venerdì 28 novembre 2008

Trattato semiserio sulla neve


Bella,
la neve.
Così morbida, così bianca, così soffice... mi ricorda la testa della mia bisnonna Peppina.
La neve, soprattutto ai bordi delle strade, è in grado di ricordarci qual è il vero colore dei nostri polmoni.
Eppure sui campi è così pura.
Infatti ci ricorda quale potrebbe essere il vero colore dei nostri polmoni, se la smettessimo di buttare merda nell’atmosfera.
La neve ci ricorda:
momenti felici della nostra infanzia, cioè quando uscivamo in cortile a giocare come piccoli idioti con i nostri amici;
momenti meno felici durante l’adolescenza, cioè quando si cadeva per terra davanti all’ingresso delle scuole medie alle 08.00, e tutta la scuola si godeva lo spettacolo, anche la ragazza/il ragazzo di cui eri innamorato/a;
momenti drammatici in età adulta, cioè quando vorremmo tornare in cortile a giocare oppure davanti al portone della scuola, ma siamo in ufficio e torneremo a casa rischiando un incidente ogni 20 secondi.
La neve ha un sapore tipico, cioè lo stesso del giaccio del tuo freezer, solo che la puoi mangiare, senza che ti resti la lingua attaccata (che poi ti tocca chiamare la guardia medica)..
La neve ispira attività ludiche – per i soliti porci: ho detto ludiche, non luride – a tutte le età, chissà qual è il meccanismo che scatta in noi.
Del resto, a pensarci, si tratta solo di acqua ghiacciata.

Cosa ho detto?! Possibile sia diventato così cinico?

La neve è poesia lenta e silenziosa che scende dritta dritta sul cuore di tutti noi.
Così va meglio?
Già, è tutta poesia.
La neve non chiede permesso, si posa su tutto indistintamente. La neve è idealista: tratta tutti allo stesso modo.
La neve è un dittatore saggio che impone limiti di velocità inferiori a quelli consentiti dalla legge. La neve è il cielo magicamente rosso di notte.
La neve si prende gioco di noi, ci spazientisce ridendo alle nostre spalle.
La neve è fatta per i mansueti. Questa mattina ero in coda, dietro tanti altri, ed un tipo decisamente simpatico ci ha sorpassati tutti, accelerando e andando in contro mano per parecchi metri. Ecco che effetto fa la neve a chi deve ancora trovare la pace dentro se stesso.
La neve fa diventare buoni i cattivi e cattivi i buoni.
È una bianca terrorista sovversiva, che blocca il paese.
La neve nevica. Del resto, la pioggia piove, il vento soffia, il buio incombe e il sole gira. Insomma, ognuno si fa un po’ i cazzi suoi.
Quando nevica gli animali che fine fanno? Io guardo nei campi, ma non ci vedo nulla. Mah.
Per le cimici una risposta c’è: sono tutte in casa mia, fumano sigari e giocano a poker, sorseggiando un vecchio JD ed imprecando sul clima ed il governo.
La neve separa i paesi occidentali e consumisti in due feroci categorie di persone: quelle felici, perché arriva il natale e non vedono l’ora di fare l’albero, i regali, le cene.. e quelle che chiudono gli occhi e pensano “ti prego fammi andare in coma fino al 7 gennaio”.
La neve sembra leggera, ma è una falsità: diviene pesante e distruttrice, se vuole.
La neve ci carezza, se chiudiamo gli occhi ci sembra che un gattino ci stia sfiorando il viso, per giocare un po’.
La neve è un’ottima scusa per dire: dai non mi va di uscire, stiamo da me sabato sera..
L’ho già detto che è bianca?
Boh, non ricordo.
Forse, ripensandoci, è vero: la neve è qualcosa di più di acqua ghiacciata, ora forse ne colgo la poesia.
Quasi quasi esco, vado per le strade, e prendo i passanti a colpi di poesia in faccia.

Nessun commento: