giovedì 28 maggio 2009

Il Ki, la ciccia e mille pensieri sparsi.

-
Questa mattina mi sono visto allo specchio intero dell’armadio.
Anzi, mi sono guardato.
Lo shiatsu ed il disegno anatomico che ho acquisito studiandolo, mi hanno aiutato fin troppo bene a comprendere meglio la nuova forma del mio essere.
I kyo e i jitsu, i vuoti e i pieni, i gonfiori, i muscoli che c’erano e quelli che ci sono ancora, il mio colore.
Mi guardavo chiedendomi se quello ero proprio io, e la risposta è sì, ovviamente.
Un nuovo Roberto che lavora seduto per ore ed ore, che non fa più gli stiramenti, che non corre più, che non fa più palestra.
-
Sono a disagio, ho tante belle camicie a maniche corte, ma non posso metterle perché la pancia è troppo gonfia; non riesco più a mettere anche i pantaloni di lino, quelli leggeri adatti alla stagione, non ci sto più dentro.
So perfettamente che potrei fare da me gli esercizi, ma preferisco starmene sul letto ad oziare.
Infatti, oltre al mio corpo, l’intero appartamento mi assomiglia: sporco, disordinato.
È il disordine mentale che ho dentro; una confusione assoluta, dove non posso fare altro che vivere giorno per giorno.
Tutti i miei progetti e le mie iniziative sembrano pallidi tentativi di nascondere questo ozio perpetuo che ho dentro.
-
Se potessi, dormirei 12 mesi l’anno.
-
Eppure, io non sono sempre stato così.
Ho vissuto periodi in cui il mio Ki, l’energia vitale, era talmente potente che non potevo trattenerlo.
Facevo il muratore, e poi uscivo fino a tardi o facevo teatro senza sforzo, facevo l’amore per ore ed ore, e poi appena rimasto solo avevo anche il coraggio di rifarlo da me.
Scrivevo notti intere, bevevo il caffè all’alba e poi andavo a lavorare come niente fosse.
Dopo i lunghi fine settimana di shiatsu, tornavo a casa stanco fisicamente, ma pieno di adrenalina. Lo ricordo benissimo.
Ecco.
L’adrenalina. È quella che manca, e non sto usando una metafora, mi riferisco proprio a quello stato eccitato, quasi convulsivo, tipico delle scariche di adrenalina nel sangue.
-
Quante cose facevo.
Forse questo è solo un momento della mia vita, la fase yin, più lenta e più proiettata verso l’alto, che non verso le cose materiali della terra; forse è una fase di stanchezza generale, che il fisico sente subito e assorbe.
Non voglio nemmeno lontanamente alludere ad una depressione, perché sono così attaccato alla vita.
Questi giorni, poi, dopo il suicidio di Paulo mi sento così fiacco, senza motivazioni.
La politica è il mio sfogo del momento.
-
Non posso credere, non voglio accettare, di non saper vivere da solo. Da solo ho fatto così tanto, fino ad oggi.
Eppure, sì, sento il bisogno di parlare la sera e non solo con i miei amici; sento la voglia di condividere con qualcuno tutto quello che sto facendo, che non siano (senza offesa) solo i lettori del mio blog. Sento il desiderio di stare ad ascoltare qualcuno che faccia lo stesso con me, parlandomi di sè, di sogni e progetti.
Oppure mi sbaglio; del resto sono a disagio con qualsiasi donna mi si avvicini, non credo sia una di loro a darmi quello che cerco.
-
Cerco.
Io cerco.
Cerco dentro me, ma restando fermo.
Invidio tantissimo chi sa essere disciplinato col proprio corpo; quando io lo ero, guarda un po’, stavo benissimo.
Il corpo influisce sullo spirito, lo spirito influisce sul corpo: quante volte ho detto questa cosa mentre tenevo corsi di teatro, o mentre parlavo di comunicazione, eppure sembro incapace di mettere a frutto questa teoria.
La verità è che almeno una volta vorrei che una cosa andasse liscia, senza complicazioni, senza doverci sudare sopra. Una qualsiasi cosa.
Ti alzi e tac, te la ritrovi lì, già fatta. E funzionante. Senza alcuna controindicazione.
-
Questa pancia è gonfia, non grassa.
Gonfia in modo sproporzionato, colpa delle medicine e della posizione seduta.
Quando facevo il muratore avevo un addome da invidia…
Ricordo l’ultima estate in cui l’ho fatto: ristrutturavamo un maneggio, io stavo sempre sotto il sole, a petto nudo; ogni tanto alzavo cose pesantissime (che oggi non sarei in grado di muovere di un centimetro), le portavo in spalla, passavo davanti ad una finestra e mi vedevo riflesso, così figo, così muscoloso e abbronzato.
Lo so, sembrano stupidate, l’aspetto fisico non conta, però stavo bene con me stesso e questo è un dato di fatto; quando andavo in piscina ero felice di mettermi in costume, oggi mi vergogno da morire, soprattutto quando mi siedo e tutta la ciccia si arrotola...
Forse, e dico forse, da questo fine settimana sistemerò tutto, e comincerò a fare esercizi.
Io sono diverso dal povero Paulo, amo la vita e devo reagire.
Non devo, voglio.

7 commenti:

la signora in rosso ha detto...

dai, dai...approfitta della bella stagione per muoverti.. esci. bici. mozzarella e pomodoro.. insomma amati!
Un piccolo sforzo e una cosa alla volta la sistemi, si..

Maraptica ha detto...

Io butto qui la mia, poi puoi mandarmi anche a quel paese. Ci vuole un cane, preso al canile, ci vuole una bella giornata, la voglia di camminare, ci vogliono un paio di sandali aperti o un paio di scarpe da running. Ci vuole un auto-calcio nel culo per darsi la spinta d'inerzia che poi ti permette di partire e di mantenere il ritmo della vita.

liberoPensieRoberto ha detto...

x la signora in rosso
il proposito giuro che è lì, che cova.. basta solo un po' di coraggio :)

x maraptica
vai a quel paese! :)))
scherzo, amo profondamente i cani, nel mio cuore c'è il mio tenerissimo Fox che non c'è più, ma da me non c'è spazio.
Sui sandali ho già provveduto, e credo che il calcio nel culo sia lì lì per arrivare...
grazie!

aleph ha detto...

Ah si! Anche io vorrei che ogni tanto tutto si risolvesse da solo come per magia....a tanta gente succede sempre, com'è sta storia?
Per il fisico non ti preoccupare più di tanto : è l'inizio del decadimento ( prrrrrr), oppure è la solita reazione primaverile della fatidica 'prova costume'.
In ogni caso vedere un vicino-amico impiccato non è una di quelle cose che ti rendono piacevole la vita, saresti un mostro se non ti sentissi così.
Per finire : hai ragione, urge che ti trovi una morosa, sisisisi. Ciao Rò

Maraptica ha detto...

Roberto, c'è sempre spazio per un cane, anche in un monolocale, che è certamente più grande di una gabbia di un canile comunale...ma soprattutto, è uno spazio pieno d'amore. Se vuoi il calcio nel culo te lo dò io eh?! ;)Posso fare sto sacrificio...

liberoPensieRoberto ha detto...

x aleph
Ah questa poi! (accento milanese da nanetto) siamo al ribaltamento totale della verità! Io non ho mai detto che urge che mi trovi una morosa! Dire che ho bisogno di una morosa è come dirmi che non mi chiamo più Roberto!
Si vede che sei di sinistra, inventi sempre tutto...

x Maraptica
quando un domani, nel futuro, ci conosceremo, ti spiegherò come mai non terrò più un cane in casa.
Ma ti assicuro che amo i cani, e quando avrò un giardino ne adotterò sicuramente uno! Di quelli con gli occhioni grandi e docissimi!

Maraptica ha detto...

Potrei ribattere e attuare le mie solite "opere di convincimento", ma non so cosa celi di così grande e misterioso. Non posso combattere se non conosco le tue "armi". Finora, non ho mai visto cani che non avessero occhi dolcissimi e grandi, si vede che non sono obbiettiva du questo argomento. Chi tace acconsente: thò, pigliato sto calcio... e vedi se parti! Ciao
p.s. Me li sto a vedere tutti i video su you tube, sto apprendendo...