domenica 30 novembre 2008

La masturbazione

Inutile cercare risposta al di fuori di me stesso.
Io conosco molto bene sia la mia domanda che la risposta.
Gli orgasmi che mi concedo io, eh, quelli sì che sono forti.
Suono la melodia come fossi un precisissimo violinista, che non guarda neanche più il proprio spartito, perché conosce a memoria l’intera sinfonia.
Adagio, lento, vivace, allegro e poi,
il gran finale.
Ci vorrebbero anche le trombe, gli applausi, i fiori, l’inchino.
A volte, l’intreccio melodico si fa più ardito, il finale tarda ad arrivare – il termine “venire” mi pareva troppo scontato – ed ecco che mille pensieri disturbano quella che potrebbe essere un’azione eroica (dovevo scrivere "erotica"?) di pochi minuti.
Un’ora. Due ore.
Fino a dimenticare il motivo per cui avevo preso il violino in mano.. ah, ecco, sì la melodia.. l’attenzione cala, e non solo quella.. il direttore d’orchestra va a prendersi un caffè.
Le immagini fin’ora cercate svaniscono nel nulla, ed io mi sento quasi ubriaco di me stesso.
Poi, all’improvviso, compare lei, il mio sogno erotico in tutto il suo splendore, e l’odore che mi sforzo di sentire, ed ecco che l’intera orchestra si rimette a suonare.
Sempre più forte, sempre più veloce, ecco lei, il sogno erotico, che mi lascia fare proprio quella precisa cosina, quella che mi fa impazzire, quella che mi fa perdere il controllo, quella che può esplodere il palazzo ma io sono troppo preso per darmi una calmata..
Ed ecco il mio assolo di violino supera tutti gli archi e tutti i fiati, il maestro fa cenno di fermarmi ma non posso, oramai non posso perché ho superato il punto di non ritorno.. nooo…. Sìììììììì……
Ooohhhh….
…….
…………..
Sono senza fiato, mentre cerco di riprendermi.
Due secondi dopo quell’immagine è già sparita, insieme al suo odore, e torno d’improvviso nel silenzio della mia stanza. Mi guardo intorno.
Resta solo per un momento con l’amaro in bocca ed un freddo che mi viene un po’ di pelle d’oca.
Mi rivesto in fretta.
Sospiro di sollievo. Altro sospiro..
Eh sì, gli orgasmi che mi concedo io, eh, quelli sì che sono forti.

5 commenti:

Kat ha detto...

caspita....
l' ho sempre detto che voi uomini siete fortunati....

io non sono capace a suonare da sola la mia arpa........!!!!!!!!!

mi allenerò.....ma continuo a preferire che le corde le accarezzino mani che non sono mie....

liberoPensieRoberto ha detto...

E la chiami fortuna?
Finisce tutto in un momento, e possiamo ricominciare solo dopo la pausa-crèpes alla nutella...

Voi.. eh voi.. quante volte? C'è un numero?
Se non la chiami fortuna questa..
E poi non avete cosi ingombranti.. quando siete in costume, un pensiero vi sfiora, le vostre guancie si scaldano, e più o meno nessuno se ne accorge.. invece vuoi provare ad essere un uomo in boxer davanti a mille persone, proprio quando ti viene voglia di..suonare?
Un disastro!!!

Star ha detto...

Questa è la miglior interpretazione mai letta....

Star ha detto...

Forte Gaber, ma quello ke hai scritto è molto meglio... e bravo Rò...

liberoPensieRoberto ha detto...

ho capito star, la cosa t'ha particolarmente colpito.. eheh..