
Sussulto al solo veder la sua foto, lascio cadere qualche goccia di rugiada, poi cambio pagina.
Cerco contatti umani dentro al centro commerciale, giusto il tempo di bere un semplice caffè, con l’ultimo euro che ho in tasca, e per questo mi accorgo che qualcosa và per il verso sbagliato.
È come se davanti al fiume che sono, trovassi una diga a sbarrare il mio salto verso il mare, e dietro gonfia il bacino d’acqua, e gonfia, e gonfia.
Non so che cosa scrivere, poche volte nella vita è stato così difficile tradurre in parole questi dieci mila pensieri.
Mi sono svegliato poco fa, intorno all’una, perché m’ero addormentato guardando splendidi documentari sull’universo. Mi fanno sognare, mi lasciano stupefatto ed ho sempre più voglia di veder coi miei occhi tutte quelle galassie fatte stelle, pianeti, buchi neri.
Tutto così grande.
E noi, così piccoli.
Un’amica mi dice di smettere di pensare a cose così grandi, ma di concentrarmi più sulla vita terrena.
Allora ritorno con la mente qua giù, e mi soffermo sulla mia vita attuale.
Ho capito, torno alle mie fantasie sull’universo.
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domenica 14 novembre 2010

venerdì 12 novembre 2010

Io so, e non potete prendermi per il culo.

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IO SO, NON PER SENTITO DIRE, MA PER ESPERIENZA DIRETTA, che un cittadino invalido che rimane senza lavoro non ha alcun sostegno immediato e progetto di inserimento lavorativo valido.

IO SO, NON PER SENTITO DIRE, MA PER ESPERIENZA DIRETTA, che un cittadino che viene dall'estero e lavora qui da anni, anche 12 ore al giorno, per ottenere il permesso di soggiorno deve pagare una tangente di 7 mila euro ad un caporale, e in più gli viene negato il permesso, quindi la prefettura lo ritiene clandestino.

IO SO, NON PER SENTITO DIRE, MA PER ESPERIENZA DIRETTA che l'assuzione riservata alle categorie protette viene utilizzata dai datori di lavoro, fra cui cooperative "sociali", solo per gli sgravi fiscali che si ottengono, ma del vero problema della persona assunta non si cura nessuno; se non va bene per il suo handicap, lo si lascia a casa, e se ne assume un altro. E così via.

IO SO, NON PER SENTITO DIRE, MA PER ESPERIENZA DIRETTA, che le cooperative sociali non versano i contributi per la disoccupazione, quindi un cittadino che ha lavorato da loro non solo ha percepito uno stipendio misero, ma se rimane senza lavoro non ha accesso al contributo per la disoccupazione ordinaria, previsto sottoforma di cassaintegrazione per quelli che hanno lavorato sotto impresa.

IO SO, NON PER SENTITO DIRE, MA PER ESPERIENZA DIRETTA, che nessuno, e dico nessuno, controlla l'operato delle agenzie interinali che hanno sostituito l'ufficio di collocamento.
Questo fa sì che le interinali non abbiano alcun tipo di obbligo di inserimento a "buon fine", ma il loro unico interesse è riempire i database di nominativi, così da poter dimostrare il volume di richieste prese in carico.
Quindi, se il centro per l'impiego (ex collocamento) NON cerca più il lavoro e neanche le agenzie interinali lo fanno, e le imprese si appoggiano solo a loro per trovare personale, il cittadino NON può trovare lavoro, se non per FORTUNA.

IO SO, NON PER SENTITO DIRE, MA PER ESPERIENZA DIRETTA, che ci sono cooperative che fanno lavorare le persone per 12 ore senza pausa. Per la COOPERATIVA SESTESE di San Donato Milanese ho scaricato camion alla M.I.T. per 12 ore senza pausa, SENZA PAUSA, al giorno, e come me tutti quelli che c'erano lì dentro, E MANGIAVAMO I NOSTRI PANINI DI NASCOSTO AL CESSO, OPPURE CON UNA MANO MENTRE CON L'ALTRA SI CONTINUAVA A PORTARE PACCHI.

IO SO, NON PER SENTITO DIRE, MA PER ESPERIENZA DIRETTA, che se non paghi le bollette ti tagliano chiudono la fornitura, e non c'è ente pubblico che possa mediare per evitare questa sciagura.

IO SO TUTTO QUESTO, E NON POTETE PRENDERMI PER IL CULO CON LE VOSTRE PAROLE.

AMANDO TE

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          …quella voglia di sudore
e d’intrecciate gambe, di braccia intorpidite…
quel bisogno di ansimare
senza il minimo pudore.
Vana e breve attesa!
vano e indebolito freno:
chi mi può fermare?
La tua folta chioma,
        mmm…affondo il mio respiro e muoio;
    sconvolto mi ritiro
       poi riappaio
               poi riaffondo il mio respiro e muoio un’altra volta…
   Chi mi può fermare?
Caldo,
ora sento caldo.
Quella voglia di sudare ci rapisce
quel bisogno di scoppiare
t’avvicina, ti devasta,
ti stordisce.
  E
  t’uccide
  ripetutamente.
E
t’uccide
lentamente.
   Chi mi può fermare?
Solo tu potresti
ma non credo…
mi guardi nel silenzio,
mi sussurri il tuo lamento
…che non puoi fermarmi
perché vuoi morire ancora.


D’IZZIA ROBERTO (24/03/2005, ore 12.10)
p.s.: la punteggiatura e la forma estetica
del brano corrispondono all'originale

“RIVIVISCENZE”

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Sui vecchi muri di una civiltà ormai scomparsa,
ho visto strani disegni,
riproduzioni d’immagini su materiale vitreo,
su pietre,
su tele ancora ben conservate.
Qualcosa è accaduto al mio cervello meccanico,
varie immagini venivano trasmesse ai miei occhi;
però, che strano, non tutte derivavano dalla mia
memoria visiva acquisita e programmata.
Immensi spazi di colore verde, morbidi e non uniformi,
piccoli corsi d’acqua nei quali guizzavano
esseri oblunghi e lucidi.
Indefinite forme di vapore nel cielo.
Ed io, in posizione orizzontale, giacevo su
ciò che secoli fa chiamavano “TERRA”.

D’IZZIA ROBERTO (15/01/2005, ORE 15.25;
da un vecchio appunto del 2002)

GIOCHI DI PAROLE

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Solo quel momento è verità,
tutto il resto scorre.
Non è male tutto questo,
non è male,
e non è mare
neanche amare.
Gioco di parole?
le chiamano assonanze
(o fugaci simmetrie),
mentre invece sono solo
semplici pensieri.

D’IZZIA ROBERTO (05/04/2001, ore 14.42)

MOMENTO QUIETO

-
Ora passante sul corpo muto
muto e sognante di un uomo che crea,
ora che sfuggi l’andare sel mai
o ti diletti d’un che si bea
      - lasciami andare oppure perire!
       Fammi annegare in un mare alto,
      fa che io resti a penare da solo…
solo ridammi un momento quieto
unico e ansante ricordo di lei;
fa che non sembri morto e riavuto.
              Fa del momento un intenso mare.

Oh, onda sfuggente di eterno che sei
ferma!
Non ti smussare con questo sale…
O credo sia meglio dimenticare,
essere ancora in fervide onde.
                Che l’ora passante invecchi anche me.

D’IZZIA ROBERTO (lunedi 07/09/1998, ore 1.59)

giovedì 11 novembre 2010

D’ESTATE

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Caldi, rossi infuocati i profumi nell’àere
arido, secco l’orizzonte; mi appare Morgana.
Laggiù, un laghetto, oasi d’argentea freschezza
Pesci insensibili al calore spariscono nell’acqua.

Afa calda e pesante anche su secchi fiori,
le loro radici secche scrutano il terreno
cercando, anch’io, fresco leggero riposo
protetto da un salice, calmo, io dormo.

Scritta a due mani da Agnello Carmine e D’Izzia Roberto
(Maggio 1997)

FALSANDO

oh, mentire!
Mentire continuamente,
continuare per rimanere a galla.
Mentire alla gente, - che diletto! –
far credere loro quanto sei forte,
quanto sei forte,
quando poca forza hai, nelle mani,
nelle braccia, di quel che avevi detto.
Mentire a te stesso,
debole e arreso lì allo specchio
ti diresti,
quando arreso non lo sei.


Mentire alla tua donna,
darle sotto agli occhi un uomo
non bugiardo, sazio dei suoi occhi
delle labbra,
dolce a amante, quando amante non lo sei,
tantomeno dolce e innamorato.
Mentire a te stesso – che difetto! –
e sforzarti di provare un sentimento,
di sentire l’attrazione:
dramma nero la passione
senza un coccio di passione!


Mentir senza uno scopo.
Latte e miele tristemente amaro,
mentir continuamente
pur sapendo che saresti, dopo,
sangue amaro del corpo che non sei.


D’IZZIA ROBERTO (09/06/1997, ore 0.25)

domenica 7 novembre 2010

Una storia da bettola.

- Beh.. volendo.. tutto sommato.. nell'eventualità.. se poi.. a meno che.. possibilmente.. credo.. penandoci.. azzardando l’idea.. mettendoci d’accordo.. così.. tanto per.. Che ne dici? -

Lei disse no e gli voltò le spalle. 
Lui, disperato, andò a bere alcool puro in quella bettola in fondo alla via, sempre piena di ubriaconi; la stessa bettola che aveva sempre giudicato con disprezzo.

Continuava a bere, e cominciò a parlare ad alta voce - perché mi ha detto no? Perché mi ha detto no? -.

Un vecchio, anima ubriaca di quel posto da decine d'anni, gli si avvicinò e, togliendogli il bicchiere di alcool dalle mani (ovviamente bevendone il contenuto), gli parlò con voce rauca ed incerta..
- Ehy giovanotto, devi smettere di bere così altrimenti saremo costretti a chiamare l’ambulanza… mi vuoi spiegare chi ti ha detto no? -
- Lei! - cominciò a piangere - lei mi ha detto no, ed io non ho più ragione di vivere! -

Il vecchio ubriaco sorrise - Sù sù non fare così, vedrai che ti darà un'altra possibilità -
- no, no, impossibile, ormai se n'è andata e non tornerà più -
- si può sapere cosa le hai detto? -
- l’ho semplicemente invitata ad uscire!
- sì, ma come glie l’hai detto? -

Il giovane cominciò a balbettare.

- Beh.. ecco.. io.. credo.. quasi sicuramente.. ehm.. sono convinto.. devo averle detto che.. penandoci.. se non ricordo male.. semplicemente.. ma sì.. -
- Lascia perdere - disse il vecchio scuotendo la testa e borbottando fa sè e sè qualcosa di irripetibile; gli diede due pacche sulla spalla e si allontanò un istante.

Tornò dopo un minuto.
Gli rimise in mano il bicchiere che aveva appena fatto riempire di alcool fino all’orlo e, mimando il gesto del bere, si rivolse al giovane con l'affetto di un vecchio amico - sù figliolo, tutto d’un sorso. -.

venerdì 5 novembre 2010

RadioRò di Notte 6: Erotico in Blues

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La sensualità nelle sue molteplici forme: dalle voglie adolescenziali alle perversioni adulte, dalla masturbazione al sesso più romantico..
In questa puntata di “RadioRò di Notte” l’erotismo la fa da padrone e noi, romantici assatanati, non possiamo fare altro che dedicare le nostre serenate in blues all’istinto più piacevole di cui madre natura ci ha forniti: l’istinto sessuale.

I brani, scaricati da www.jamendo.com, fanno parte dell’album “Blues Alone” di Francesco Muliedda.

Scriveteci se avete idee per la prossima puntata, o se volete parlare dei temi trattati in questa, a liberopensieroberto@libero.it.

Buonanotte, soprattutto a chi resta sveglio…

p.s.: se avete problemi col player, cliccate QUI,oppure cercate la puntata nel widget di RadioRò che trovate nella colonna a destra.


martedì 2 novembre 2010

I confini della Padania

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Classe seconda elementare.  Cassano Magnago (Va).

“Buongiorno bambini”
“buongiorno signora maestra”
“oggi, come sapete, c’è l’interrogazione di geografia.. qualcuno di voi si offre volontario?”

Umbertino alza la mano e lancia un verso animalesco ..
- Uhh Uhh Grrr Grrr -

- oohh bravo Umbertino! Allora, per cominciare, vieni qui e segnami sulla cartina i confini della Lombardia.-
- no, brutta stronza di una maestra romana e ladrona, con la tua cazzo di cartina mi ci pulisco il culo. Se vuoi ti dico i confini della Padania arrgghh arrgghhh, bbuuarrghhghgh - 
- Ehm.. sì, va bene Umbertino, però ricordati di moderare il linguaggio, per rispetto ai tuoi compagni.. -
- io me ne sbatto dei miei compagni. Allora vogliamo cominciare o vuoi che ti dica cosa penso della repubblica eh? -
- no no, calmati Umbertino.. dimmi pure i confini della.. Pa..ehm..dania..- 
- allora, la Padania, terra di valorosi guerrieri, confina a Nord con il polo Nord, a Nord-est con i monti Urali, a Est con quel paese di merda pieno di fottuti gialli che vengono qui e aprono negozi al posto dei nostri commercianti.. - 
- Umbertino! Modera il linguaggio t’ho detto! -
- ma non mi rompere i coglioni che sei mantenuta dallo stato centrale e ladro, e fammi continuare..-

I bambini in classe sono tutti terrorizzati, e nessuno si azzarda ad interrompere Umbertino.

“allora aargrghh, dicevo, a Sud-est confiniamo con tutta quella razza di arabi terroristi che vogliono venire qui a rubarci i crocifissi dalle aule e vogliono prendersi le nostre terre e le nostre donne… 
...a Sud, confiniamo purtoppo con la terronia, dove c’è dentro di tutto: siciliani, marocchini, albanesi, egiziani, rumeni, negri.. tutta quella gente lì che mangia cous cous e non ha voglia di lavorare insomma! A Sud-sinistra..-
- no Umbertino, non si dice sinistra.. si dice?-
- che cazzo ne so, aarrrghh, non mi interrompere che perdo il filo aarggh aarrgghh ! -
- ehm.. Umbertino.. dalla parte opposta  all’est c’è l’ovest…-
- e va bene chiamalo come ti pare a te. 
Allora a sud ovest la Padania, la nostra mitica terra dove una volta regnavano gli elfi insieme al dio Odino, a sud-ovest… non me lo ricordo.. credo che la padania confina con la terra dei titani, ma non me lo ricordo.. -
- Umbertino, si dice credo che confini, non confina -
- AARRRGGGHHHH ma vaffanculo !!!! io con fini con mi ci metterò mai, capito? -

La maestra annuisce, in silenzio.

- stavo dicendo.. a per finire, a ovest la padania confina con la Juventus, e a nord ovest con la Gallia - .

Umbertino finisce il suo intervento con un rutto, sputa per terra e si gratta i testicoli. 
La maestra tira un sospiro di sollievo, poi lo guarda e gli dice:
 - b..b.. bene Umbertino, per oggi direi che basta così. Puoi tornare a posto. -


Finisce la lezione, i bambini escono per l'intervallo. 
La maestra guarda il registro perchè non ricorda con quale argomento continuare la lezione. 
Il sangue le si gela nelle vene, una goccia di sudore freddo scende dalla sua tempia e il suo cuore sembra impazzire perchè, nel registro di classe, alla voce "argomento da trattare alle ore 11.00" c'è un solo, terribile, agghiacciante titolo: "La Repubblica Italiana e lo Stato centrale".