giovedì 4 giugno 2009

Tipi da ufficio (reali). In risposta al post di Aleph "tipi da spiaggia"

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Il rassegnato: saluta a bassa voce, guarda per terra, è puntualissimo e cerca di non fare nessuna pausa. Subisce le vessazioni del capo e dei colleghi senza innervosirsi, le parole gli scivolano addosso come l'acqua sulle anatre. Ha la forfora e indossa sempre gli stessi vestiti, quando li lava ha pronti dei vestiti puliti identici. Prende le telefonate di tutti. Generalmente fa il lavoro sporco, cioè si smazza tutte le pratiche più odiose. Di tutti i colleghi dell’azienda.

La mela marcia: c’è in tutti gli uffici. È nervoso, maleducato, ti comanda anche se è un semplice collega, spesso scarica il nervoso sul rassegnato di cui sopra, si lamenta di tutto, parla male di tutti (soprattutto i nuovi arrivati), si veste benissimo, in corridoio ostenta buoni rapporti con qualunque capo, anche quelli di altre aziende. Generalmente è assunto a tempo indeterminato quindi sa che nessun collega precario lo può massacrare di botte o mandare affanculo, e se ne approfitta.

La simpatica canaglia: non lavora quasi mai ma, stenti a crederci, nessuno lo sgrida. Il capo entra infuriato per un suo disastro , ma lui con due battute riesce a farlo ridere, e finisce tutto alla macchinetta del caffè. Se lo fai tu, il giorno dopo sei all’ufficio di collocamento. Conosce tutti, ma proprio tutti, i colleghi dell’azienda, le loro vicissitudini, i segreti. Tutti lo salutano col sorriso quando arriva la mattina, e gli porgono la chiavetta per offrirgli il caffè.

Lo stacanovista: è pignolo, serio, veloce, competente e laborioso come una formica. Resta in ufficio fino alle 21.30, ma se ne va solo perché perderebbe l’ultimo autobus per casa. Qualunque cosa gli chiedi, lui sa rispondere, infatti sa più cose del capo stesso, ma non farà mai carriera (non capisce che è troppo utile lì dove si trova). Si accolla la responsabilità di tutto, per questo è sempre nervoso ma, essendo un buono, reprime il nervosismo e cerca di essere comunque gentile. Il suo colorito va dal grigino perla al giallo epatite.

Il furbo: è amico della simpatica canaglia, ma meno espansivo e appariscente. Serio, silenzioso, molto bravo nel suo lavoro, generalmente passa inosservato perché tutti si fidano di lui e non crea problemi. In realtà è un genio dell’informatica e, fra una pratica e l’altra, entra negli archivi segreti del vaticano col suo pc per il solo diletto di sfidare l’istituzione della chiesa, oppure organizza viaggi gratis per sé e per la sua donna, a spese dell’azienda, camuffando non si sa come le fatture del villaggio in spese di amministrazione. Il capo lo ammira molto, e lo affianca sempre ai nuovi arrivati per la formazione.

Lo sfasato: lui non sa nemmeno che ci sta a fare in ufficio, viene vestito in pantaloncini e maglietta sgualcita, usa il suo pc solo per scaricare brani sulla chiavetta, lavora lì da cinque anni ma ancora non sa cosa fare quando arriva al mattino. In ritardo cronico, lo sfasato va a bere il caffè della macchinetta, poi si chiude nel cesso e ci rimane un’oretta. Ha una cosa in comune con la simpatica canaglia: siccome lui è così, nessuno ormai lo sgrida più, quindi fa un po’ quello che gli pare.

La gnocca: simpatica, brillante, coscia lunga e profumo dolcissimo, che cominci a sentire appena lei entra nel palazzo, anche se tu lavori al terzo piano. Si veste sempre di bianco, ha i tacchi alti, un ottimo rapporto coi capi, non degna di un saluto i nuovi arrivati, anzi quasi nessuno, infatti parla solo con chi lei ritiene abbia un qualche potere. È ignorante come una capra, se le fai una domanda al di fuori da quello che sa a memoria, va in panico e se ne va sbuffando. Ha una carriera assicurata, anche se non ha mai mosso un solo documento.

Il precario: dai 20 ai 45 anni, lo riconosci subito perché ha un’aura grigia intorno, è così povero che di tanto in tanto chiede anticipi sulla liquidazione perché deve pagarsi almeno il treno per tornare a casa. Cerca di fare amicizia con tutti, non conosce bene i ruoli e puntualmente commette delle gaffes tremende, tipo lamentarsi con uno che, a sua insaputa, è il migliore amico del capo. È così sfigato, che resta sano per tutta la vita, ma il primo mese (di prova) in quell’ufficio prende 5 volte l’influenza, e rimane a casa 15 giorni: tutta l’azienda dirà di lui che non ha voglia di lavorare, e il marchio di lavativo assenteista gli rimarrà fino all’ultimo giorno di lavoro. È simpatico, ma non fa amicizia. Nel caso di una ragazza, anche se molto carina tutti diranno che non è un gran che, anzi le affibbiano qualche nomignolo solo per quel chiletto in più che mostra quando mette vestiti un po’ stretti (principessa fiona, moby, slim fast, se si chiama Tania diventa ippo-tania).

Il capo: non capisce una mazza di pratiche spinose, e si affida al lavoro del furbo di cui sopra. Periodicamente viene cazziato dal responsabile dell’area, e dopo cinque minuti entra nel tuo ufficio, prende di mira o il rassegnato o il precario e si sfoga su loro. Appena vede la gnocca, comincia a sudare, e le permette qualsiasi strappo alle regole e ai protocolli.
Ha pochi capelli, ma li fa crescere da quando ha compiuto 50 anni, e fa il riporto.
Si vanta molto raccontando un sacco di balle sui lavori passati, ma tu lo guardi con pietà, e pensi “ma se non sai fare niente, come posso credere che progettavi i motori degli off-shore?”. Dice sempre “lo sapevo”, è il primo che non rispetta le regole, che lui stesso fissa in quei pomeriggi vuoti, quando non ha nulla da fare. Ti dice una cosa ma la smentisce il giorno dopo, tu gli chiedi di risponderti via mail per conservare le prove, ma lui ti risponde “no no no, no ho tempo di scrivere una mail”. È frustrato. Lavora anche lui fino alle 21.30, e si compiace di questo attaccamento al lavoro con lo stacanovista di cui sopra.
Non farà MAI carriera, è troppo ingenuo. Si veste sempre uguale.
Ti da del lei anche se lavorate insieme da 15 anni.

7 commenti:

la signora in rosso ha detto...

Ne avrei una...particolare, meglio non commentare..

liberoPensieRoberto ha detto...

commenta commenta.. qua puoi sfogarti !
Chi è? La gnocca o la mela marcia?

aleph ha detto...

Ottima analisi tipologica. Nel mio campo c'è anche il genere AMBIGUO, quello/a che fa il cortese con tutti, ma intanto osserva subdolamente e annota eventuali defificienze o debolezze , per poi riportarle in giro con noncuranza. Per fortuna questo genere è facilmente smascherabile perciò 'sembra' avere buoni rapporti con tutti mentre in realtà è più isolato di un lebbroso.

liberoPensieRoberto ha detto...

Beh, sì, ne ho conosciuto anche io uno; che ridere! davanti a lui fanno tutti i seri, appena se ne va c'è il marasma :)

Maraptica ha detto...

E poi c'è il "giusto", anche se è una "tipologia" molto rara. Quello che si adopera quanto basta, il giusto, appunto. Quello che si occupa delle mansioni, le sue, il giusto, appunto. Quello sorridente ma serio, equilibrato, il giusto, appunto. Quello che aiuta "il nuovo", non gli fà il lavoro però, lo avvia, il giusto, appunto. Specie in via di estinzione.

paranhouse-hurt mao ha detto...

mi sembra di rivedere i personaggi di"Fantozzi"!! ci vanno vicino mi sembra?!?! bella lì Roberto!!

liberoPensieRoberto ha detto...

ma guarda che i personaggi di Fantozzi sono presi dalla realtà.. io ho visto uno spettacolo di Paolo Villaggio, un monologo di quasi tre ore, e ha raccontato mille episodi dai quali sono stati tratti i capitoli del libro/film Fantozzi...