domenica 17 ottobre 2010

Come ti fotto la libertà

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Ci sono tanti modi per togliere la libertà di un uomo.
Ci sono metodi più evidenti, come la dittatura, e ci sono metodi più subdoli.
Volete aprire gli occhi su quelli subdoli? Ops, cambio domanda, altrimenti vi offendete.
Volete sapere quali secondo me sono metodi subdoli per togliere la libertà di un uomo?
Vediamoli insieme:

  • limitare l'accesso al lavoro (eliminare l’ufficio collocamento in favore ad agenzie interinali assolutamente inadeguate è stato un delitto),
  • rendere una chimera l’accesso alla sanità (8-12 mesi di attesa per un intervento chirurgico),
  • togliere la possibilità di parlare ai media (per esempio, sospendendo trasmissioni televisive di denuncia),
  • rendere INACCESSIBILI i canali di sostegno economico (provate a chiedere un contributo qualsiasi, sentite la risposta del vostro assistente sociale o dell’impiegato dell’INPS),
  • rendere impossibile il mantenimento di una casa (600/800 euro di affitto o mutuo non sono un altro delitto?),
  • rendere impossibile l’accesso al credito (NON è vero che sono stati creati fondi per le banche per far sì che “aprissero i rubinetti”),
  • rendere il lavoro “flessibile” (precario suona male alle orecchie di alcuni) senza, però, aver pensato a tutta una serie di accorgimenti per evitare che gli imprenditori potessero approfittare della situazione,
  • e per finire, togliere la possibilità al cittadino di esprimere il proprio voto diretto sui rappresentanti in Parlamento.
Ora, dato che fui di destra (estrema destra) e poi di sinistra (estrema sinistra), ma oggi sono solo ed unicamente incazzato, non ho paura di essere etichettato in chissà che modo nell’affermare quanto segue:

in Italia ci è stata tolta la libertà.

Se qualcuno di voi lettori contesta la mia durissima affermazione, può lasciarmi ovviamente il suo commento.
Una sola precisazione, però: prima di contestare l’elenco che ho fatto prima, si chieda quante volte nella sua vita ha avuto un disperato bisogno di agenzie interinali, ospedali, assistenti sociali, banche, lavoro… perché se non ha esperienza diretta in tutto questo, sappia che il suo commento per me varrà meno di zero.
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2 commenti:

Rita ha detto...

Sono una incazzata anch'io Rò,e sono apolitica alla soglia dei miei quaranta anni che mi fanno affermare di avere perso oltre che la libertà ,come tu dici,anche la fiducia in chicchessia.
Ho avuto anche io risposte 'licenziose' da chi è tenuto a prestare un servizio e-o una prestazione...ma tantè, loro sono lì,ed io sono dall'altra parte con i miei problemi e le mie richieste di aiuto disattese ed inevase ancor peggio,non prese in considerazione ,perchè sono una delle tante persone che hanno difficoltà a gestire un genitore non autosufficiente,a pagare un mutuo,a chiedere servizi alla scuola pubblica...
A che livello siamo!!!!!!!!

liberoPensieRoberto ha detto...

Sai la cosa che più mi mi fa imbestialire?
E' quando mi sento dire "e ma tutte a te capitano?"...

La cosa mi fa incazzare, perchè nel vigliacco tentativo di minimizzare i problemi che pongo io, si cerca di nascondere dietro una fantomatica sfortuna mia personale, quelli che invece sono i mille disastri di questo Stato.