giovedì 31 luglio 2008

Apocalypse now

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Ma lo sai che il se è la sillaba centrale di essere?

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Adoro l'odore del Napalm di mattina... ha il profumo della vittoria.





Saigon. Merda. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla


Ho visto degli orrori, orrori che ha visto anche lei. Ma non avete il diritto di chiamarmi assassino. Avete il diritto di uccidermi, questo sì, ma non avete il diritto di giudicarmi. Non esistono parole per descrivere lo stretto necessario a coloro che non sanno cosa significhi l'orrore.


L'orrore ha un volto e bisogna essere amici dell'orrore


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Addestriamo dei ragazzi a sganciare Napalm sulla gente, ma i loro comandanti non vogliono che scrivano "cazzo" sugli aerei perché è una parola oscena.

Ha mai pensato seriamente a delle reali forme di libertà? La libertà dall'opinione degli altri.. persino dalla propria opinione.


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The doors, "The end"

lunedì 28 luglio 2008

Ectoplasmi

Se se nei guai, e i parenti spariscono,
se resti da solo, e gli amici spariscono,
se realizzi un progetto e tuoi stessi soci spariscono…



Ghostbusters, Ray Parker Jr


così scrisse Giuseppe Gioacchino Belli

Li soprani der monno vecchio

C’era una volta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
- Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.
Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pozzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà, nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l’affitto.
Chi abbita a sto monno senza er titoloo
dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
quello nun pò avé mmai vosce in capitolo -.
Co st’editto annò er boja pe ccuriero,
interroganno tutti in zur tenore;
e, arisposero tutti: E’ vvero, è vvero

sabato 26 luglio 2008

L'incredibile uso del no

Mentre spiego ai miei allievi, durante un corso basilare sulla comunicazione, il valore distruttivo del NO, mi rendo conto di quanto sia difficile per tutti evitarne l'uso.
E' senz'altro una questione culturale.
La nostra è una cultura fatta di divieti, di autocastrazioni fisiche e morali, di bassa autostima; ed ecco che c'è chi usa il NO e il NON come intercalare in tutte le sue frasi, e contemporaneamente il DEVI, come strumento di comando, o come imposizione divina.
Fantastico, poi, è unire le due cose: NON DEVI, che poi prende le varie forme usuali per noi occidentali: NON DEVO, NON SI DEVE, NON DOVREMMO.
Ma perchè? Qual'è la fonte di tanta frustrazione?
Soprattutto: secondo quale morale mi dai un comando del genere?
Nel momento in cui ho cominciato a staccarmi da questa cultura, ed il percorso è ancora lungo, è stato persino scontato ricevere gli sputi di chi ci è ancora dentro.
Così, oggi, mi sento libero da inutili sforzi, cioè da quella fatica che fa chi rincorre le esigenze di ordine degli altri, perchè tanto qualcosa che va male in quello che fai te la trovano sempre.
L'autostima ci viene indicata come qualcosa da raggiungere, e già questo concetto ha in sè del marcio: perchè mai è da raggiungere? Perchè è lontana? O solo per pochi eletti? In questo modo si divide l'umanità in due: chi ha autostima e chi ne molta di meno, anzi nessuna.
Sarebbe molto più facile pensare che tutti abbiamo già il valore dell'autostima, bisogna soltanto allenarsi un pochetto a riconoscerla.
Quindi, tutti uguali.
Quello che mi sbalordisce, è che oltre ad affondarsi da sè, alcuni esseri umani cercano di affondare anche gli altri, forse per trovarsi in una condizione di "mal comune"; nella canzone IL BOMBAROLO, De Andrè scrive: c'è chi aspetta un po' di pioggia per non piangere da solo..
Dunque, se io sono quel che sono, perchè credete che sia per fare del male a voi?
Una mia amica sul suo blog scrive: "vuoi vomitarmi addosso le tue disgrazie?", ed è quello che molti fanno.
Perchè si può condividere un bagaglio di brutti ricordi o dolori, senza vomitarli addosso a chi ci ascolta, bombardandolo con i nostri NO, NON DEVI, DEVO, NON SI PUO', solo perchè abbiamo avuto una vita dura.
Io l'ho capito, tutto questo, e poche delle persone che conosco ad oggi sanno del mio passato, semplicemente perchè ho smesso di vomitare le mie disgrazie addosso a loro.
E da quando la penso così, ho quasi smesso di usare il NO.
Il guerriero nero, paladino della giustizia
forte,
veloce, ricco abbastanza da permettersi
giocattoli stupendi,
incorruttibile, giusto,

solo.

L'uomo storto, viscido, cattivo

solo per il gusto di esserlo,

e per vedere come gli altri si perdono


nella lor falsa moralità;
il mostro

il clown.
.



Com'è possibile,
dimmi,
che ogni minuto che passa
mi senta l'uno
e l'altro?

sabato 19 luglio 2008

La farfalla ed il leone

Guardare un film al cinema, quando nella sala ci sono solo io, mi fa stare bene. Questa sera dunque è stata per la solitudine, ed essere lontani dalle birre senza gas, le pacche sulle spalle o, peggio, i bacini.
Tre, se sei tre volte idiota.
Ho pensato a questa ragazza di ventisette anni, che pare stia vivendo una dolorosa trasformazione, il passaggio miracoloso da crisalide in farfalla, ed ho pensato che è bello assistere a questi spettacoli della natura, anche quando pensi che l’altro abbia bisogno di qualcosa e, sbagliando, cerchi di intrometterti. Invece, la natura deve fare il suo corso, poiché tutto resta in equilibrio, nulla si crea e nulla si distrugge, e le leggi che regolano l’intero cosmo agiscono indipendentemente dalla nostra volontà.
Diceva un ragazzo poco più grande di me, non hai il potere di vita o di morte nemmeno su un tuo solo capello, come puoi pretendere di cambiare qualcosa?
Poi l’hanno crocifisso.
Ciò che possiamo davvero cambiare, e di questo sono oramai convinto, siamo noi stessi. Siamo noi a dover plasmare e modellare la nostra esistenza per adattarci a ciò che ci circonda; un altro ragazzo poco più grande di me, stessa età di quello di prima, esortava ad essere come l’acqua, che prende la forma di qualsiasi recipiente la contenga. Ci esortava anche ad essere umili, lui che praticamente era divenuto imbattibile da qualunque essere umano lo sfidasse.
È morto anche lui. E pure suo figlio, con solo un anno di differenza rispetto all’età del padre.
Adattarsi, però, attivamente, evitando di essere passivo e subire gli eventi, poiché l’acqua, con la costanza e la forza vitale che ha in sé, trova sempre una via di fuga, e quando non la trova è capace di erodere persino la più dura roccia.
Adattarsi nel senso di crescere sempre, evolversi, maturare, girarsi dietro e dire: quello sono io? Va bene, l’ho capito, ora però ti lascio indietro dov’è giusto che tu rimanga, i miei piedi hanno altra strada da consumare.
Io ci provo
.
Chi mi conosce sa quanto sono cambiato, da credere addirittura che io non sia io, ma un chissà quale fratello gemello perché.. è impossibile che sia lo stesso di solo tre anni fa, o cinque, o dieci.
Con umiltà, quella gratuita senza nulla in cambio, quella difficile da trovare dentro sé per orgoglio, ho anche chiesto aiuto e, con mia gran gioia, l’aiuto mi è stato dato.
Ora attendo che le ferite ancora aperte, quelle delle ultime battaglie (cioè degli ultimi 10 anni di problemi che in modo inverosimile si sono dati la staffetta) guariscano, e mi rilasso.
Chi se la sente di stare vicino ad un leone orgoglioso, forte, indipendente e soprattutto ferito, che si lecca quel taglio e che adora la solitudine?
Fra tutte, una ci ha provato sul serio, un po’ di tempo fa.
Il leone, però, quieto e con la lingua penzoloni, ha avuto uno scatto d’ira, e con gli artigli affilati ha dilaniato la povera compagna.
Ed ora lui giace sotto ad un baobab, silenzioso, con la criniera folta, il petto gonfio ed un dolore lancinante, quello della consapevolezza di essere una belva feroce.

D’Izzia Roberto (19/07/08, ore 0.17)

mercoledì 16 luglio 2008

Un dio burlone

Dio creò la forma sferica; l'uomo diede alla forma sferica tanti nomi, fra cui "palla".Dio creò anche una sede che di queste forme sferiche ne conservi due elementi, e piazzò questa sede in un luogo ben protetto nel corpo dell'uomo.

Dopodichè Dio creò l'Italia, le raccomandazioni, gli sprechi, gli abusi di potere, i semafori rossi quandi arrivi tu, i piccioni gastroenterici, i professori che ce l'hanno con te, gli uomini porci, le donne macchiavelliche, il cucchiaio sotto il getto d'acqua del lavandino, la sigaretta che rientra e brucia il sedile, i preservativi bucati, i preti divenuti lupi ed i lupi uccisi per il loro pelo, i giapponesi e le loro balene per esperimenti "scientifici", le sdraio e 18 € al giorno, la mucillaggine, Fabio Fazio, i clienti che chiamano ad 1 minuto dalla fine del tuo turno, le carte di credito smagnetizzate quando sei in coda alla cassa del supermercato col carrello pieno, le chiavi che non entrano ma prima entravano, la revisione della macchina che dimentichi di fare, il carabiniere che ti becca il giorno dopo la scadenza della revisione, il pulamn che arriva appena accendi la sigaretta, la linea del telefono che cade ogni 3 secondi, il tipo che ti ruba la donna, la tipa che ti ruba l'uomo, l'uomo di cui sei innamorata è sposato, la donna di cui sei innamorato è la sorella di tua moglie.

Dopo queste cose, in seguito a continue lamentele dell'uomo, Dio creò l'attrito volvente, il moto uniformemente accelerato e la forza d'inerzia.
L'uomo smise di lamentarsi, e cominciarono a girargli le palle.

D'Izzia Roberto, lunedi 14/07/08

lunedì 7 luglio 2008

Hey, ma noi siamo amici?

Quanti amici hai?
Contali bene, visualizza il loro volto. Dai quanti sono, più o meno?

Un momento: per te cosa vuol dire amico? Meglio provare a chiarire altrimenti rischiamo di non capirci..
Il dizionario italiano, secondo me, è illuminante:

amico: Animato da amicizia, benevolo; [in senso figurato] che sente inclinazione verso qualcosa; chi ha legami di amicizia con un’altra persona; amante.

Tralasciamo l’ultima definizione, quella di amante, che sembra poco verosimile (non vorrei tirare in ballo le scopamiche e gli scopamici).
Ma cos’è allora l’amicizia?
Sono pigro e mi affido ancora al dizionario italiano..

amicizia: legame sentimentale basato su affinità di idee e reciproca stima.

Fantastico, non sarei riuscito a trovare parole più semplici... affinità di idee e stima reciproca.

Dunque, quanti amici hai?
Ah, dimenticavo la prima domanda: ma noi siamo amici?

D’Izzia Roberto
07/07/08, ore 16.22

domenica 6 luglio 2008

Una sera a Milano (pensieri sparsi dall'interno d'un locale affollato)

Rumore.
Dicono che il rumore disturba.
No, amico, il rumore non disturba, gli uomini disturbano.
Il rumore è bello.
Meglio il silenzio? Non saprei.
Meglio il silenzio di una telefonata: “noi andiamo a mangiare, tu che fai?”.
Stronzate.
Se fosse la tua donna a parlare?
Rumore.
Applaudite, pubblico pagante di birra, sudati e rincoglioniti. Questa è cultura?
Batte il tamburo, il basso è impazzito.
Ma che cazzo di gente c’è stasera. Ed io che già mi vedevo a bere un buon JD on the rock, ascoltando del buon Jazz. NO AMICO, HAI SBAGLIATO SERATA.
Questa sera è da fantastici ballerini, tacchi alti e gonne strette per le donne. Belle, solo per il sabato sera, però.
Rumore. Molto rumore qua dentro. (dai sono bravini, tutto sommato).
Che mi prende? Io amo l’essere umano.
Che mi prende? Io amo la musica.
NO, AMICO, HAI SBAGLIATO SERATA.
Birra annacquata. Sì, era meglio un JD.
La voce dentro mi punta una pistola alla tempia: DEVI DIRE QUALCOSA DI POSITIVO. Devi guardarti intorno. Devi sorridere. Devi. Devi.
Devi.
Vocina che ho dentro? Fatti i cazzi tuoi.
Seguire me stesso.
Alzati, esci da questa fantastica piccola rumorosa tomba.
Distruggerò questo tempio e lo ergerò in tre giorni. Eh cazzo, lui sì che aveva capito cosa farne del proprio corpo.
Minigonne = voglia di sesso.
Minigonne = voglia di accettarsi.
Il sabato.
Sera.
Dentro ad un locale.
Lui la sta stringendo.. col caldo che fa? Oh dio mio, ha paura che glie la rubino.
Perché tu sei a Roma?
Perché tu sei a Genova?
Perché non sei qui vicino a me?
NO, AMICO, HAI SBAGLIATO SERATA.
Toh, un altro solo. Ha due bicchieri vuoti davanti. Eh amico, quella stronza se n’è uscita prima eh?
Mohito. Moito, come si scrive? Vorrei fare un trattato sul mohito. Da queste parti è il simbolo della frustrazione, della paura di essere ribelli, ed ordinare una cosa nuova, sconvolgente.. un succo di frutta!!!
COSA BEVI?
UN MOHITO.
Lo fanno tutti. Lo fanno tutti.
Coppia formidabile davanti a me: lui gioca nervosamente col telefonino, lei dondola avanti e dietro. Cazzo ragazzi, questa serata non vi passa proprio più, eh?! Ecco, hanno ordinato.
2 mohitos.
Come sei bella, donna di 50 anni. Sei vera. Ti stai annoiando e non fingi di divertirti, l’hai fatto tutta la vita, ora sei stanca.

Dove sei, ora, donna che fosti mia?

Altre strane, insane, curiose ed aliene parole s'insinuano nella mia mente, come questa:
AMICO. A – M – I – C – O. Chi ti da il permesso di pensare a queste cose eh?!

EH SI’, DEVO PROPRIO AVER SBAGLIATO SERATA.

D’Izzia Roberto (05/07/08, ore 23.50)

sabato 5 luglio 2008

CARI TERRIBILISSIMI TRUFFATORI

Sono il tuo commercialista
mi sembri perplesso
mi sembri un po’ impaurito,
smarrito, indeciso, frustrato
con l’ansia delle tasse
convinto sempre che qualcuno
t’abbia fottuto.
Non ti ci vedo nella giungla
delle dichiarazioni
io sì, quello è il mio
mondo,
un mondo senza illusioni
fatto d’algebra e di leggi
complicate,
di codici misteriosi,
di frasi falsate
un mondo fatto per
quelli come me,
ed è per questo che non hai scelte,
ed è per questo che penserò io per te.
Stai tranquillo,
stai sereno,
non devi aver paura
non ti devi agitare
fidati di me
vedrai che
farò per te
tutto quello
che si deve fare.

Si accomodi, si rilassi,
benvenuto nel mio studio,
intravedo dal suo sguardo
ch’è malato di qualcosa.
… - Vero? -
Ma possiamo intervenire
perché siamo ancora
in tempo.
Le darò questa pastiglia
che fa effetto in un lampo,
e quest’altra che un pochino le assomiglia
ma le curerà tutt’altro.
Una bustina per tre
giorni, un’altra per dieci.
Prenda questo per l’insonnia,
e quest’altro per la
tosse.
E se proprio non resiste
per quel dolore
ci sarebbe una puntura..
..posso darti del “tu”?
facciamo venti e non ne parliamo più!
Stai tranquillo,
stai sereno,
non devi aver paura
non ti devi agitare
fidati di me
vedrai che
farò per te
tutto quello
che si deve fare.

Dimmi figliolo, siediti accanto
a me e apri il tuo cuore.
Parlami di tutto,
senza paura, e senza pudore.
Ricorda che quando parli a me
è come se dicessi le cose
direttamente a Dio.
E’ un po’ che non ti vedo,
perché non vieni più?
E’ forse svanito il tuo bisogno
di essere figlio del Signore?
Parlami di tua moglie,
dei suoi umori,
delle sue voglie,
spiegami come vivete
la vostra intimità,
spiegami bene tutto,
dammi l’opportunità
di aiutarti, di venirti incontro.
E perché non vedo più
la tua bambina all’oratorio?,
quella bella bimba
allegra, spensierata
con la gonna, le treccine, una scarpa
sempre slacciata.
Che problema hai? Dimmi,
perché sei così triste?
Stai tranquillo,
stai sereno,
non devi aver paura
non ti devi agitare
fidati di me
vedrai che
farò per te
tutto quello
che si deve fare.

La soddisfazione del cliente
è il motore della nostra azienda,
è col sorriso che ti accolgo,
con una firma che ti aiuto.
Un prestito da noi
è come fare una
passeggiata serena
quindi non ne val
la pena stare a
preoccuparsi.
Ti gestiamo il conto,
facciamo tutto noi,
un assegno per la casa,
un assegno per la macchina,
uno per la moglie
ed uno per la tua vita.
Vuoi anche la carta
speciale col fondo
rinnovato
col tasso sempre uguale?
Firma qui.
Firma questa, poi questa
e quest’altra.
Una bella firmettina
pure qui e..
ma perché sei serio?
Cosa c’è che ti turba?
Stai tranquillo,
stai sereno,
non devi aver paura
non ti devi agitare
fidati di me
vedrai che
farò per te
tutto quello
che si deve fare.

La prima cosa che faremo
sarà aiutarti nei tuoi problemi
quotidiani.
Non posso accettare che
esistano persone che non arrivano
alla terza settimana!
Perché il costo della vita è troppo alto,
perché la qualità del lavoro
è scadente,
ed è indecente
che si vada in pensione
dopo più di 35 anni.
Investirò sull’energia, sulla ricerca
sulla sanità e le infrastrutture,
inserirò la scala mobile.
Ed è calcolabile
il mio intervento:
Un punto del PIL
col tasso azzerato
e l’aliquota dell’imposta
annuale abbattuta del 50%.
Più sicurezza per le strade,
più certezza di un lavoro,
ti garantisco un futuro
sereno, garantisco per
cinque anni, non di meno.
Ma perché tentenni,
spiega perché non vuoi votarmi..
Stai tranquillo,
stai sereno,
non devi aver paura
non ti devi agitare
fidati di me
vedrai che
farò per te
tutto quello
che si deve fare.

Sapete che vi dico?
Prendete i vostri studi commerciali, le vostre terapie, i confessionali e le banche, e soprattutto le vostre promesse elettorali e andate tutti affanculo!

D’Izzia Roberto (23/04/2008, ore 00.00)

Lettera/regalo di compleanno 03/02/2008 a L. (nato 5 ore dopo di me)

Cosa ti regalo per il tuo trentesimo compleanno?
Me lo chiedo da un po’, sai?
..stupendomi di quanto ti conosco poco.
Ti regalo prima di tutto il dubbio,
quindi,
costante nella mia vita,
che tu sia ciò che vedo,
o che un altro L. si nasconde e non si fa trovare,
lo stesso L. che non parla mai veramente di se.

Beh, L.,
potrei regalarti anche i miei ricordi.
Ti regalo l’immagine di due matti che sgommano sulla neve in piazza a Melegnano, oppure di due sedicenni che scrivono una lettera a Craxi, ridendo così tanto da non riuscire a respirare.

Ti ricordi chi eri?

Io
mi rendo conto che il passato giace silenzioso,
è nascosto dietro una lieve nebbia, il profondo della mia anima; eppure non dimentico mai.

Ti regalo anche la mia invidia,
L.,
perché mi sei apparso sempre così stabile psicologicamente..
e se per caso hai recitato per esserlo,
beh,
allora ti regalo il mio ammonimento,
perché non ne avevi il bisogno.
Ti regalo me stesso, così come sono,
e per farlo sfortunatamente non c’erano negozi o centri commerciali adatti..
Ti regalo il Roberto di oggi,
molto,
molto diverso da quello di ieri.
Posso regalarti il privilegio della condivisione,
quella vera,
quella incondizionata,
quella che non potrà mai avere un valore,
né essere compresa da chi non sa cos’è.
Ti regalo il silenzio,
dolce silenzio,
meraviglioso silenzio,
una luce soffusa,
ed un bicchiere di Jack Daniel’s,
senza ghiaccio per te, s’intende.

E per finire ti regalo
i miei banalissimi auguri di buon compleanno,
perché 30 anni cominciano ad essere tanti,
ma non preoccuparti,
potrai sempre prenderti gioco di me,
ricordandomi l’orario in cui siamo nati
e dirmi che, in fondo, io sono più
vecchio di te.

Roberto

Un sogno

Ho preso l’abitudine (per alcuni buona, per altri pazza) di addormentarmi leggendo la Commedia di Dante, forse perché è l’unico rimedio alla mia fastidiosissima insonnia, forse perché mi appassiona fin da quando la studiavo a scuola.
Quando fai qualcosa di abitudinario o ti capita un avvenimento insolito, finisci quasi sempre per sognartelo, ed è sicuramente per questo motivo che, la notte scorsa, ho fatto il sogno di cui sto per parlare.
Ero immerso nella natura, sdraiato su un prato, intorno a me erano solo colline verdi, fiumiciattoli e stradine di campagna.
Pensavo (nei sogni, spesso ho la presunzione di essere cosciente) di essere in un paradiso terrestre e nulla mi impediva di crederlo.
Improvvisamente, in lontananza, vidi avvicinarsi un uomo vestito di rosso; l’uomo camminava molto lentamente verso di me e, a dir la verità, ebbi paura che, in qualche modo, quel sogno così rilassante sarebbe di lì a poco diventato un incubo.
Vinto dalla curiosità di conoscere l’individuo, con un po’ di timore, mi avvicinai a lui; era un volto sicuramente noto: il naso aquilino, un copricapo insolito, la Toscana…era Dante!
Entusiasta della mia scoperta mi avvicinai al poeta e, senza troppi giri di parole, gli chiesi: “Tu sei Dante Alighieri?”; alla mia domanda egli non fece altro che fissarmi negli occhi e accennare, con un piccolo movimento del capo, ad una risposta affermativa. senza più timore gli feci subito un’altra domanda, quella forse più inevitabile che si potrebbe fare di fronte a Dante Alighieri, cioè: “Hai vissuto realmente l’avventura narrata nel tuo capolavoro?”.
Sorrido ancora al pensarci, naturalmente non fece altro che rispondermi in terzine:


"Vedi, oh stranier che di lontano vieni
e per lo mondo ignoto e immondo vaghi,
e per nascoste e vaste vie ti meni,

puoi dimandar quesiti ch’io t’appaghi
come il loco, il tempo e il modo in cui siamo,
ed io rispondo: son solo monti e laghi

che in mente nostra spesso sviluppiamo.
…Ma della storia mia non dimandar,
‘chè son fati ch’entrambi non capiamo.

Eppur solo una cosa io possa raccontar:
son sette volte cento passi d’anni
che la Commedia smisi di sognar,

ma se del Tosco hai conosciuto i panni,
a dell’Alighier senti ancora dire,
vuol dir c’ho raccontato senza inganni.”

(venerdi 24 ottobre, 1997, ore 13.20)

martedì 1 luglio 2008

Dietro l'angolo.
Scommetto che ti nascondi dietro ad un angolo e mi osservi, e ridi mentre mi vedi, goffo, a barcamenarmi nella mia vita.

Dai esci fuori, così che ti possa baciare.

Forse è meglio che tu rimanga lì.. io continuerò a lottare per capirci qualcosa di tutto questo, ma almeno tu continui a sorridere.