giovedì 7 agosto 2008

Qualche attimo di pace sopra il palco di un teatro

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L’odore del legno.
Posso chiudere gli occhi,
potrei farne semplici appendici
e respirare, molto, molto lentamente.
Potrei fare qualche passo…
L’odore è diventato un suono:
dolce scricchiolio che rompe
questo insolito silenzio.
.
Posso aprire le mie braccia,
fare mio tutto lo spazio:
solo,
ma protetto nella zona d’ombra,
forse nudo e perfino vivo
sotto calde luci di ribalta.
.
Posso anche parlare,
ma sentire l’eco delle mie parole;
provo anche a immaginare
che il destino, un giorno…
che sia io ad ascoltare
l’eco degli spettatori.
.
Sento di poterlo fare,
perché amo il mio teatro.
.
D’IZZIA ROBERTO (20/01/2005, ore 17.52)

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