sabato 5 giugno 2010

L'omofobia vista da un eterosessuale

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Ieri sera sono stato ad un cineforum, tenuto da un'associazione di Treviglio che proietta sempre film da commentare, in collaborazione col Treviglio Pride, al quale sono iscritto sia come singolo che come gruppo Progetto Vailate. Abbiamo visto Homofobicus, un mini-documentario sull'omofobia nel bergamasco.
Beh, dopo tanto tempo in cui aspettavo un'occasione così, ho potuto fare un intervento in una sala gremita di uomini e donne omosessuali per dire cosa penso dell'omofobia.
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Penso che sia una malattia, trasmessa di padre in figlio, ed ho spiegato come anche mio padre mi ha cresciuto con l'odio e il disprezzo nei confronti dei gay. Lui aveva l'ossessione che lo fossi, e mi costringeva a fare il "duro" per debellarne il rischio... come se, fossi nato gay, con il karate o facendo a botte coi compagni sarei diventato magicamente  eterosessuale...
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E' l'ignoranza la madre dell'omofobia, non la cattiveria.
Per questo ho potuto dire davanti a quel pubblico "guardate che l'ignoranza c'è perchè non vi si vede.. smettetela di andare nei locali "per gay"! baciatevi per strada, tenetevi per mano in qualsiasi locale... prima o poi tutta la popolazione prenderà più confidenza col vostro mondo, e le "paure" degli omofobi spariranno.
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Certo, in un paese dove ti prendono a botte se sei gay, tenere per mano il tuo partner omosessuale non è facile, lo so, ma è per questo che non bisogna farsi intimidire.
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Ma perchè, vi chiederete, sono così attento ad una tematica che non mi riguarda visto che sono etero?
Mi riguarda eccome, perchè sono stanco di vivere in un cazzo di mondo dove non puoi essere libero di fare quello che ti pare, di amare chi vuoi, di vestirti come vuoi ecc...
E poi, penso che se a parlare di omofobia è un eterosessuale, il messaggio che arriva può avere effetti più positivi perchè..
...se uno è omofobo e si vede arrivare un gay che gli dice "sei omofobo" o che manifesta per i propri diritti (farsi una famiglia per esempio), beh.. la sua reazione sarà "ecco un altro frocio che viene a rompere le palle".
Se l'omofobo si vede arrivare un eterosessuale, invece, dovrà rendersi conto che non ha più l'argomentazione "sì ma questo è frocio ecco perchè parla così", e allora potrebbe essere costretto a rivedere un po' le sue posizioni.
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I politici (soprattutto di sinistra) hanno una enorme responsabilità nell'avallare l'omofobia in Italia; in Parlamento non hanno il coraggio di chiedere i diritti degli omosessuali apertamente, senza "se" e senza "ma"; parlano di "pacs", "dico", "coppie di fatto".. trovano mille nomignoli ed escamotage per concedere qualche frammento di diritto ai gay, ma senza volersi sputtanare, davanti alla chiesa soprattutto (quindi agli ELETTORI cattolici).
Senza dire, per capirci, apertamente: gli omosessuali devono avere gli stessi diritti e doveri di tutti gli altri, e fra questi il diritto di farsi una famiglia (e di sposarsi, di adottare figli ecc..).
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Non hanno le palle per farlo, i politici, e gli effetti si vedono nella società: gay che si nascondono, che si auto-ghettizzano, che vengono pestati.
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Il filmato di ieri iniziava con una scena simpatica: un attore fingeva di far parte di una radio locale, e faceva interviste per Treviglio, facendo finta di essere contro i gay e facendo domande tipo "ma secondo lei è giusto che questi gay si sposino?".. la gente, ingannata dall'attore, si lasciava andare a dichiarazioni talmente assurde che spesso noi del pubblico ridevamo, ma erano risate amare.
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Non so cosa aggiungere adesso.
Io mi sto impegnando per aiutare i ragazzi del Treviglio Pride, e porterò a Vailate , se tutto và per il verso giusto, sia loro che una coppia di ragazze che stanno portanto in giro una mostra sui baci molto carina, e molto censurata.
Questo blog non è letto da nessuno dei ragazzi appena nominati, quindi lo posso dire senza "vantarmi" o fare il ruffiano: sono orgoglioso di apparire in foto nel sito del Treviglio Pride, di pubblicare articoli in proposito, di partecipare al corteo del Treviglio Pride che avverrà sabato 3 Luglio a Treviglio, Bergamo (piccola marchetta eheheh).
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Libertà è partecipazione.. e se non possiamo partecipare e condividere la condizione dei nostri amici, beh, allora non possiamo più dire di essere liberi.

2 commenti:

Rita ha detto...

Non avevo mai troppo riflettuto e pensato su quest'argomento-riconoscimento'.
Trovo sia più democratico un paese che dichiara e riconosce i diritti e le libertà di tutti.
Grazie Rò per la riflessione proposta.

liberoPensieRoberto ha detto...

grazie a te cara, è bello sapere che leggi questo blog, mi fa tanto piacere leggere i tuoi commenti.