mercoledì 6 agosto 2008

Cambiare colleghi, cambiare lavoro.. e trovare gli stessi problemi.

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Molti pensano che le difficoltà vere di un lavoro, stanno nel lavoro stesso, invece secondo me la vera difficoltà sta nel rapporto con i colleghi.
Ho cambiato 21 lavori, ufficialmente, ed ho potuto acquisire un bagaglio d’esperienza particolarmente variegato sull’argomento; cambiare colleghi è ciò che più mi spaventa.
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I lavori si imparano, io ho lavorato in fast food, in griglieria, come camerire, come geometra di cantiere, agente immobiliare, operaio tessile, operaio metalmeccanico, assistenza, uffici manutenzione dei vhl in leasing, muratore, scaricatore di camion… tutti lavori che, bene o male, ho imparato.
Ciò che è stato difficile, davvero difficile, è relazionarsi coi colleghi.
Se ti va bene, e per carità può succedere, respiri un ambiente leggero, trovi colleghi simpatici e disponibili, che di dicono “ciao” quando entri o esci dalla stanza.. nei casi migliori, si trovano colleghi con cui fare pizzate, gite a gardaland o cose così.
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Il più delle volte, però, integrarsi è difficile, soprattutto quando sei l’unico nuovo in un gruppo unito di colleghi che lavorano insieme da anni.
QUALSIASI COSA TU FACCIA, essendo nuovo, ti giudicheranno nel giro di una settimana, anche di uno o due giorni… e per loro:
· Se sei uno pignolo, tu stai perdendo tempo,
· Se fai la pausa caffè, non hai voglia di lavorare,
· Se dici quello che pensi, sei antipatico,
· Se parli senza problemi col tuo capo, sei un leccaculo,
· Se proponi novità, sei quello nuovo che fa il figo,
· Se provi a intavolare un discorso coi colleghi, parli troppo,
· Se decidi di aspettare prima di parlare, sei uno musone,
· Se ridi alle loro battute, ridi troppo,
· Se preferisci concentrarti sul lavoro mentre loro ridono, sei troppo serio,
· Se tieni in ordine la tua postazione ..sei troppo precisino,
· Se eviti di sistemare sempre tutto, sei disordinato,
· Se non fai pause ne’ malattie, sei uno staccanovista,
· Se per sfiga ti ammali, sei un assenteista,
· Se in pausa pranzo parli di cose importanti, tipo notizie dal mondo, sei troppo serio,
· Se in pausa parli di cazzate, eh sei uno poco serio…
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Ci sono posti di lavoro dove nessuno ti rivolge la parola per mesi, dove in pausa pranzo quando parli tu tutti si riempiono la bocca di cibo per non rispondere e tu rimani lì come un coglione.
Posti dove provi a mangiare coi colleghi per una decina di volte, e loro non ti parlano. Allora pensi “non mi vogliono con loro, pazienza”; cominci a mangiare da solo, dopo qualche mese senti dire in giro che tu sei un asociale, che te la tiri perché mangi da solo.

Capisco che il problema è mio, forse, eppure fuori dal lavoro intrattengo relazioni interessanti con chiunque, faccio mille cose, ho una cultura discreta perché sono curioso di tutto, con me insomma si può parlare senza problemi..
Eppure, cazzarola, al lavoro finisce sempre così: io da una parte, tutti i colleghi dall’altra.
Io DEVO capire perché.
Mi serviranno altri 21 lavori?..

1 commento:

Star ha detto...

Caro Rò... nn sei il solito.
Ho lavorato x ben 2 anni in una grande catena di supermercati, ero cassiera. Sono una socievole di natura, mi piace ridere e scherzare ma se si lavora,soprattutto nei momenti di "piena" mi impegno il più possibile. Nn sò bene cosa sia successò ma ad una mia collega proprio nn andavo giù (magari xè i clienti preferivano fare la fila da me che andare da lei??) così ha cominciato a trattarmi male anche davanti ai clienti e colleghi. Ovviamente il suo cerchi di amicizie a lavoro l'appoggiava così mi sono trovata con il 70% dei dipendenti che nn mi sopportava compreso il direttore ("uomo" senza gli attributi ma questa è un'altra storia). Ho avuto un mezzo esaurimento, perso circa 10 Kg, finche una mattina mi sono svegliata e le ho vomitato addosso tutto quello che pensavo di lei, di quanto fossi incavolata nera del fatto che mi trattava male anche se nn le avevo mai fatto niente. Ma sai il bello quel'è stato? Che il giorno dopo tutti mi hanno trattata con rispetto! E NE SONO USCITA VINCITRICE.... ma solo in quella battaglia, in quel supermercato me ne sono successe di cotte e di crude
;)