martedì 18 agosto 2009

Un felino


Ti ucciderei,
con un balzo, uno soltanto,
ti raggiungerei e saresti carne morta.
Un pessimo pasto,
scommetto che sei indigesto.
Il mio ruggito ti inorridirebbe,
la paura ti farebbe rizzare tutti i peli ed i capelli,
la tua bocca perderebbe saliva,
non riusciresti più a buttar fuori aria e,
preso dal panico, continueresti ad inspirare
ed inspirare.. ed inspirare..
Cercheresti intorno una via di fuga,
ma con quella sottile linea di rassegnazione
perché sai che non c’è fuga
quando hai davanti una tigre incazzata e decisamente affamata.

Oh sì, smetteresti improvvisamente di stuzzicarmi
con quei ramoscelli.
Un morso, ed uno strappo violento,
ed il tuo braccio cadrebbe a brandelli.

Ti ucciderei,
con una zampata, una soltanto,
aprirei le tue carni.

Tu continua a tormentarmi,
beffardo destino mio,
continua senza sosta,
prenditi gioco di me, umiliami, feriscimi,
toglimi anche il cibo,
vai avanti così, se vedermi in questo stato ti diverte..


..ma..

Prega, che la gabbia rimanga sempre ben chiusa.

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2 commenti:

paranhouse-hurt mao ha detto...

Il destino, ne ho parlato anch'io nel mio blog ieri pomeriggio... il destino è cinico e sadico delle volte. La Tigre amico mio.. spesso è lei che si sente di avere una gabbia dentro di se; se la gabbia è intorno a te.. prima o poi potrebbe anche aprirsi, ma se quella gabbia stà dentro di lei... è più difficile aprirla e liberarsi.. quindi, bisognerebbe capire bene se stà fottuta gabbia è dentro o fuori!!

Prima o poi qualcosa cambia nella vita delle persone, ma non c'è dato sapere come... e il destino non farà la spia.

Ciao Roberto!!

Voglio ha detto...

Già P-h M ha ragione!
La gabbia intorno a te: chiude te dentro, o gli altri fuori?

In fondo il destino, se esiste, sceglie a caso le sue vittime... Quindi, Tigre, raccogli le energie e sfonda quella maledetta barriera, se ci riesci!