sabato 24 gennaio 2009

Come un puma (1995)

Questa notte si consuma e, come tante altre,
è già volata via,
sempre solo come un puma, quatto quatto
mi nascondo tra le mura della stanza mia.
Mi stiracchio, mi rannicchio, penso al figlio
che il futuro mi riserva,
sono pazzo come il picchio dei cartoni
prigioniero nel mio corpo come dell’indiano la riserva.
Sono quieto penso al mare dei miei sogni,
alla mobilità di quelle sue onde
guardo fisso il mio tappeto e sogno di volare
sul Gran Kenyon, grido io ma l’eco furbo non risponde.
Son leggero come un gas nobile rarefatto
e la nostalgia è piombo concentrato,
son quel che ieri ero e che oggi già lo fui,
son colui che il suo cuore ha sempre manovrato.
Cercando un posto nello spazio spensierato sparirò,
esco fuori dal normale e lascio solo luccichio;
lascio il mosto del mio vino che la terra avrà ubriacato
guardo attentamente nello specchio ma, forse, l’anormale sono io.

D’IZZIA ROBERTO (29/05/1995, ore 4.05)

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