venerdì 30 gennaio 2009

Litfiba - io ci credevo, io ci credevo cazzo!

Beh, credeteci o meno, chissenefrega.. il sottoscritto ascoltava i Litfiba, in macchina, con lo stereo a palla e un braccio fuori dalla finestra, correndo come un pazzo per le vie dei paesi nell'hinterland di Milano sud.
A volte un po' brillo.
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I Litfiba erano diversi dagli altri; pezzi come Tex, Prima Guardia, Maudit, Proibito, Dimmi il nome.. lanciavano un messaggio di sfida al potere corrotto e marcio della prima repubblica, schifosamente trasformata e rigurgitata in questa cazzo di seconda repubblica di politici sempre più corrotti, ma nell'anima.
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Ghigo scriveva pezzi stupendi e suonava da dio, restando sempre incredibilmente calmo, Piero era una bestia da palcoscenico.
Mi ricordo il concerto al Palatrussardi, Croce & Delizia... eh sì, quelli dal vivo spaccavano alla grande.
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Questa canzone è contro la mafia.
L'ascolto 'sta sera dopo tanto, tanto tempo, da una musicassetta sbucata fuori da chissà dove.
La dedico alla mia terra d'origine, la Sicilia, e ai magistrati saltati in aria che tutti conosciamo, e alla merda di classe dirigente bipartisan che vuole limitare le intercettazioni e separare le carriere ai magistrati, non permettendo più loro di dare inizio autonomamente ad un'indagine, ma costringendoli a CHIEDERE IL PERMESSO ad una non meglio precisata istituzione...
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Signore mogli consenzienti di uomini corrotti e lor signori viscidi e sorridenti parassiti di stato,
vi trasmettiamo "Dimmi il nome", dei Litfiba,
Buon ascolto

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