mercoledì 29 ottobre 2008

Violenza

Il mio Paese è massacrato dai burocrati, dai cattivi amministratori, dai mafiosi, dalle teste calde che aspettano l'occasione per accendere risse, dai violenti, dagli inetti, dai loschi finanzieri, dai politici manigordi.
Questa sera spendo una lacrima per la rissa di Piazza Navona.
Ho visto giovani divisi in due grandi schieramenti massacrarsi a colpi di spranga.
Ho visto la polizia che interviene dopo parecchio tempo, in modo da far consumare quella stupida guerriglia urbana.
Ho visto una ragazza urlare alla telecamera "domani di cosa parleranno i giornali? Di fascisti e comunisti ! E sai la nostra protesta che fine fa? Se ne va affanculo!"
Spero non mi manchi mai la volontà di cambiare questo mio paese. Per me, e per il figlio che ancora non ho.

2 commenti:

Luna_tica ha detto...

Ciao Ro', sto ascoltando Vasco;"Ogni Volta", dormo poco ultimamente e..per fortuna c'è Blogger con i suoi account veri, umani, come Te.

..negli anni ho capito che il mondo non lo si può cambiare, i burocrati chiunque di essi maneggi la poltrona del potere non hanno l'equlibrio per rimanere sulla corda insieme alla nostra bella Italia...

ho imparato che nella lotta attiri l'attenzione, lanci il sasso ma, nessuno ha poi tempo per continuare a lottare..

io ho figli,
ho l'esperienza dei miei 40anni,
ho la consapevolezza di aver lanciato il sasso,
ed ho ancora voglia di trovarne uno più pesante da lanciare.

io aspetto Jack Folla ;-)
sei speciale. un bacio

NERO_CATRAME ha detto...

Situazioni che si ripetono nel perpetuarsi degli anni.Ti parla uno che come i ragazzi di ieri ha partecipato alle stesse sfide a volte identiche a volte contro le forze dell'ordine,dirette verso il potere.Un modo di sentirsi vivi di spiegare gli artigli della prpopria rabbia,purtroppo non credo alle lotte tra poveri,che non sono altro che il vanto del potere,per allontanare da se ili problemi e riuscire ad offuscare la vista in maniera migliore,ma non per questo bisogna mollare.Giustamente,sia per te e per i figli del futuro,nella speranza di un mondo migliore.