mercoledì 25 marzo 2009

Tasso zero, interessi zero.. crescita professionale zero.

Quando ti occupi della creazione di un sito web, e delle lettere commerciali per l’azienda per cui lavori, giri il tutto al tuo capo, soddisfatto della fatica fatta, ed aspetti un eventuale, piccolo aggiustamento che anticipa il fatidico “va bene, procedi”.
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Cosa succede, però, se la correzione dura CINQUE MESI E MEZZO, e quando il tuo capo ti riconsegna il materiale corretto, ti trovi fra le mani un ammasso di frasi sgrammaticate, di periodi lunghi anche 10 righe senza punteggiatura, di contenuti incomprensibili?
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Succede che ti passa la voglia di lavorare, di impegnarti, di usare tutto il tuo estro e la fantasia, e soprattutto ti passa il senso di appartenenza al gruppo per cui lavori.
Le ore, così, passano lentamente, e tu continui a chiederti “ma, esattamente, cosa sto facendo?”.
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Questa è la mia realtà, ma temo di condividere questa situazione con molti altri.
Certo, però, che è frustrante essere assunti per le proprie esperienze e capacità creative e ridursi, dopo un anno, ad un copia e incolla.
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Devo anche occuparmi delle gare d’appalto. "Bene", dice il mio amico L., "così impari tutto sulle gare, è un’occasione di crescita!".
Il mio occuparmi delle gare, però, consiste nel guardare IL TITOLO delle gare: se ha a che fare con la coop. per cui lavoro, allora passo il tutto al capo.
Ah, un'altra cosa bella che devo fare è trascrivere gli indirizzi di tutte le aziende del cremasco, c.a 10.000, per poi occuparmi della spedizione dei volantini.
Questa è crescita professionale? Così si impara tutto sul mondo del sociale?
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Ancora ricordo il tizio del Centro per l’Impiego, un anno fa “vedrai, imparerai molte cose sul terzo settore, gestirai progetti autonomamente, magari svilupperai il discorso shiatsu in ambito sociale, potrai fare conoscenze utili a tutti i tuoi progetti futuri”.
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In un anno ho imparato ad usare un po’ meglio il Microsoft Word '07 e il Publisher per i volantini.
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Il prossimo simpaticone con la cravatta quadrata che, durante il mio colloquio di lavoro, mi dice che ho un curriculum "troppo confuso e poco professionale", si prende una capata in piena faccia, e non immaginate quanto sia serio in questo momento.

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